La fotografia totale sperimentata da Gianfranco Chiavacci

La "fotografia totale" di uno sperimentatore visionario e veggente come Gianfranco Chiavacci.

Lo ”spessore“ di una fotografia è calibrato 'anche' dal rapporto con i codici spazio-temporali con i quali lo percepiamo, e grazie a sperimentatori visionari e veggenti come Gianfranco Chiavacci, abbiamo imparato tanto sulla fotografia anche senza usare la fotografia.

Un uso non convenzionale della macchina fotografica, portato aventi sin dai primi anni '70, in piena riflessione pittorica sull’uso del linguaggio binario, con ricerche sperimentali sulla luce, sul colore, la definizione di tempo, sul movimento dell’oggetto nello spazio e la dimensionalità.

Traslazioni, sfocature, rotazioni sul piano e rotazioni nello spazio, realizzate in pellicola 24 X 36, sia positiva a colori che negativa in bianco e nero, insieme a sculture fotografiche che nei primi anni '80 si spingono ai confini della tridimensionalità, alla logica del mezzo, al processo esecutivo della nascita dell’immagine fotografica, alla possibilità di intervenire sugli aspetti linguistici e alle capacità di astrazione della stessa.

 Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico, cinque stampe ai sali d’argento su cartoncino, 1978.

Il maestro della sperimentazione a 360 gradi, che si occupa della fotografia sfruttando ogni altro mezzo artistico, e di una ricerca protagonista della prima antologica di Fotografia totale, ospitata al Palazzo Fabroni (via di S. Andrea 18) di Pistoia, sino al 9 febbraio 2014.

Gianfranco Chiavacci, Collage fotografico di quattro stampe b/n ai Sali d’argento in parte colorate successivamente, 1986.

Gianfranco Chiavacci, Ricerche fotografiche, rotazioni sul piano, stampa vintage ai sali d’argento, 1971

“Fotografia totale” e sintesi di una ricerca durata cinquanta anni, esplorata da un universo di 155 opere, tra vintage fotografici in bianco e nero e a colori, opere d’arte concettuali e optical, “sculture fotografiche”.

Una mostra a cura di Valerio Dehò e in collaborazione con Die Mauer-Arte contemporanea, con il patrocinio del Comune di Pistoia e della Regione Toscana.

Gianfranco Chiavacci, Serie di tre fotografie incorniciate facenti parte del lavoro intitolato "Produzione - Riproduzione - Produzione", 1979.

“La fotografia di Chiavacci vuole essere totale non piatta e banale, ma rivela da un lato tutta la sua fisicità di chimica e fisica che interagiscono con la luce dal bianco del non esposto al nero del completamente esposto. Inoltre può anche diventare astratta, in quanto non più legata all’emotività, al ricordo, al fermare le sensazioni fuggenti, uscendo così dal naturale scandendo “un percorso per ritrovare l’artificiale creazione ed espansione dell’esperienza fisica.” Valerio Dehò

Via | Facebook - CLP

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