
La TIPA ( Technical Image Press Association ) è un’organizzazione no-profit formata da numerose riviste di fotografia di tutto il mondo. Ogni anno vengono scelti e premiati i migliori prodotti fotografici in base ad una votazione effettuata dai 29 membri rappresentati le riviste dell’organizzazione e da un rappresentate del CJPC giapponese (Camera Journal Press Club).
Le votazioni di quest’anno si sono svolte il 24 marzo a Città del Capo in Sud Africa ed il 16 aprile sono stati comunicati i risultati. L’elenco delle categorie dei premi viene aggiornato regolarmente in base alle tendenze del mercato. Di conseguenza le categorie possono cambiare anno dopo anno, quelle del 2012 sono 31 e di seguito elenchiamo la categoria con il prodotto vincitore.
Tutto dopo il salto.
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Su Clickblog abbiamo in precedenza già parlato dei filtri passa basso delle macchine fotografiche digitali. Questo filtro è un elemento che viene anteposto al sensore e, a patto di limitare di poco la risoluzione, eliminano il fastidioso effetto moirè. Negli ultimi tempi l’attenzione intorno a questo filtro è rinata quando Nikon ha deciso di rilasciare la D800 in due versioni, quella classica e la D800E in cui il filtro è stato rimosso per sfruttare al massimo la risoluzione e la nitidezza del sensore di 36 Megapixel.
La precedente versione della Canon 5D Mark II montava un filtro non molto prestante che non eliminava completamente l’effetto moirè. Canon ha deciso di correre ai ripari inserendo nella 5D Mark III un filtro molto più forte che però ha lo svantaggio di rendere troppo morbide i video. Il fotografo James Miller ha deciso, così, di procedere autonomamente rimuovendo il filtro anti aliasing dalla 5D Mark III e di documentare il tutto su Twitter. Il procedimento, come potrete ben immaginare, non è immediato e comporta lo smontaggio dell’intera macchina e l’inserimento di un elemento di vetro al posto del filtro per evitare il back focusing.
Chi fosse interessato può seguire su profilo Twitter del fotografo con gli aggiornamenti e le sue impressioni d’uso o dare uno sguardo alle gallerie di immagini sul sito EOSHD.
Via| EOSHD

Molti fotografi sono ossessionati tanto dalla fotografia quanto dal corredo tecnico da associare alla propria fotocamera. Ed ecco che in tempo di Black Friday - il giorno che negli States dà il via allo shopping natalizio - DPreview ha pubblicato una lista dei dieci accessori indispensabili (e non) acquistabili per meno di 250$, circa 200€. Qui sotto un paio di idee, le altre otto dopo il salto. Gli oggetti presentati sono in ordine di prezzo crescente.
Continua a leggere: Natale 2011: dieci accessori per fotografi sotto i 250€

Leggendo in rete ho trovato un interessante articolo che parla delle 11 leggende metropolitane più diffuse nel mondo della fotografia. Vedremo come alcune di esse sono in effetti vere, altre invece sono leggende alle quali crediamo solo perché qualcuno ci ha detto che quella particolare tecnica migliora la qualità dell’immagine.
Iniziamo, quindi, ad analizzare una per una le undici leggende più diffuse e a capire il perché alcune di esse sono totalmente infondate. Informazioni supplementari ai test effettuati sono disponibili sul sito del fotografo Jim Harmer, Improve Photography.
VERO MA NON COSI’ GRAVE. Questo è uno degli argomenti più dibattuti tra i possessori di reflex, c’è chi monta un filtro per proteggere la lente frontale dell’obiettivo e chi preferisce non usarlo per evitare perdita in definizione. La verità sta nel mezzo, montare un filtro sicuramente protegge l’obiettivo ma rende i colori delle fotografie leggermente meno contrastati. Personalmente preferisco perdere qualcosina in contrasto che rischiare di graffiare un obiettivo di migliaia di euro. Con un filtro di buona qualità comunque le perdite qualitative si riducono di molto.
Continua a leggere: Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia
L’università di Yale ha recentemente pubblicato un’interessantissima lezione tenuta dal prof Eric Fossum. Il nome potrà forse non dirvi niente, ma senza questo fisico cinquantacinquenne non esisterebbe la fotografia digitale per come la conosciamo. Nel 1984 infatti con l’obiettivo di miniaturizzare i sensori CCD - per i quali nel 2009 presero poi il premio Nobel per la Fisica Boyle e Smith - dei razzi della NASA ha inventato i sensori CMOS.
Questi ultimi - il cui acronimo significa Complementary Metal Oxide Semiconductor - oggi equipaggiano la maggior parte delle fotocamere (almeno quelle di fascia più elevata), oltre che quasi tutti i telefoni cellulari e molti dispositivi medici. La lezione del video qui sopra è divisa in tre parti: si parte con un cappello introduttivo con la storia e l’evoluzione tecnologica della fotografia nell’ultimo secolo.
