Il settore delle mirrorless è in continuo fermento: le maggiori novità dal punto di vista tecnico e di design ultimamente riguarda sempre più spesso questo tipo di fotocamere. Rimane infatti vivo il desiderio degli acquirenti di poter disporre di un corpo macchina compatto ma che garantisca sia un’elevata qualità immagine sia tutte quelle possibilità creative tipiche delle reflex.
La Pentax Q è sicuramente la più compatta di tutte le mirrorless sinora presentate, pur mantenendo un design ed un’ergonomia da vera reflex. Quello che però ha lasciato tutti perplessi fin dal suo annuncio è la scelta di adottare un sensore CMOS retroilluminato da 1/2,3’’, ovvero di dimensioni pari a quelli montati in alcune compatte.
Questa scelta mette in serio dubbio le reali possibilità di ottenere immagini prive di rumore digitale ad alte sensibilità, così come di ottenere immagini con uno sfuocato realmente sfruttabile. Grazie alla collaborazione con la Pentax Italia ho avuto la possibilità di verificare la fondatezza di questi dubbi. Ecco in dettaglio le mie impressioni.
La Fujifilm X-Pro1 presentata al CES di Las Vegas a gennaio è una mirrorless un po’ differente dalle altre: innanzi tutto è l’unica ad avere un mirino ibrido ottico galileiano/elettronico, utilizza un sensore con una matrice insolita rispetto alla classica bayer e segue una filosofia diversa dalla maggioranza delle concorrenti; non cerca di competere con le reflex di fascia bassa o media, infatti il prezzo del solo corpo è di ben 1300€ e ognuna delle 3 lenti disponibili attualmente a listino costa circa 600€.
È una fotocamera chiaramente indirizzata ad un pubblico alla ricerca di un prodotto quasi esclusivo, dal grande fascino estetico e dalle elevate prestazioni. Il sensore a detta di Fujifilm è rivoluzionario, privo di filtro low pass e più simile, come resa, alla pellicola. Con questa breve recensione voglio mostrarvi i risultati che si possono ottenere ad alti iso con questo CMOS da 16,3 mpx. I test sono stati condotti da Tek.no, una testata on-line norvegese che si occupa di tecnologia, purtroppo i test sono stati condotti sui jpg esportati direttamente dalla X-Pro1 e non dai raw, ma sono comunque molto interessanti.
Per le prove sono state utilizzate due delle tre lenti Fuji XF attualmente in produzione, ossia il 18mm f/2.0 e il 35mm f/1.4. Il 60mm f/2.4 non è stato utilizzato perché l’esemplare a disposizione dei norvegesi era un prototipo. Nella galleria trovate alcuni scatti di prova, il primo test che vi propongo è quello sulla resa ad alti iso. Nelle fotografie della X-Pro1 con sensibilità compresa tra 100 e 400 iso non si nota particolare rumore e possiamo considerarle pulite, da 800 a 3200 iso si perdono un po’ dei dettagli più fini, ma i risultati sono eccellenti considerando che si tratta di jpg, passando a 6400 iso ossia la massima sensibilità nominale, la qualità decade ulteriormente pur rimanendo entro livelli più che accettabili.
Continua a leggere: Fujifilm X-Pro1, alti iso da pieno formato?

Non riesco a capire esattamente come la penso del “libro” oggetto della recensione di oggi su Clickblog. Parlo di un cofanetto a tiratura limitata dal nome Blonde, edito da Nero. Si tratta di una selezione di circa 200 fotografie di modelle bionde raccolta da Nico Vascellari.
Il tema è senza dubbio interessante per chi ama la fotografia di moda ed il patinato mondo del fashion. All’interno di Blonde, infatti, scorrono decine di foto di bellissime super model dai capelli color oro, immortalate su riviste di moda, per campagne pubblicitarie o per mostre di fotografi di settore: da Lara Stone a Kate Moss, passando per Rianne Ten Haken e decine di altre modelle meno famose. Non è importante il fotografo che ha scattato le foto, tra gli altri Rankyn o Terry Richardson, ma il colpo d’occhio complessivo. La cosa che non ti aspetti è che le 200 foto in questione non sono raccolte in una volume ma si trovano sciolte, come tante fotografie 20×30 di un archivio personale.
Blonde è stato pubblicato circa un anno fa ma il fatto che la tiratura sia limitata a soli 500 copie rende questa recensione ancora attuale. Non si può non rimanere affascinati dalla bellezza delle immagini. La perplessità, però, resta: 70 euro non sono poche e la qualità della carta fotografica utilizzata è davvero scarsa. Acquistare? Non saprei, dipende se in ognuno di noi, di fronte a quest’opera senza dubbio interessante, prevale la fascinazione per la bellissima selezione di foto o il dubbio per il rapporto tra la qualità del prodotto ed il prezzo.
Via | Nero Magazine

Pep Bonet con il suo incredibile reportage sul campionato di calcio per mutilati di guerra in Sierra Leone. Kadir Van Lohuizen che racconta, dalle miniere africane al gioiellerie di Ginevra, l’industria dei diamanti sporchi di sangue. Jon Lowenstein che documenta il drammatico tentativo degli immigrati latino-americani di valicare il muro a difesa del confine degli Stati Uniti.
