L'intervista ai ragazzi di Etna Walk, l'amore per l'Etna e la passione per la fotografia

Appassionati di montagna, di fotografia e di Etna, amanti della Sicilia. Ecco l'intervista ai ragazzi di Etna Walk

Etna Walk eruzione

Fotografi appassionati, conoscitori ed estimatori dell’Etna ma soprattutto persone amanti del proprio territorio, sono i ragazzi di Etna Walk, sempre presenti durante le eruzioni con le loro fotografie, con i report e le notizie in diretta, ma attivi sul vulcano a 360° in ogni periodo dell’anno. Ho intervistato Giuseppe Distefano, il fondatore e il presidente di Etna Walk, membro attivo del team e bravo fotografo, un ragazzo simpatico e attivo che seguo da parecchi anni su Flickr e tramite Facebook e che vi presento anche qui su Clickblog.

Stare dietro ai parossismi e agli smottamenti dell’Etna è un lavoro che richiede impegno e dedizione ma quando lo si fa con amore, come fanno a Etna Walk, diventa più che altro un piacere, riempirsi gli occhi con la magia e lo spettacolo che la natura ci offre è una delle cose più belle che esistano e chi vive lontano dalle grandi metropoli sa bene di cosa parlo. Vivere in Sicilia e non amare l’Etna è quasi impossibile, cresciamo al suo cospetto e la cerchiamo con il naso all’insù tutte le mattine, è bellissimo vederla in autunno coperta dalle prime nevi, avvolta dalle nuvole e rossa di lava durante le eruzioni, è bello salirci ad agosto quando a valle si sfiorano i 40°C e andarci in pieno inverno per ritrovare un po’ di magia tra lava, cenere e neve. E’ meraviglioso andare in montagna di sera, magari ad agosto, e godere del cielo stellato libero da ogni luce parassita, fare le foto alle scie luminose ma anche semplicemente tentare di riconoscere le costellazioni e dirsi che si, quella sembra proprio Cassiopea…

Etna Walk è un punto di riferimento per tutta la Sicilia orientale ma anche per gli appassionati di montagna e di natura, sono un gruppetto di ragazzi capitanati da Giuseppe che raccontano l’Etna e le sue meraviglie, una bella realtà di amore, passione e collaborazione.

Etna Walk lava

Com’è nata l’idea di fondare Etna Walk? Di cosa vi occupate?
Etna Walk nasce quasi per caso. Mi sono ritrovato con centinaia di scatti tra le mani e grazie ad un’amica ho cominciato a condividere foto su un sito di photo-sharing. Il nome Etna Walk è arrivato quasi spontaneamente e da quel momento è rimasto lo stesso, anzi, oggi è anche un marchio registrato.
Successivamente, grazie all’incontro con alcune persone, abbiamo deciso di creare qualcosa di più personale, di più completo. Oggi contiamo quasi 14.000 followers su Facebook e migliaia di ingressi giornalieri nel nostro sito.

Etna Walk crew

Chi sono i componenti di Etna Walk?
I componenti sono Giuseppe Distefano, Luca Bonaccorsi, Marco Restivo, Simone Genovese, Marco Di Marco, Antonio Zanghì, Francesco Russo e Francesco Platania. Ognuno con ruoli e compiti diversi e, probabilmente, questo è uno dei nostri punti di forza. Continuiamo di aggiungere altri elementi alla crew e prossimamente avremo di sicuro qualche new entry.

Il sito e la pagina Facebook Etna Walk sono un punto di riferimento per tutti gli appassionati di montagna e di fotografia, come fate ad essere sempre presenti durante le eruzioni e i parossismi? Come si svolge la vostra attività?
Innanzitutto a noi piace andare sull’Etna anche quando non c’è nessuna attività eruttiva in corso, il vulcano offre molto altro, ma siamo consapevoli che spesso l’eruzione è interpretata da molte persone come una sorta di “moda” del momento; e da li il passo è breve per autodefinirsi “montanari” di lungo corso. L’Etna va vissuta sempre e a 360°. Fortunatamente abbiamo tantissimi amici, tra guide, appassionati ed esperti del settore che puntualmente ci mandano preziose informazioni; cerchiamo anche , ove possibile, di interpretare i piccoli segnali che il vulcano ci manda e molto spesso le nostre scelte si rivelano fondate.
Scappare di corsa sull’Etna per immortalare il vulcano durante un’eruzione è sicuramente frenetico ma allo stesso tempo molto eccitante e come sempre, bisogna prendere delle decisioni sul versante da scegliere, sulla posizione o sul sentiero da prendere, considerando il meteo e soprattutto la direzione del vento per non avere problemi con la ricaduta del materiale piroclastico. Durante questa serie di parossismi soltanto una volta siamo rimasti sotto il “fall out” per circa 1 ora a causa di un improvviso cambio di direzione dei venti… macchine fotografiche al sicuro e tantissima cenere vulcanica addosso. Anche questo fa parte del gioco.

