The Sochi Project: un atlante su guerra e turismo nel Caucaso

Slow Journalism con Rob Hornstra e Arnold van Bruggen, nella Sochi dei Giochi Olimpici Invernali del 2014, al crocevia di guerra, turismo e storia

Il mondo che cambia sotto la spinta di un 'progresso' troppo spesso involutivo, spinge molti a convivere con le profonde fratture e contraddizioni che genera.

Un caso emblematico di questo fenomeno è rappresentato dai cambiamenti in atto nella regione di Sochi (So?i) intrapresi per ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2014, dal resort subtropicale sul Mar Nero, al crocevia della zona di guerra dell’ex-Urss e delle repubbliche del nord del Caucaso povere e instabili.

Una regione che convive con il turismo balneare, la povertà, la corruzione, il terrorismo e tutte le contraddizioni innescate dal rapido cambiamento, monitorate sin dal 2009 dal mix dinamico di fotografia e video documentario del fotografo Rob Hornstra e dello scrittore/filmaker Arnold van Bruggen con The Sochi Project.

Un ottimo esempio di "Slow Journalism" indipendente e progettuale, che arriva a Roma nel fine settimana per presentare la seconda pubblicazione di The Sochi Project: Empty land, Promised land, Forbidden land, e quattro anni di esplorazione dell’Abkhazia, tutti da sfogliare in un perfetto mix di libro fotografico e saggio socio-politico, nutrito dall'approccio fotografico di Hornstra che associa scatti ed elementi visivi raccolti nel corso dei viaggi, alle storie di Van Bruggen sulla gente, il paesaggio e la storia turbolenta di questa faccia della Russia contemporanea.

Il libro, attraverso il racconto e le immagini del passato, il presente e il futuro di questo piccolo paese a due passi dallo Stadio Olimpico di Sochi, ci porta sulle coste del Mar Nero e nel pieno delle trasformazioni e contraddizioni di un paese che dista soli 20 chilometri dalla zona di guerra di Abkhazia, alterna vecchi sanatori a costosi Hotel e Club della Riviera Russa, trovandosi vicino alle montagne del Caucaso che si allungano ad Est, nelle remote e poverissime repubbliche post-sovietiche di Cherkessia, Ossezia del Nord e Cecenia.

Un libro e un progetto in progress, presentato sabato 5 febbraio 2011 negli spazi delle Officine fotografiche, ma anche un workshop ospitato dalla Scuola Romana di Fotografia, grazie ad un progetto a cura di 3/3 e Nazario dal Poz, nato dalla collaborazione tra la Scuola Romana di Fotografia, Officine Fotografiche, 3/3 e Mandeep Gallery.

The Sochi Project: 2013

Nel grande sito dedicato ai Giochi Olimpici, con stadi che somigliano a navicelle spaziali, il viaggio esplorativo del Sochi Project continua nel corso di diversi viaggi, dal 2009 al 2013, insieme alle profonde trasformazioni che hanno investito la complessa area caucasica, lungo una catena di sette repubbliche autonome che ospitano più di 30 nazionalità ed altrettante lingue, la vegetazione subtropicale della città balneare di Sochi, l'aeroporto simile ad una fermata dell’autobus, il volto rassicurante di Vladimir Putin in televisione, villaggi senza acqua corrente o gas e l'esistenza di chi sogna una Russia senza restrizioni ai diritti civili.

Forte di un Canon Prize (2010), il Magnum Expression Award (2011), il Sony World Photography Award - Arts & Culture category e il World Press Photo award - Arts & Entertainment Stories (2012), The Sochi Project è cresciuto anche grazie al sostegno di workshop, la vendita di stampe e poster, insieme a diverse pubblicazioni indipendenti.

Nel novembre 2013 con Aperture Foundation, il Sochi Project raccogliere per la prima volta anche i suoi punti salienti ed elementi fondamentali, con prospettive alternative e approfondimenti su questa singolare regione, nelle 408 pagine del volume "The Sochi Project. An Atlas of War and Tourism in the Caucasus", progettato da Kummer & Herrman, portandone in mostra la versione espositiva omonima on the road in tutto il mondo, anche alla Aperture Gallery di New York (30 maggio - 10 giugno 2014).

Tra mostre e premi, a confermarne l'interesse di pubblico ed esperti, il lungo tour espositivo del progetto, nel 2014 passa per diversi festival e gallerie nel 2014, dal CONTACT Photo Festival di Toronto alla nostra Cortona On The Move, mentre si svolge Sochi2014.

Nel 2015 replica, dall'Organ Vida - International Photography Festival croato, al Delhi Photo Festival, passando per il CFD di Barcelona.

Il 2016 si inaugura con il volto della Russia post-giochi olimpici, dopo l'annessione della Crimea, il conflitto in Ucraina e il brutale assassinio di Boris Nemtsov, in mostra in Lituania, al M. K. Čiurlionis National Museum of Art di Kaunas (15 gennaio - 21 febbraio 2016), come preludio al tredicesimo "Kaunas Photo" festival.

Il viaggio con il reportage, teso a mettere in discussione la storia della Russia per cercare di rintracciare un’identità post-sovietica, è ancora lungo e costellato di premi, pubblicazioni, condivisioni e mostre, con "The Sochi Project. From: An Atlas of War and Tourism in the Caucasu", esposto fino al prossimo 8 gennaio 2018 al Rijksmuseum Twenthe di Enschede, parte di Fotomanifestatie Enschede, ma pronto a tornare in italia, toccando una delle sue provincia autonome più a nord.

Fresco della due giorni di workshop (sold out) ad alto tasso di Storytelling con Rob Hornstra, il Foto Forum di Bolzano è pronto ad ospitare anche "Rob Hornstra & Arnold van Bruggen. The Sochi Project: An Atlas of War and Tourism in the Caucasus", con lo sguardo sull’Abcasia (una delle tre regioni esplorate per il progetto), esposto da martedì 24 ottobre (inaugurazione ore 19.00) al prossimo 13 novembre 2017.

segnalazione in aggiornamento

Foto | © Rob Hornstra/The Sochi Project. From: An Atlas of War and Tourism in the Caucasus (Aperture)
Via | Aperture - Kaunas Photo Festival - Foto Forum

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