Provate ad indovinare quale sia l’articolo più letto di sempre su Clickblog. No, non si tratta dell’ultima ammiraglia di Canon o Nikon. Non si tratta neppure dell’ennesima discussione sull’iPhone o sulle Leica. Si tratta invece di un articolo del 2007 che parla del negozio online San Marino Photo. A quanto pare ci sono sempre lettori interessati a questo articolo, ma in base alle nostre indagini la vera ragione è che San Marino Photo sembra avere numerosi clienti in difficoltà.
Infatti nell’articolo in questione troviamo commenti che a partire dal 2010 sono stati lasciati da clienti che lamentano ritardi nelle consegne, difficoltà di comunicazione, problemi con le richieste di rimborso. Se andiamo poi a cercare in rete troviamo dovunque reclami simili. Basta infatti dare un rapido sguardo alla pagina Facebook del negozio per trovare decine di clienti che chiedono più o meno insistentemente informazioni sullo stato delle spedizioni degli articoli pagati anche mesi prima. Community di opinioni come ciao! riportano giudizi davvero poco lusinghieri.
Cercando tra i forum troviamo ancora conferme della brutta situazione. Su photo4u.it c’è un topic dedicato all’affidabilità , dove San Marino Photo è l’unico ad avere riportate più esperienze negative che positive. Ovviamente tutti questi dati devono essere presi con le dovute distanze. Infatti un cliente soddisfatto spesso non lascia feedback, mentre un cliente deluso spesso si “vendica” parlando male del negozio dovunque gli capita.

Manca solo un giorno dall’inizio della 13a edizione del PhotoShow e del ricco programma che porta una vera folla di professionisti e appassionati di fotografia nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma, da venerdì 30 marzo a lunedì 2 aprile. E non dimenticate che per acquistare un biglietto di ingresso a 1 euro basta registrarsi al sito ufficiale.
Per chi è a caccia di novità, apparecchi da provare, workshop da seguire, grandi fotografi da incontrare, non c’è niente di meglio, dal padiglione numero 13 con lo stand B26 della Nikon rifornito di Nikon D4 e D800, le nuove Coolpix (S6300, S9300 e P310), la gamma Nikon 1 e la serie completa di obiettivi NIKKOR e di accessori, al Padiglione 11 con lo stend D26 – F31 della Samsung, tra Samsung WB850F (con WiFi integrato) e tecnologia wireless.
I circa 400 mq di stand Canon basteranno per accogliere le fotocamere della serie EOS che festeggiano i primi 25 anni, con la Canon 5D Mark III e EOS 1D-X, affiancate delle compatte della serie PowerShot, le ultime novità IXUS 125 HS e 500 HS, 240 HS e 510 HS, videocamere e stampanti. E poi il sistema di fotocamere mirrorless Olympus PEN nello stand dedicato, tante iniziative, il “Villaggio Tutto Digitale“, ospiti, concorsi, sale posa e live set, il Facebook Wall, il mercato dell’antiquariato…
Continua a leggere: Photoshow 2012: alla Fiera di Roma tra consuetudini e novità

Nonostante il prezzo di quasi 3000$ americani l’ultima nata dalla casa giallo nera, la Nikon D800 è la reflex digitale più venduta su Amazon.com ed anche nella classifica generica (non solo reflex) delle 100 fotocamere più vendute è prima, nel mercato giapponese invece è al 14° posto preceduta anche da alcune mirrorless.
Il successo commerciale di questa reflex è sicuramente legato ai 3 punti di forza di questo concentrato di tecnologia, il primo è sicuramente il sensore da 36 mpx che nonostante l’elevata densità di pixel ha dimostrato in ogni prova di essere veramente eccellente, nella classifica DxO mark ha ottenuto il punteggio generale più alto di sempre 95 su 100. Il secondo è la modalità video che permette di esportare tramite HDMI il flusso Full HD non compresso, questa caratteristica tipica delle cineprese professionali nel settore reflex è presente esclusivamente sui modelli D4 e D800/E. Il terzo, ma non ultimo, punto di forza è il prezzo; la D800 costa meno della diretta concorrente ossia la Canon EOS 5D MKIII e può sostituire, in alcuni casi, una costosissima medio formato digitale.
D800 la più venduta su Amazon.com

