La morte di Molhem Barakat è anche responsabilità di Reuters?

Qual è la responsabilità dell'agenzia inglese Reuters per la morte di Molhem Barakat?


Qualche giorno fa vi avevamo la triste notizia della morte di Molhem Barakat, il fotoreporter 17enne assoldato dall’Agenzia Reuters, un ragazzino e nulla di più, che è morto su un campo di guerra mentre documentava l’inferno in cui viveva. Molhem è morto durante una battaglia tra i ribelli e forze del governo di Bashar al-Assad, davanti a un ospedale di Aleppo che era diventato più un campo di battaglia che un posto dove potersi curare.

La cosa che lascia sgomenti è che un ragazzo di appena 18 anni non è pronto per fare il fotoreporter in un posto così pericoloso ed invece lui, lavorava addirittura per una importante agenzia. Reuters ha dichiarato che il ragazzo era un collaboratore freelance, lasciando intendere che non lavorava per loro ma che era un esterno, di fatto c’è che Molhem Barakat spediva a loro le foto e sempre tramite loro le vendeva, inoltre è Reuters che gli ha dato l’attrezzatura per fotografare, anche perché un 17enne(ma anche un 18-19enne) dove li trova i soldi?

Sono tante le firme internazionali che chiedono spiegazioni, che chiedono a Reuters qualche chiarimento, Stuart Hughes della Bbc ma anche Corey Pein, chiedono se Molhem Barakat sapeva come proteggersi, qual è la politica dell’agenzia al riguardo, se il ragazzo era pronto per questo lavoro così pericoloso e, soprattutto, se ne era consapevole. L’agenzia aveva preparato Molhem Barakat per fare il lavoro che stava facendo e che era incoraggiato a proseguire? Insomma quesiti non da poco ma a cui Reuters ancora non risponde, ad oggi, da parte dell’agenzia inglese c’è solo il tweet:

“We are deeply saddened by the death of Molhem Barakat, who sold photos to Reuters on a freelance basis. To best protect the many journalists on the ground in a dangerous and volatile war zone, we think it is inappropriate to comment any further at this time”.

Quanti Molhem Barakat ci sono nelle zone di guerra?

Fonte | petapixel e rainews

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