Partono i bastimenti: emigrazione italiana nelle Americhe in mostra a Bari

Una mostra per ricordare i volti di ieri.

Partono i bastimenti | emigrazione italiana nelle Americhe | in mostra a Bari, attesa

La storia della penisola italiana è costellata di flussi migratori. A più riprese i nostri concittadini d'altri tempi, hanno affrontato lunghi viaggi senza ritorno per trasferirsi in terre lontane, sognando un futuro migliore. E, destinazione per eccellenza furono proprio gli States, anzi le Americhe, come veniva chiamato il continente americano in passato, come ben inquadra la mostra “Partono i bastimenti”, sino al 28 gennaio presso la Sala Murat di Piazza del Ferrarese di Bari, una raccolta di immagini e ricordi di quel “grande esodo” definito dagli studiosi il più rilevante movimento migratorio della storia del mondo. Una lunga storia di tante partenze, quasi tutte definitive, ripercorse seguendo foto ed altre immagini su pannelli: dalle partenze di folle di disperati sulle “carrette del mare” di fine ‘800, fino ai successi raggiunti in tutti i campi, soprattutto negli Stati Uniti, dai discendenti dei nostri emigrati, che si snoda attraverso i periodi più difficili degli ultimi due secoli.

Partono i bastimenti | emigrazione italiana nelle Americhe | in mostra a Bari, addio

Le due guerre mondiali, il fascismo e la grande crisi economica degli anni ’30, che vide milioni di espatriati italiani in lotta a fianco degli americani, portando alla luce la quasi sconosciuta vicenda che coinvolse le migliaia di soldati dello sconfitto esercito borbonico che nel 1861, da Napoli, furono imbarcati per New Orleans con la prospettiva di essere arruolati nell’esercito degli stati secessionisti del Sud, nella guerra civile americana e che restarono in gran parte lì dove avevano combattuto, qualificandosi tra i primi italo americani. Senza dimenticare la partecipazione nostrana alle altre guerre degli Stati Uniti combattute anche da emigrati italiani, per l’indipendenza dall’Inghilterra e la guerra civile.

Partono i bastimenti | emigrazione italiana nelle Americhe | in mostra a Bari, addio
Attraverso una rassegna culturale itinerante, già allestita a Napoli, a Cosenza ed in versione ridotta anche al Ministero degli Affari Esteri, la Fondazione Roma-Mediterraneo, presieduta dal Prof. Emmanuele F.M. Emanuele (sua la dichiarazione che segue), si è avvalsa dell'organizzazione di Civita Cultura e della curatela di Francesco Nicotra, direttore dei Progetti Speciali NIAF (National Italian American Foundation), che ha dato il suo patrocinio alla iniziativa, per mostrare un'incredibile raccolta di materiali espositivi.

Una mostra toccante perché estremamente attuale in un momento storico come quello che stiamo vivendo, teatro (tra gli altri drammi) di un nuovo, consistente fenomeno migratorio in continuo aumento che interessa molti nostri giovani, non più poveri ed analfabeti come un tempo, bensì laureati e colti, ma senza futuro qui in Italia. Una mostra che rappresenta, inoltre, un forte contributo all’approfondimento di un capitolo importante della nostra storia, quello dell’emigrazione oltre Oceano, appunto, purtroppo assai poco conosciuto e considerato, a cominciare dalle scuole. Vale, infine, la pena sottolineare il significato profondo del recupero della memoria di questo nostro passato, adesso che l’Italia è diventata – da terra di emigrazione massiccia quale era – luogo di rifugio ed accoglienza per i popoli del Nord Africa: questa mostra vuole, dunque, essere anche un monito per la nostra attuale società, nel solco di quell’idea di ‘comune sentire’ tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum che da sempre ispira l’operato della Fondazione Roma-Mediterraneo.

Partono i bastimenti | emigrazione italiana nelle Americhe | in mostra a Bari, persone in partenza

Tra documenti e oggetti originali, modelli in scala di navi storiche dell’emigrazione (come il famoso transatlantico “Giulio Cesare”, la nave che negli anni venti del secolo scorso portò in Argentina la famiglia del futuro Papa Francesco), quadri ad acquarello e ad olio, riproduzioni più o meno artistiche di famosi bastimenti, poster delle compagnie di navigazione, orari di arrivi e partenze, valigie e bauli contenenti effetti personali tipici degli emigranti (come i corredi agli strumenti musicali, libretti da messa agli spartiti di canzoni e una ricca collezione di “copielle”, cioè i piccoli spartiti originali di canzoni, quasi tutte in dialetto napoletano, nonché diversi bellissimi spartiti originali di tango di autori italiani, emigrati o discendenti di emigrati, che nelle loro composizioni cantarono la vita quotidiana nel nuovo mondo e la nostalgia per la patria perduta), fino al quadro del santo protettore del paese di origine, e poi naturalmente passaporti di diverse epoche, biglietti di navigazione, riproduzioni di Ellis Island, opuscoli di norme per gli emigranti, libri, giornali ed oggetti delle Little Italy, insegne ed etichette di prodotti italiani degli anni ‘20 (pasta e pomodori), ma soprattutto lettere e foto rare, che raccontano un'epoca lontana.

“Partono i bastimenti”
Sala Murat
Piazza del Ferrarese, Bari
fino al 28 gennaio 2014

Via | fondazioneroma-mediterraneo.it

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