Via | DSLRPhoto

A prima lettura sembrerebbe davvero uno strano Pesce d’Aprile, ma in realtà di legato al tradizionale giorno degli scherzi c’è soltanto la data. Infatti la Leica a partire dal 1 Aprile venderà direttamente le proprie fotocamere, interrompendo il sodalizio ormai trentennale con la Polyphoto. La scelta sembrerebbe legata alla desiderio dell’azienda tedesca di legare la propria immagine ad un’idea di esclusività, trasmessa anche tramite una catena di negozi dedicati sparsi in tutto il mondo, i Leica Store.
Uno di questi negozi è già presente in Italia, si tratta del negozio La Placa di Roma. Ovviamente le fotocamere Leica potranno essere vendute in tutti gli altri negozi, ma la distribuzione a partire dal prossimo mese sarà gestita direttamente dalla casa madre, si spera con il minimo disagio per i clienti italiani.
C’è infatti da ricordare che in Italia sono tanti gli utilizzatori di fotocamera Leica, basta vedere il numero di utenti che frequentano la comunità Leicapassion. Proprio uno di questi, Christian Sommella, ha sintetizzato in modo lampante in una discussione dedicata il punto di vista dell’utente finale:
Il passaggio di LEICA è persino in ritardo su quanto è successo nell’ultimo decennio nella distribuzione. Il Retail, ovvero la vendita diretta del produttore con dei negozi di proprietà, ha soppiantato quasi completamente i multibrand e in molti casi i Franchisee. Questo perché inglobano due passaggi di guadagno: il sell in (vendita whole sale dell’Azienda dei prodotti ai rivenditori) e il sell out, la vendita al consumatore finale. Fin qui tutto quasi accettabile. Salvo altri ragionamenti di spiazzamento di gente che ha lavorato per le Aziende per anni..ma è un altro discorso. Il grande problema che si è verificato in molti settori è stato che i vecchi distributori avevano anni di esperienza sia tecnica che di relazione col cliente. Le Aziende invece si sono posizionate davanti al cliente finale molto goffamente con personaggi poco tecnici ed esperti e non abili come i commercianti nel gestire i rapporti col cliente. I vari inglesismi ad hoc di Customer Care, Satisfaction, Service e i protocolli severi hanno tentato di organizzare servizi e competenze che in realtà sono peggiorati. Sono scatole vuote. Prima c’erano le persone, magari alla buona, ma che sapevano. Oggi Aziende eleganti e ripulite che però non sono sempre in grado di dare quello che c’era prima. Tutta immagine a scapito del prodotto. Forma su sostanza.
Via | Reflex.it

Pochi giorni fa vi abbiamo comunicato la triste notizia dell’interruzione della produzione di altre tre pellicole Kodak, scelta aziendale chiaramente legata alle difficile riorganizzazione finanziaria che l’azienda americana sta effettuando in questo periodo. Questa situazione ha portato gli appassionati di tutto il mondo a fare scorta e a riempire i frigoriferi, come potete vedere dall’immagine in apertura, scattata in un grande negozio di Tokyo.
L’abitudine di conservarle in frigo se non addirittura in freezer è l’unico modo infatti per prolungare la data di scadenza, ovviamente facendo attenzione ad evitare eccessivi sbalzi termici prima di utilizzarle: basta lasciarle a temperatura ambiente il giorno prima di inserirle nella nostra fotocamera. Utili indicazioni potete trovarle su Nadir oppure sul forum dedicato al grande formato Fotoavventure.
Tornando alle sventure di Kodak rimane la certezza che in ogni caso prima o poi le scorte finiranno: colpisce a questo proposito la funebre sintesi della striscia “What the duck” del vignettista americano Aaron Johnson. Si commenta tristemente da sola, la trovate dopo il salto.
Via | Tokyo Camera Style
Continua a leggere: Il fallimento Kodak: c'è chi fa scorta e riempie i frigoriferi

Avevamo già parlato dei problemi finanziari della Olympus, che erano stati a lungo celati nascondendo perdite per oltre un milione di dollari. Arriva dal Giappone la notizia che la polizia ha proceduto all’arresto di sette persone tra ex dirigenti della Olympus ed ex funzionari di banca. Si tratta di personaggi importanti come l’ex presidente Olympus Tsuyoshi Kikukawa e l’ex vice presidente esecutivo Hisashi Mori.
Questa notizia non fa sicuramente bene all’andamento in borsa delle azioni Olympus, che ha visto in pochi mesi il valore praticamente dimezzato. D’altro canto l’attuale dirigenza sta facendo di tutto per uscire il più rapidamente da questa situazione. Infatti entro Aprile verrà rinnovata il direttivo e viene confermata la volontà di collaborare pienamente con le autorità competenti.
Un brutto periodo quindi, ma almeno parzialmente compensato dal successo di critiche ottenuto dalla nuova Olympus OM-D E-M5, la cui commercializzazione dovrebbe iniziare il prossimo Aprile.
Via | Reuters

