Fujifilm X-E2, la recensione della mirrorless con mirino elettronico giunta alla maturità

Ho provato a fondo la nuova mirrorless Fujifilm X-E2, l'aggiornamento di una delle mirrorless con mirino elettronico più apprezzata dagli utenti, la Fujifilm X-E1

Fujifilm X-E2 recensione

C'era davvero bisogno della Fujifilm X-E2? C'era forse qualche grave difetto nel modello precedente Fujifilm X-E1? No, il vecchio modello andava e va tutt'ora molto bene. Ma la Fujifilm ha deciso di presentare dopo appena 13 mesi dal lancio del primo modello questa Fujifilm X-E2, per offrire ai propri clienti tutte le ultime novità tecnologiche.

Come il nuovo sensore APS-C X-Trans CMOS II, che grazie all'inedita matrice colore permette di fare a meno dell'ormai detestato filtro passa basso. Così come la nuova funzione Lens Modulation Optimiser, che letteralmente ottimizza la resa di ogni obiettivo grazie ad un'elaborazione specifica, al fine di eliminare difetti come distorsione e vignettatura. Oppure come il Wi-Fi integrato, anche se di relativa utilità in quanto consente solo di trasferire le immagini già riprese.

Grazie alla collaborazione con Fujifilm Italia ho avuto la possibilità di provare a lungo questa fotocamera e potete quindi leggere in dettaglio le mie impressioni.

DESIGN ED ERGONOMIA

La Fujifilm X-E2 si impugna abbastanza bene. Da una parte c'è l'ottima sagomatura che accoglie sul retro il pollice e sul fronte anulare e medio. Ma dall'altra c'è il corpo compatto che non riempie la mano e lascia il mignolo senza presa. Nessun problema con le ottiche compatte, qualche affaticamento invece con delle ottiche relativamente pesanti come il Fujinon XF 23mm f/1.4 che ho avuto in prova. Sempre per risparmiare spazio la filettatura del cavalletto è fuori asse rispetto all'ottica e rimane vicina allo sportello dove si trovano la batteria e la scheda di memoria. Diventa quindi complicato sostituire quest'ultime quando la fotocamera si trova su cavalletto. Trattandosi comunque di una mirrorless la compattezza deve esserci e la si apprezza in particolare negli spostamenti, grazie anche alla leggerezza del corpo. L'ergonomia dei comandi è ottima, tutti a portata di mano e con degli scatti sufficientemente duri da evitare modifiche indesiderate. Ho apprezzato i due pulsanti personalizzabili nella funzione, uno sulla destra del tasto di scatto ed uno vicino all'angolo inferiore sinistro del monitor. Ho assegnato il primo alla scelta dell'area di messa a fuoco ed il secondo alla scelta del bilanciamento del bianco. In questo modo ci si può dimenticare del menù. Anche perché l'Auto ISO è sempre ben implementato, grazie alla possibilità di scegliere la sensibilità predefinita, quella massima ed la velocità minima dell'otturatore che deve essere mantenuta. In caso di necessità c'è poi il tasto "Q" per l'accesso rapido a praticamente tutte le impostazioni di scatto. Ho apprezzato il mirino, che essendo elettronico mostra con certezza cosa stiamo inquadrando, come lo stiamo mettendo a fuoco e come lo stiamo esponendo. Ritroviamo infine il flash a scomparsa su un supporto snodato e rialzato, utile sia per evitare gli occhi rossi, sia per consentire di puntare il flash verso l'alto creando un'illuminazione di rimbalzo.