A questo segue un’analisi a carattere sociale su come sia cambiata la percezione e la diffusione della fotografia e infine lo studio e le prospettive future di sviluppo dei sensori CMOS. Il video è naturalmente in inglese, dura circa un’ora ma non presenta particolari difficoltà di comprensione anche per chi ha una conoscenza base dell’elettronica, almeno per quanto riguarda la spiegazione dei sensori.
Lytro è una startup con le idee molto chiare: rivoluzionare la fotografia com’è stata intesa fino ad oggi spingendo sull’innovazione.
Proprio per questo motivo ha recuperato 50 milioni di dollari da parte degli investitori per la realizzazione di una fotocamera in grado di scattare foto in un solo scatto ed in cui sia possibile modificare il punto di messa a fuoco. Qui sopra potete sperimentare con un’immagine di prova. Cliccando in una zona si determinerà il nuovo punto di messa a fuoco, mentre con il doppio click potrete fare lo zoom.
Al momento non ci sono molti dettagli su come è stato raggiunto questo risultato, ma entro la fine dell’anno dovrebbe essere svelato il mistero e potremo vedere la fotocamera che avrà un prezzo sicuramente più basso di 10.000$. Il costo preciso lo si potrà determinare solo quando il primo esemplare sarà pronto per la presentazione.
Continua a leggere: Lytro, la nuova frontiera della fotografia
Il video che potete vedere qui sopra è stato pubblicato online circa un anno fa da Morten Hjerde che voleva portare della vera innovazione nel settore un po’ stantio dei flash.
La chiamata alle armi sembra aver avuto un discreto successo ed ora è stata creata una società, Rift Labs, con uno scopo molto preciso e le idee chiare. Creare il flash del futuro con caratteristiche che possono essere utili a tutti i fotografi.
Al momento stanno completando di realizzare il primo prototipo che prende il nome di “Floyd” e si tratta di una potente sorgente di luce che sfrutta la tecnologia LED e potrà:
A differenza di altre realtà aziendale in questo caso è stato scelto di pubblicare tutti gli schemi sotto una licenza Open Source per consentire a chiunque di collaborare o autoprodurre la sua versione. Se siete curiosi potete scaricare il tutto e provare anche a dare il vostro contributo.
Via | Planet5D
I teleobiettivi sono utili in molti casi, ma più la focale è spinta e più diventa difficile scattare una foto che non sia mossa senza ancorarsi da qualche parte. Grazie alla tecnologia moderna oggi possiamo sfruttare degli stabilizzatori che sono in grado di correggere molti dei problemi di mosso durante uno scatto con un tempo di esposizione non velocissimo.
I nuovi modelli offrono una correzione che può arrivare fino a quattro stop e tutto grazie ad un semplice elemento flottante all’interno del barilotto. Nel video qui sopra potete vedere quello di un Canon 18-55mm a cui è stato tolto il vetro frontale per apprezzare il movimento della lente.
Quello che potete osservare è il movimento che viene effettuato per compensare i lievi spostamenti della nostra mano e del corpo grazie a piccoli giroscopi ed accelerometri che riescono a determinare con molta precisione il movimento e la sua forza per compensarlo spostandosi nella direzione contraria.
Via | CameraTechnica
I cellulari sono la nuova frontiera dell’innovazione e la presentazione di quest’applicazione, Pass Then Around, ne è la dimostrazione.
Realizzata da Nokia è un programma, al momemento in fase di prototipo, che consente di vedere le foto in un piccolo gruppo di persone come se si trattasse di foto cartacee. Tutti possono vedere le foto sul proprio cellulare, inviarsele l’un l’altro e magari fermarsi a discutere di un singolo scatto impostando facilmente la visione di quella singola foto su tutti i dispositivi.
Addirittura gli schermi possono essere avvicinati per “unirsi” e mostrare la foto sdoppiata fra più dispositivi. L’applicazione riesce ad ottenere questi risultati grazie ad una tecnologia radio che consente di determinare la posizione relativa di ogni singolo smartphone presente nel gruppo. Dopo aver visto il video usereste mai questo genere di programma?
Via | PetaPixel
Gli smartphone stanno diventando sempre più potenti e quindi iniziano ad affacciarsi sul mercato alcune interessanti tecnologie, come Rewind presentata da Scalado.
Grazie a questo programma è possibile scattare una serie di foto e poi scegliere il ritratto del volto migliore per ogni persone presente nelle foto. Un sistema rapido e veloce per avere una bella foto di gruppo senza smorfie, occhi chiusi o chissà che altro. Nel video qui sopra potete vedere come funziona al momento la tecnologia. Dopo aver selezionato un volto potrete scorrere velocemente fra tutti gli scatti per selezionare quello più appropriato.
Con l’aumentare della potenza dei chip degli smartphone vedremo sempre più spesso esempi di questo tipo che possono catturare facilmente l’interesse di un vasto pubblico che lentamente, ma inesorabilmente, continua a rendersi conto di come le compatte stiano perdendo il treno dell’innovazione nonostante le qualità ottiche sicuramente superiori a quelle dei cellulari.
Via | GigaOM