E’ un libro incredibile, con i reportage di autori che difficilmente si trovano nelle librerie italiane, quello che viene recensito quest’oggi da Clickblog: 217A, edito da Fonart. Un volumetto di dimensioni quasi tascabili che raccoglie i reportage dei fotografi del gruppo Noor, da Francesco Zizola a Yuri Kozyrev fino a Jan Grarup e gli autori citati precedentemente.
Al centro dell’analisi fotografica dei autori 217A c’è il tema dei diritti umani in varie aree del mondo. In altre parole si tratta di una collettiva concepita in occasione dell’anniversario della dichiarazione dei diritti universali delle Nazioni Unite. Impressionante, a mio modo di vedere, il lavoro di Pep Bonet in Sierra Leone (foto), un reportage intitolato “One goal” che racconta in modo toccante ma mai banale la vita e le partite di un gruppo di atleti della Sierra Leone, tutti reduci mutilati alle gambe della guerra civile e delle mine in uno dei Paesi più martoriati dell’Africa.
Foto: Euganeafilmfestival
Ecco il quinto e penultimo episodio delle guide agli acquisti natalizi di Clickblog. Dopo avervi consigliato dieci idee regalo sotto i 250€ , dieci reflex sotto i 1000€, sette reflex comprese tra i 1000 e i 2500€ e dieci compatte, oggi parliamo di dieci fotocamere mirrorless. Per questa categoria vale il discorso analogo fatto per le compatte, scegliere dieci esemplari fra i molti esistenti è complicato. I modelli presentati sono macchine di cui ho letto positivamente oppure che ho provato di persona.
Il panorama delle mirrorless mostra cinque principali standard: il micro 4/3 (un consorzio tra Olympus e Panasonic), l’NX della Samsung, le NEX della Sony, il Nikon 1 e il Pentax Q. Ogni standard ha obiettivi con attacchi differenti e sensori con dimensioni diverse: il micro 4/3 ha un fattore di crop di 2x, l’NX e le Sony NEX hanno un sensore APS- C ed ultimi presentati in ordine di tempo sono il Nikon 1 e il Pentax Q, entrambi gli standard prevedono un sensore di dimensione ridotta (2,6x il Nikon e 5,5x quello Pentax).
Anche qui, come negli articoli riguardo le reflex, i prezzi saranno relativi alle macchine solo corpo (ove possibile), i prezzi sono puramente indicativi - li ho presi da Amazon - ma con una ricerca in rete più approfondita è possibile trovare cifre più basse. La scelta è dettata dalla varietà di ottiche fornite per questi sistemi. Va ricordato che tutti i corpi che adottano lo standard micro 4/3 possono utilizzare gli stessi obiettivi c Le ottiche degli altri sistemi, invece, non sono intercompatibili fra loro. Nikon ha presentato un adattatore che permette di utilizzare le ottiche F sui corpi 1, analogamente Sony per gli obiettivi Alpha.
Continua a leggere: Natale 2011, dieci mirrorless da regalare
La Nikon entra nel mondo delle mirrorless. Un ingresso sicuramente rumoroso. Mentre infatti tutti si aspettavano un sensore almeno APS-C, la Nikon decide di creare una categoria di fotocamere completamente nuova, che ruota intorno ad un nuovo formato di sensore. Quindi dopo il DX (APS-C) ed il FX (full frame) abbiamo il neonato CX (13.2 mm x 8.8 mm CMOS), corrispondente ad un fattore di moltiplicazione 2.7x. Il sensore CX è il cuore di questo nuovo sistema denominato Nikon 1. Ne fanno parte al momento due corpi, la Nikon V1 e la Nikon J1, e quattro lenti, un fisso e tre zoom. Grazie alla collaborazione con la Nital, il distributore Nikon in Italia, ho avuto la possibilità di provare approfonditamente la Nikon J1 insieme allo zoom Nikkor VR 10-30mm f/3.5-5.6. Ecco in dettaglio le mie impressioni.
La Nikon J1 è davvero bella da vedere. L’esemplare in prova è di un rosso fuoco, un colore che quando ho mostrato la fotocamera agli amici ha fatto colpo soprattutto sui componenti del gentil sesso. I lati arrotondati, alcuni tasti perfettamente a filo, il logo “Nikon” incassato ed il logo “1″ in rilievo la rendono inoltre accattivante allo sguardo. Si impugna bene anche per chi ha le mani grandi come me e trasmette un buon senso di solidità. Peccato manchi una parte gommata sulla parte anteriore, fatto che rende l’impugnatura scivolosa con la condensa che si crea facilmente con i primi freddi di questi giorni. I comandi sono tutti a portata di mano. Qualche perplessità sulla mancanza dei modi PASM sulla ghiera dedicata e sul fatto che l’apertura del piccolo flash incorporato sia solo manuale, quindi non si attiva automaticamente per andare incontro ai neofiti. Purtroppo manca del tutto una slitta flash per collegare illuminatori più potenti. Il display da 3″ risulta ben contrastato e nitido anche in pieno sole. L’obiettivo in kit è molto compatto grazie alla struttura collassabile. Il sistema di sblocco funziona anche come accensione della fotocamera. Quindi si toglie il tappo, si sblocca lo zoom, si inquadra e si scatta. Pratico e veloce.
