Manifestante No Tav bacia il poliziotto: dalla foto alla denuncia per violenza sessuale

Dalla foto alla realtà, la Manifestante No Tav che bacia il poliziotto è stata denunciata per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale.

No Tav: il bacio


Durante la marcia contro la Torino-Lione, sfilata lo scorso 16 novembre da Susa a Bussoleno, fotografando la manifestante No Tav che bacia il casco di un poliziotto in tenuta antisommossa, Marco Bertorello sembrava aver colto un bel messaggio, indipendentemente dai messaggeri.

Un messaggio decisamente 'non violento', almeno per un po', fino a quando è restato slegato dalla realtà dei fatti, dal contesto, le ragioni che hanno spinto la ragazza al gesto, già riportate dalla nostra precedente segnalazione, e tutto quello che la vicenda ha messo in moto trasformandosi in una denuncia.

"stavo pigliando per il c… una schiera di poliziotti antisommossa, che ci impedivano la strada"

Dopo essere diventata ben nota a tutti per il gesto clamoroso e la spiegazione eloquente che lo ha motivato, la ragazza milanese No Tav Nina De Chiffre, è diventata anche la destinataria della denunciata per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale.

Una reazione forte che, stando alle parole del poliziotto e segretario generale del sindacato di Polizia (Coisp), Franco Maccari, intervistato durante la trasmissione di Radio24 "La Zanzara", nasce da quello che è stato condiviso dopo la fotografia, con le dichiarazioni sulle sue gesta provocatorie, dal bacio sul casco, al tentativo di avvicinare le dita alla bocca del poliziotto, dopo averle bagnate con la saliva.

“Volevo che quel poliziotto si ricordasse quello che è successo a Marta di Pisa”

Il riferimento alla 33enne No Tav pisana «picchiata, insultata e molestata dalla polizia» in Val Susa durante la manifestazione contro il Tav a Chiomonte dello scorso luglio, è apparso con le dichiarazioni rilasciate dalla ragazza a Repubblica, mentre il disprezzo manifestato contro le forze dell'ordine con quei "porci schifosi da appendere a testa in giù" è stato condiviso su Facebook.

Queste le ragioni che, sempre secondo il sindacalista Maccari, hanno condotto ad una denuncia per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale, partendo dal presupposto che

“se fosse stato un poliziotto a baciare un manifestante a caso, sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale".

Una vicenda che lascia interdetti, e fa parecchio riflettere, su tutto quello che è successo con la diffusione della fotografia, e sulla forza simbolica di questa che, nonostante tutto e comunque vadano le cose, continua a veicolare il senso di quella realtà che si presta alle mille interpretazioni di chi guarda.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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