Sciopero del 9 dicembre: la protesta pacifica e quella violenta nella foto del giorno

La nostra foto del giorno, che oggi è doppia, è dedicata allo sciopero dei forconi, alle proteste che si estendono da Nord a Sud

Sciopero Forconi



Dopo giorni di notizie confuse, vaghe e contraddittorie lo sciopero del 9 dicembre 2013 è arrivato e l’Italia è paralizzata dalle proteste e dai presidi sparsi su tutto il territorio nazionale da Nord a Sud. Lo sciopero dei forconi che è avvenuto in Sicilia e nel Sud Italia nel gennaio del 2012 adesso è tornato con un’impronta nazionale che ha coinvolto tutto il Paese da Torino a Catania. Lo Sciopero Nazionale dei Tir, dei Comitati Riuniti Agricoli, dei Forconi e di molti cittadini italiani è iniziato nella tarda serata di ieri e Danilo Calvani (Comitati Riuniti Agricoli) ha precisato che è uno sciopero popolare senza nessun colore politico. In realtà pare che ci sia un impronta di estrema destra ma in un momento come questo, mi piace pensare, che il concetto di destra e sinistra possa passare in secondo piano.

I presidi ed i blocchi sono diffusi su tutto il territorio, qui potete trovare una mappa dettagliata, ma i momenti più tesi sono stati in Piemonte dove almeno duemila manifestanti hanno assaltato il palazzo della Regione con bombe carta, bottiglie e pietre, le forze dell’ordine hanno reagito con i lacrimogeni. A Torino, Milano e Bologna i manifestanti hanno preso d’assalto le sedi di Equitalia e a Genova invece i binari della stazione di Genova Brignole. Ci sono posti però, come in Sicilia, dove le proteste sono state fatte civilmente e altri in cui i militari si sono tolti i caschi per unirsi ai cittadini, dove le forze dell’ordine e i manifestanti si abbracciano, perché siamo tutti nella stessa situazione. Siamo tutti sempre più poveri, privati della possibilità di costruire un futuro, e questo è un fatto innegabile.

Protestare è un diritto e credo anche che arrivati a questo punto sia un obbligo morale, purtroppo spesso da situazioni in cui si protesta civilmente per ottenere delle cose si sfocia nella violenza, si mettono in moto degli estremismi che non portano nulla di buono per nessuno, ma che contribuiscono a rendere l’Italia quello che è adesso: un Paese senza speranze.

Un Paese in piena crisi economica dove i lavoratori vengono licenziati letteralmente “dall’oggi al domani”. In un'Italia che risana i conti pubblici portando l’IVA al 23% e dove il potere d’acquisto è in caduta libera, le proteste compatte sono l’unico modo per farsi sentire e lottare per un futuro - non dico migliore -ma almeno più dignitoso.

L’Italia è paralizzata ma certo non da oggi.

Proteste dei forconi

Foto | da Twitter di TzeTze_News e di valerioscarponi

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