L’Etna è la vostra grande passione, ma è anche un soggetto complesso da fotografare soprattutto con il digitale, che attrezzatura utilizzate? Cercate di calibrare il peso dell’attrezzatura ai chilometri che dovete percorrere a piedi?
I nostri zaini sono accuratamente organizzati per trasportare soltanto il necessario e soprattutto devono essere bilanciati per non arrecare nessun fastidio durante l’ascesa. Fotografiamo con ottiche e corpi macchina Canon.

Etna Walk in tenda

Come si svolge la tipica nottata di parossismi sull’Etna? Ho visto che a volte vi attrezzate con delle tende… Cosa vi spinge a stare lì fino all’alba sfidando il freddo e la stanchezza?
La passione per il vulcano e per la montagna in generale ci spinge a rimanere anche 24 ore di fila in attesa che cominci l’attività eruttiva con le alte fontane di lava osservate da tutti negli ultimi anni. Spesso abbiamo portato con noi delle tende per avere un riparo ma allo stesso tempo abbiamo utilizzato anche ripari naturali come grotte o piccoli anfratti dove ripararsi dal vento (gelido!). Il discorso cambia invece quando ci troviamo in pieno deserto vulcanico, quindi oltre i 2500 metri; spesso siamo rimasti sulla neve per oltre 12 ore, ma siamo consci che anche questo sia il prezzo da pagare per poter godere da vicino dello spettacolo più bello del mondo.

Qual è l’attrezzatura consigliata per fare foto in montagna?
Non credo possa esserci un’attrezzatura specifica, però un buon corpo macchina e lenti luminose possono rendere la vita più facile. La distanza è importante; molto spesso anche con una reflex digitale “entry level” si possono fare grandi scatti, purchè il soggetto sia abbastanza vicino.

Le vostre foto sono spesso utilizzate da giornali e siti internet in varie parti del mondo, qual è il rapporto con la stampa italiana e internazionale? Ci sono differenze?
Gran parte della stampa italiana preferisce aiutare l’amico dell’amico, che magari fotografa comodamente dal balcone di casa in ciabatte, piuttosto che scegliere scatti realizzati da posizioni privilegiate o semplicemente più interessanti, fotograficamente parlando. Soprattutto per queste ragioni, siamo “costretti” a collaborare con diverse agenzie straniere o direttamente con quotidiani cartacei o on-line stranieri. Dispiace dirlo, ma all’estero c’è un approccio completamente diverso rispetto al nostro Paese dove si preferisce premiare la mediocrità o le conoscenze di qualsiasi tipo.

Etna Walk nuvola

Non vi occupate solo di fotografia ma anche di video, in “Scava lu cori” realizzato insieme a Ctzen, avete raccontato la storia di Emanuele Feltri, il suo impegno nella lotta alla mafia. Perché avete scelto questa storia? Pensate che unire le forze possa servire per cambiare le cose?
Emanuele è un caro amico e, subito dopo gli spiacevoli episodi, abbiamo deciso di approfondire la questione cercando di far capire le ragioni che hanno spinto alcuni ragazzi come lui ad un ritorno consapevole alla terra, insieme a tutti i problemi della valle del Simeto. Sicuramente, l’unione fa la forza e probabilmente è proprio la mancata sinergia tra le parti, uno dei veri problemi siciliani.

Qual è la soddisfazione più grande che vi ha dato Etna Walk?
La soddisfazione più grande credo sia rappresentata dalle persone che ci seguono giornalmente, da chi ci supporta nonostante le mille difficoltà, dall’aver trovato persone che remano nella stessa direzione e con una passione incredibile. Senza quest’ultimi Etna Walk non esisterebbe e probabilmente sarei ancora a condividere foto in qualche anonimo sito di photo-sharing. Da soli non si va da nessuna parte ma insieme si possono creare tanti progetti interessanti.

Cosa sogna di fare Etna Walk da grande? Che progetti avete per il futuro?
Etna Walk sogna di diventare sempre più un punto di riferimento senza manie di protagonismo o presunzioni di sorta; vorremmo vivere l’Etna così come la immaginiamo nei nostri sogni, senza discariche, senza incivili che danneggiano un patrimonio unico, senza i problemi che attanagliano la Sicilia e che inevitabilmente si ripercuotono sul vulcano, insomma, un’isola felice.
Abbiamo tantissimi progetti in cantiere ma svelarli significherebbe perdere l’effetto sorpresa , quindi non posso che consigliarvi di continuare a seguirci su www.etnawalk.it.


Foto | Etna Walk

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