David Lynch: The Factory Photographs

Fabbriche, archeologia industriale e visioni conturbanti di David Lynch fotografo, in mostra e in libreria con The Factory Photographs.

David Lynch, Untitled (Lodz), 2000

Orizzonti lividi come presagi di un passato che pesa sul presente, oscurati dalle ombre di torri che non hanno mai smesso di soffiare fumi e veleni, ingombri di spazi vuoti e abbandonati, di esterni desolati e desolanti, di interni fatiscenti.

Visioni cupe ed conturbanti di cattedrali industriali, per l'obiettivo fotografico di uno sguardo sensibile alle suggestioni del subconscio e le sfumature del surreale come David Lynch. Uno sperimentatore entusiasta della soglia dell'immaginario, capace di far brillare barlumi folgoranti nelle regioni più oscure della mente, affascinato dal decadimento industriale che pervade il suo immaginario sin dal debutto cinematografico con Eraserhead (1977).

In questo caso con ottanta fotografie, scattate tra il 1980 e il 2000, a paesaggi industriali ancora attivi, vecchie fabbriche abbandonate, e tutto quello che si annida tra le pieghe del bianco e nero, a Berlino, New York, New Jersey, Los Angeles e in Polonia, dove pesa ancora l'eredità del centro tessile di ?ód? (nella foto).

Immagini scattate dopo Eraserhead (1977) e The Elephant Man (1980), mentre il linguaggio visionario di Lynch dava corpo ad un immaginario cinematografico, artistico e trascendentale disturbante.

“I just like going into strange worlds. A lot more happens when you open yourself up to the work and let yourself act and react to it. Every work ‘talks’ to you, and if you listen to it, it will take you places you never dreamed of."

Immagini sinistre ed enigmaticamente seducenti per menti visionarie, da esplorare con l'immaginazione, da sentire più che guardare, con l'aiuto di installazioni sonore, create appositamente dal talento musicale di Lynch, per evocare i rumori e il sibilo delle macchine, e la proiezione di Eraserhead e The Elephant Man per risvegliare l'atmosfera industriale, grazie alla personale The Factory Photographs a cura di Petra Giloy-Hirtz, ospitata dalla londinese The Photographers’ Gallery, dal 17 gennaio al 30 marzo 2014.

Un viaggio affascinante raccolto nelle 220 pagine e 160 illustrazioni a colori del libro omonimo edito da Prestel, disponibile online e alla bookshop della galleria.

La prima occasione di contemplare il Lynch autore di fotografie, dopo aver fatto la piacevole conoscenza dell'appassionato intenditore del mezzo fotografico con la sua selezione di 99 scatti del Paris Photo 2012.

Qualcosa di molto diverso dalla fotografie 'surreali' messe insieme con Photoshop, in mostra alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi con le "Small Stories", dal 15 gennaio al 16 marzo 2014

Foto | David Lynch, Untitled (?ód?), 2000, Archival gelatin-silver print, 11 x 14 inches. All photographs in an edition of 11 © Collection of the artist

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