Logo Blogo

Ultime news su interviste

Sony World Photography Awards 2012: intervista a Prabuddha Dasgupta

pubblicato da Blogoman


È passato qualche giorno dai Sony WPA 2012: noi vi avevamo raccontato i vincitori, oggi facciamo un passo indietro con un’intervista a uno dei membri della giuria. Ogni anno infatti le foto inviate al Sony World Photography Awards 2012 vengono vagliate da una giuria d’eccezione: tra i membri di questa edizione troviamo il fotografo indiano Prabuddha Dasgupta, uno che negli ultimi vent’anni è riuscito a farsi strada sia nell’ambito commerciale che nella ricerca, e vanta numerose mostre internazionali (in Italia è stato al Museo Ken Damy di Brescia e alla Galleria Carla Sozzani di Milano). Habituè di riviste patinate come Vogue e GQ, resta sempre molto attivo con le pubblicazioni personali, ecco cosa ci ha raccontato.

Quali sono le tendenze nella fotografia commerciale al momento?

Dal mio punto di vista c’è una tendenza all’omogeneità, tutto appare più o meno nello stesso modo. Se guardiamo la fotografia di moda e di pubblicità di 15 anni fa, era qualcosa di molto più dinamico, c’era più spirito di avventura; nell’area commerciale di oggi c’è questo bisogno di conformarsi a un certo modo di creare immagini senza sperimentare.

Continua a leggere: Sony World Photography Awards 2012: intervista a Prabuddha Dasgupta

Interviste Clickblog: Maurizio Galimberti

pubblicato da Gianluca Bocci

Maurizio Galimberti

Se in Italia si parla di Polaroid c’è solo un nome di un fotografo che gli viene associato per antonomasia. Tale nome è ovviamente noto in tutto il mondo, non solo per il lavoro legato alla fotografia istantanea, ma sopratutto per i tanti volti di attori ed artisti che sono passati davanti al suo obiettivo. Il suo nome è Maurizio Galimberti.

Tre aggettivi per descrivere Maurizio Galimberti?

Sognatore, Polaroid, istantaneo.

Chi sarebbe e cosa farebbe, se nella sua vita non ci fosse la fotografia?

Per destino di famiglia avrei fatto sicuramente il geometra, purtroppo. Meno male che c’è la fotografia. L’ho fatto fino a 34 anni, meno male poi che sono andato bene con la fotografia, che era la mia passione. Vivere della propria passione è il massimo.

Continua a leggere: Interviste Clickblog: Maurizio Galimberti

Interviste Clickblog: Jacopo Benassi

pubblicato da Gianluca Bocci

Jacopo Benassi

Spesso le persone quando vengono intervistate dicono meno di quello che vorrebbero dire. Il fatto di doversi raccontare agli altri a volte li mette in difficoltà, ponendoli nel dubbio se descriversi come sono oppure come vorrebbero essere visti. L’intervista che state per leggere è l’esatto contrario. Nessun freno, massima spontaneità, forse anche troppa. Più che un intervista è uno scambio di botte e risposte. O piuttosto di domande e botte. Ma racconta perfettamente la personalità eclettica del fotografo Jacopo Benassi.

Tre aggettivi per descrivere Benassi.

Ahahahahahshah!

Chi saresti e cosa faresti se nella tua vita non ci fosse la fotografia?

E chi lo sa!? Magari il fotografo.

Continua a leggere: Interviste Clickblog: Jacopo Benassi

Interviste Clickblog: Mattia Zoppellaro

pubblicato da Gianluca Bocci

Mattia Zoppellaro

Se siete amanti del buon rock magari leggete riviste come Rolling Stone. Sicuramente avrete ammirato le splendide copertine che ritraggono icone come Patti Smith o gruppi come i Depeche Mode. Se pensate però che questi ritratti siano stati realizzati da chissà quale fotografo americano o londinese siete fuori strada. Infatti pur vivendo a Londra, uno dei migliori ritrattisti legati al mondo della musica è italiano: il suo nome è Mattia Zoppellaro.

Tre aggettivi per descrivere Mattia Zoppellaro?

Goloso, ipocondriaco e impaziente.

Chi saresti e cosa faresti, se nella tua vita non ci fosse la fotografia?

Nel mio mondo ideale sarei il campione Olimpico dei 100 metri piani.

Continua a leggere: Interviste Clickblog: Mattia Zoppellaro

Conversation with Henri Cartier-Bresson

pubblicato da Cut-tv's

Approfittando dell’atmosfera sorniona e rilassata di questa domenica primaverile che concilia la pigrizia dell’ascolto molto più dell’azione, condivido questa lunga e interessante intervista con Henri Cartier-Bresson, da gustare con calma durante la colazione.

Se poi siete o passate per Roma, potete anche fare il brunch, la merenda o l’aperitivo con la visione aggiornata delle sue Immagini e Parole ospitate a Palazzo Incontro, oggi o un altro giorno fino al 6 maggio 2012.

Via | Martin-Neep

Interviste Clickblog: Eolo Perfido

pubblicato da Gianluca Bocci

Eolo Perfido

Quando ho iniziato a fotografare mi sono subito appassionato della cosiddetta “fotografia da studio”, ovvero del genere di fotografia in cui nulla viene lasciato al caso. La scelta del soggetto, dell’abbigliamento, dell’acconciatura, della posa, dell’ambientazione e via dicendo viene studiato al fine di trasmettere un’emozione, un’atmosfera, un mood, per dirlo con il termine usato dagli addetti ai lavori.