Il canale youtube DigitalRevTV ha pubblicato la videorecensione della nuova Fujilm Finepix X10, la sorella minore dell’ottima X100. A differenza della Nikon V1 questa macchina viene promossa dal presentatore, seppure non a pieni voti. I lati positivi riscontrati sono molti, la solidità del corpo realizzato in lega di magnesio che assicura una buona ergonomia d’uso, il luminoso zoom 4x, il display posteriore ereditato dalla sorella maggiore. Il difetto maggiore di questa fotocamera, però, è la dimensione del sensore.
La X10 come già precedementente annunciato monta un sensore di 2,3″, che pur essendo maggiore dei sensori montati sulle compatte di alta fascia rimane di gran lunga più piccolo dell’APS-della X100. Proprio la ridotta dimensione di quest’ultimo comporta l’impossibilità di ottenere un effetto bokeh marcato e l’eccessiva presenza di rumore al di sopra di 6400iso, valore comunque elevatissimo. Il prezzo d’acquisto non è elevato per la qualità offerta, sul mercato italiano si trova a circa 470€.
In conclusione la Fujifilm X10 è un’ottima, se non la migliore, compatta di alta fascia e presenta caratteristiche innovative unite ad un corpo di qualità. Va tenuto a mente però che si tratta di un livello ben inferiore alla più blasonata X100. Personalmente questa fotocamera mi intriga molto e la considero un’ottima macchina per sostituire la reflex nelle occasioni in cui la maneggevolezza è d’obbligo; rispetto alle mirrorless offre un obiettivo più luminoso ad un prezzo minore.
Il canale youtube DigitalRevTV ha pubblicato qualche giorno fa un video con un hands on della nuova e molto discussa creazione di Nikon, la V1. Il video - a differenza delle recensioni usuali di questo canale - è realizzato come un botta e risposta tra il fotografo Graham Uden ed il presentatore Kai W, volto di DigitalRevTV.
La macchina non esce affatto bene dal confronto: mentre Uden cerca di sottolineare i lati positivi riscontrati da lui in questa fotocamera, Kai mette subito a nudo i lati negativi più discussi. Pessimo design, sensore di piccola dimensione (Cx fattore di crop di 2,7x), e prezzo piuttosto elevato, in Italia circa 680€.
A un prezzo così alto - sostiene Kai - si può tranquillamente comprare una Olympus Pen, che non solo presenta un sensore più grande (Micro 4/3) ma che permette anche un controllo manuale sullo scatto: inibito e gestibile solo tramite menù sulla Nikon, a causa della mancanza di ghiere apposite. I lati positivi riscontrati dal fotografo sono essenzialmente la velocità dell’autofocus, la possibilità di adattare gli obiettivi Nikon F e l’incredibile burst di scatto che arriva a 60fps; caratteristiche interessanti soprattutto nel caso di fotografie sportive. In conclusione? Pur avendo una buona qualità d’immagine la Nikon 1 non vale l’acquisto.

La Panasonic DMC FH7 è la nuova compatta di Panasonic, già annunciata a maggio, è stata recensita il 7 settembre da DPrieview. La macchina si inserisce in un settore molto affollato, quello delle point and shoot entry-level, e presenta caratteristiche appetibili per una platea “consumer”, come ritocchi e filtri applicabili sulle foto direttamente dall’apparecchio.
Design molto lineare, semplice, con un sottile corpo di metallo sormontato solamente da due tasti (accensione e scatto) e display posteriore di 3’ tattile che permette la messa a fuoco del soggetto mediante tocco, anche se secondo Barnaby Britton di DPreview risulta afflitto da lag nello scorrere le foto.
La libertà di modificare le impostazioni di una macchina di questo livello è limitata, anche rispetto alle Lumix di fascia superiore: pur permettendo la possibilità di impostare due profili di settaggi richiamabili direttamente dal display…
Continua a leggere: Panasonic DMC FH7, la recensione di DPreview

DPReview ha pubblicato la recensione della Canon Eos 60D.
Questa reflex si allontana un po’ dalla fascia X0D per diventare una piccola 7D con cui condivide il medesimo sensore. Non costituirà l’aggiornamento ideale per chi ha già una 50D, ma dovrebbe far gola a chi arriva dal segmento entry-level.
La qualità delle immagini prodotte da questa reflex è molto buona e migliore rispetto alla 50D, nonostante l’incremento della risoluzione. Non sfigura neanche contro molti altri modelli della concorrenza. Dal punto di vista dell’usabilità è molto comoda e pratica da utilizzare con una buona interfaccia utente. Anche se questa reflex non è più dedicata al segmento semi-pro resta un prodotto solido.
Via | DPReview