Tra le tante attività svolte dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - Tau Visual fondata da Roberto Tomesani, c’è anche l’annuale “sondaggio operativo”, che misura la salute della fotografia professionale. Hanno contattato ed intervistato un campione totale di 2.048 professionisti, chiedendo loro come stava andando la propria attività.
Come potete vedere nel grafico in apertura la situazione è tutt’altro che rosea. Sommando infatti le tre fasce il cui andamento è considerato dai titolari stessi come insoddisfacente si arriva al 45,88% del totale. In pratica quasi un professionista su due non se la sta passando poi così bene. Se poi si considera che le stesse fasce sommate nel 2010 arrivavano al 37,72% è evidente quanto la crisi economica mondiale ed in particolare italiana stia pensando giustamente anche sui fotografi professionisti.
Io in prima persona ho iniziato il 2012 scoprendo che il mio negozio di fiducia, Foto CMR di Macerata, dove ho comprato la mia prima reflex e dove ho imparato a fotografare, ha chiuso i battenti. La situazione è realmente difficile e sono giustamente la qualità dei servizi e le idee innovative a dare reali garanzie per l’immediato futuro. A questo proposito vi invito a leggere in dettaglio l’analisi ben strutturata delle interviste effettuata dalla Tau Visual, seguendo il link qui sotto.

Nei commenti al mio articolo sui tentativi per restare sul mercato da parte di Kodak in molti hanno segnalato che la Kodak ha dichiarato ufficialmente che l’amministrazione fallimentare non creerà problemi alla produzione delle pellicole, fintanto che il mercato resterà positivo, andando quindi a calmare la preoccupazione di chi come me ama le pellicole della casa americana.
Audrey Jonckheer, Direttore Mondiale del marketing e delle pubbliche relazioni di Kodak, annuncia quanto segue:
“La pellicola fotografica e cinematografica rimane un business redditizio per Kodak, e noi abbiamo il portafoglio più ampio e più rispettato di pellicole in entrambi i segmenti. Abbiamo preso provvedimenti per sostenere il business appena è diminuito, e sappiamo che ci sono centinaia di appassionati di pellicola sia per ragioni artistiche che di qualità. Rimaniamo impegnati a produrre pellicola fino a quando ci sarà una domanda redditizia nei sui confronti. E che come ho già detto, è ancora redditizia.”
In pratica la migliore garanzia per poter comprare pellicole Kodak in futuro è continuarle a comprare adesso. Ringrazio l’utente funebre di aver riportato su una discussione di Flickr la fonte della notizia. Approfitto per ricordare ai nostri lettori che potete segnalarci notizie importanti come questa scrivendo a suggerimenti@clickblog.it

Giovedì 19 Gennaio il fantasma del Chapter 11 è sceso sul colosso della fotografia Kodak: ha annunciato ufficialmente la bancarotta ed è quindi entrata in amministrazione controllata. Oggi arrivano le prime notizie sulle azioni che l’azienda intraprenderà a breve per cercare di restare sul mercato.
Innanzitutto proseguirà con la vendita dei brevetti, un patrimonio prezioso ma che al momento sembra l’unica speranza per recuperare rapidamente liquidità. Alla vendita dei brevetti si affianca la battaglia sul fronte legale nei confronti di violazioni di proprietà intellettuale, proprio su tecnologie originariamente sviluppate dalla stessa Kodak. In quest’ultimo fronte la situazione non è rosea dato che la Kodak sta facendo causa ad aziende come Apple e Samsung, che sarebbero potenziali danarosi acquirenti per i brevetti in gioco.
Queste azioni devono inoltre essere effettuate a stretto giro. Le banche come la Citigroup, che hanno finanziato la Kodak con 950 milioni di dollari, chiedono risultati immediati. La Kodak deve pertanto presentare un piano di riorganizzazione definitivo entro il 15 febbraio 2013, andando a trasformare la propria azienda in una piccola realtà, con meno debiti e attiva quasi esclusivamente nel settore delle stampanti a inchiostro.
In definitiva, comunque vada a finire, a noi rimangono davvero pochissime speranze di continuare a trovare ancora a lungo pellicole marchiate Kodak negli scaffali dei negozi.
Via | Il Post

Se seguite Clickblog siete sicuramente al corrente del brutto periodo finanziario della Kodak. L’ultimo gesto disperato per risollevare le sorti del colosso della fotografia è stato la vendita della sua sezione dedicata alla produzione di gelatine. Nonostante questa vendita The Wall Street Journal annuncia che la Kodak sta preparando i documenti per dichiarare il fallimento.
Negli Stati Uniti esiste infatti il cosiddetto “Chapter 11″, una sorta di amministrazione controllata in cui possono rifugiarsi le aziende per riorganizzarsi in seguito a bancarotta. I legali di Kodak starebbero proprio preparando la documentazione necessaria per ricorrere a questa particolare legge fallimentare. Probabilmente la dichiarazione ufficiale di bancarotta verrà rilasciata già nelle prossime settimane o nei primi giorni di febbraio.
Ormai non sembrano ci siano altre speranze di risollevare le sorti della Kodak, che negli ultimi 5 anni ha perso in borsa addirittura il 97% del suo valore, mentre la sua quota di mercato è crollata ormai al 9%.
Via | The Wall Street Journal