Fujifilm X-E2 recensione

IMPRESSIONI D'USO

Avendo già recensito il modello precedente, non ho avuto alcuna difficoltà ad utilizzare la Fujifilm X-E2. L'utilizzo, grazie alle tante ghiere di controllo manuali, è facile e veloce. L'autofocus risponde con sufficiente prontezza e precisione in ogni condizione di illuminazione. Precisi ed affidabili anche l'esposimetro ed il bilanciamento del bianco, anche se quest'ultimo tende a scaldare sempre: mi sono trovato spesso con una leggera dominante gialla. Mi sono trovato bene sia con lo zoom Fujinon XF 18-55mm f/2.8-4, caratterizzato dall'efficace stabilizzatore ottico, che con il sopracitato fisso Fujinon XF 23mm f/1.4. Di quest'ultimo mi ha colpito la ghiera di messa a fuoco manuale, finalmente dotata di scala delle distanze. Facilissimo quindi scattare in iperfocale, potendola impostare anche a fotocamera spenta. Da segnalare però che in Fujifilm sono stati avari con le serigrafie. Troviamo infatti riportate solo cinque distanze: 0.28m (minima), 0.5m, 1m, 5m ed infinito. Per i valori intermedi bisogna andare ad occhio, dato che l'indicatore delle distanze sulla fotocamera si disattiva automaticamente quando usiamo quest'ottica. Altro dettaglio è la facilità con cui si sposta la ghiera di messa a fuoco dalla posizione automatica a quella manuale. Mi è successo di farlo inavvertitamente quando sostituivo le ottiche. Un blocco meccanico sarebbe utile in questo senso. A parte questo la sua resa mi ha colpito, nitida a tutta apertura e capace di sfocare in modo gradevole il secondo piano. Peccato solo per la facilità con cui si creano evidenti flares in pieno controluce. Un plauso infine per aver aggiunto sulla Fujifilm X-E2 la possibilità di spegnere l'anteprima esposizione manuale. Altrimenti con i flash in sala posa, se abbiamo impostato 1/160s f/5,6 200 ISO con le sole luci pilota accese, il risultato sarebbe stato un mirino bello nero.

Fujifilm X-E2 recensione

QUALITÀ IMMAGINE

Devo dirlo. Parlare di qualità d'immagine sta diventando una praticamente quasi inutile nelle recensioni. Perché gli ISO sulle fotocamere moderne sono ormai sempre ottimi. Naturalmente la Fujifilm X-E2 non fa eccezione. Immagini pulite e dettagliate da 200 fino a 800 ISO. Sempre ottime da 1600 a 6400 ISO, però si nota il dettaglio fine rimosso dalla riduzione rumore. Restano comunque perfettamente utilizzabili per il web e per stampe di piccolo formato anche le sensibilità fantascientifiche di 12800 e 25600 ISO. Da notare che alle massime sensibilità di 12800 e 25600 ISO, così come a quella minima di 100 ISO, non è possibile scattare in RAW. Se vogliamo salvare nel formato RAW la sensibilità è infatti limitata da 200 a 6400 ISO. Fatto che in abbinamento all'otturatore che raggiunge la velocità massima di 1/4000s può causare qualche problema per scattare a f/1.4 in piena apertura: obbligatorio avere in borsa un filtro ND. In ogni caso il JPG è sempre ottimo, tanto che a meno di errori gravi di esposizione o bilanciamento del bianco può sostituire tranquillamente il RAW.

COSA CHIEDEREI DI PIÙ

Alla Fujifilm X-E2 c'è davvero poco da chiedere. Magari un Wi-Fi che consenta di controllare da remoto la fotocamera. Magari un otturatore che si spinga fino a 1/8000s per scattare a tutta apertura con ottiche luminose come il Fujinon XF 23mm f/1.4 senza dover ricorrere ad un filtro ND in pieno sole. Potendo sognare, perché tecnicamente è palesemente difficile, chiederei infine alla Fujifilm di ridurre peso e dimensioni proprio del 23mm, dato che compromette la leggerezza e la compattezza del corpo macchina. Magari ripiegando su un'apertura più modesta, come f/2, il mio sogno sarebbe realizzabile. Ma temo che per evitare sovrapposizioni in catalogo con la Fujifilm X100S difficilmente vedremo nel catalogo un XF 23mm f/2.

Fujifilm X-E2 recensione

CONCLUSIONI

La Fujifilm X-E2 non soprende. Specialmente se si possiede o si conosce già la Fujifilm X-E1. Ma si apprezza il continuo lavoro di affinamento. Come ad esempio il monitor LCD più ampio, con la giusta proporzione tra i lati e con maggiore risoluzione. Come anche la ghiera di compensazione, capace di gestire da -3 a +3 EV. Proprio come hanno chiesto i clienti. Questa infine è una delle caratteristiche più importanti a mio avviso della Fujifilm. Ascolta i clienti e non li abbandona anche se usano vecchi modelli. Scusate se è poco.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- solidità del corpo
- ergonomia ottima
- qualità immagine

Non piace:

- Wi-Fi non utilizzabile per controllare la fotocamera da remoto
- bilanciamento del bianco leggermente tendente al caldo
- sensibilità limitata a 200 - 6400 ISO se scattiamo in RAW
- tempo di scatto limitato a 1/4000s che può richiedere l'aiuto di un filtro ND in piena luce con ottiche luminose

Voglio ringraziare infine la modella Erika Feliziani per aver posato negli scatti di prova.

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