Mi sono quindi fin da subito ispirato per i miei esperimenti fotografici ai lavori di grandi nomi della fotografia internazionale, come l’esplosivo David LaChapelle, giusto per citarne uno. Tra i fotografi del nostro Belpaese il nome che mi ispirava maggiormente era quello di Eolo Perfido. Potrete immaginare la sorpresa ed il piacere di scoprire che tra i lettori abituali di Clickblog c’è anche lui. Da lì a chiedergli un’intervista il passo è stato breve.

Tre aggettivi per descrivere Eolo Perfido?

Direi sicuramente un gran curioso. Con tanta voglia di fare anche se facilmente mi abbandono a giorni interi di sofferta pigrizia. Osservatore, ma capace di grandi e spesso imperdonabili distrazioni.

Continua a leggere: Interviste Clickblog: Eolo Perfido

Richard Avedon su Richard Avedon: Darkness and Light

pubblicato da Cut-tv's

Immaginate di poter passare questa domenica con Richard Avedon, guardando, ascoltando e imparando quello che c’è da sapere sulla fotografia direttamente da lui.

Di poter passare un po’ di tempo in compagnia di un fotografo che ha iniziato a scattare ritratti per le autopsie nella Marina Militare, con il suo stile anticonformista ha cambiato il modo di guardare la moda e nel 1958 è stato ufficialmente nominato uno dei dieci più grandi fotografi del mondo.

Oggi che Richard Avedon non c’è più possiamo farlo grazie a Darkness and Light, il documentario diretto da Helen Whitney per la serie American Masters Series, che i più pigri trovano tutto dopo il salto, mentre chi pensa di averne bisogno on line può scaricare anche i sottotitoli in italiano.

Continua a leggere: Richard Avedon su Richard Avedon: Darkness and Light

Picture Perfect inquadra il nuovo fotogiornalismo: Ziyah Gafic e le donne di Riyadh

pubblicato da Cut-tv's

Concedersi quello che sa mostrare, evocare, suggerire o stimolare una fotografia e poter approfondire con chi l’ha realizzata tutto quello che c’è prima, durante, dopo e dietro uno scatto, sono due aspetti distinti e altrettanto importanti del piacere o beneficio che sa fornire la fotografia come linguaggio, documento o espressione artistica.

La curiosità per l’universo che prepara e genera lo scatto è ancora più forte per il fotogiornalismo e le controverse dinamiche che occhio e obiettivo innescano con il soggetto, come per le celebri Stricken Child Crawling Towards a Food Camp di Kevin Carter o Saigon Execution di Eddy Adams.

A questo proposito lo scorso anno VICE e Incase hanno inaugurato ‘Picture Perfect’, una videoserie dedicata al nuovo fotogiornalismo, che ha già ripreso Stefan Ruiz alle prese con la “Cholombiano” street culture, Donal Webber e gli effetti della crisi nucleare a Fukushima, Rob Hornstra in Russia.

Ora dopo aver seguito Vincent Fournier da Parigi al Kennedy Space Center della Nasa e James Mollison da Venezia all’affollato campo profughi di Dabaab, Picture Perfect inaugura una nuova stagione incontrando Ziya Gafić a Sarajevo per parlare del progetto che sta seguendo sulle donne del mondo arabo di Riyadh, ma il viaggio continua ..

Alex Webb, Leica & Magnum sulle strade di Chicago

pubblicato da Cut-tv's

Leica & Magnum: Photographs from the Streets of Chicago by Alex Webb from Leica Camera on Vimeo.

Siamo di nuovo in strada, lungo le strade di Chicago, con Alex Webb e una nuova intervista condivisa da Leica, che porta avanti il progetto di collaborazione con Magnum sulla documentaristica indipendente.

Joel Peter Witkin guardato da An Objective Eye di Thomas Marino

pubblicato da Cut-tv's

Inquietante ai limiti del sublime, lo scomodo universo creato dai tableaux vivants di Joel Peter Witkin (nei video dopo il salto) guardando in faccia morte e decadenza, handicap e differenza, con un bianco e nero graffiato e macchiato per sondare lo spaventoso che affascina, la bellezza annidata nel grottesco, diventa protagonista di An Objective Eye di Thomas Marino.

Con l’obiettivo di guardare meglio e da vicino questo controverso fotografo americano, criticato per la natura di un linguaggio che sonda i margini, le morbosità affascinati, le amputazioni, i feticismi e le deformità che sanno scavare nell’inconscio, il documentario indipendente ancora in progress, sta raccogliendo fondi su Kickstarter per completare interviste con importanti artisti, musicisti, fotografi e studiosi in grado di restituire una visione profonda e introspettiva di questo universo bollato da tanti come mostruoso.

Un universo influenzato dal “Sublime” di Beato Angelico, dal “Realismo” di Rembrandt, la “coscienza dell’uomo occidentale” di Goya, i codici della ritualità e le icone della cultura, quanto da una evidente capacità di guardare le tante facce della realtà, compresa quella della guerra che Joel Peter Witkin da reporter ha fotografato in Europa che in Vietnam, dopo aver iniziato a fotografare a sedici anni e aver incluso la sua prima opera nella collezione permanente del MOMA di New York a diciassette.

Continua a leggere: Joel Peter Witkin guardato da An Objective Eye di Thomas Marino