Frida Kahlo: l'arte del ritratto tra fotografia e pittura

Il ritratto nell'arte e la vita di Frida Kahlo, tra fotografia e pittura, protagonista di una conferenza, due grandi mostre e una biografia per immagini.

Da oggi le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano una grande mostra dedicata all'universo artistico di Frida Kahlo, tanto vitale da trasformare incubi e sofferenze in una singolare e audace visione creativa della realtà, simboli della cultura popolare in stimoli avanguardisti.

Un viaggio nel sublime universo di relazioni e contaminazioni con i movimenti artistici dell’epoca, dal Modernismo messicano al Pauperismo rivoluzionario, dal Realismo magico al Surrealismo internazionale, accompagnato da incontri, laboratori e rassegne, in mostra nella capitale italiana dal 20 marzo al 31 agosto 2014.

Nickolas Muray, Frida con rebozo rosso, 1939

La prima tappa di una percorso di esplorazione dell'arte e della vita di questa icona della modernità, che ne approfondisce la dimensione privata e travagliata, immortalata alla perfezione da Martin Munkácsi con la fotografia "Diego and Frida" e dalla mostra Frida Kahlo e Diego Rivera, pittore, amante, marito (per due volte) e grande amore tormentato, a Palazzo Ducale di Genova, dal 20 settembre 2014 al 15 febbraio 2015.

Martin Munkácsi, Diego and Frida, 1934

Due mostre per un universo nutrito da ritratti e autoritratti fotografici, di questa virtuosa anticipatrice dell'ossessione del selfie, realizzando autoritratti con scimmie o corone di spine, attraverso uno specchio montato sopra il suo letto di agonie e sofferenze indicibili, dipingendo il riflesso viscerale della propria natura tormentata e vivace.

La pittura che lenisce il dolore, dipingendo il busto che trattiene il corpo trafitto da un incidente e troppe operazioni, senza poter contenere l'estro liberato dallo specchio, fotografato da Juan Guzmán nel letto dell'ospedale intorno al 1951.

Nickolas Muray, Frida sulla panchina bianca, New York, 1939

Il simbolo di una cultura popolare e solare bagnata dal colore, protagonista di tanti scatti del fotografo (tra i primi a sperimentare il colore), amico e amante Nickolas Muray, come "Frida sulla panchina bianca" (Frida on White Bench, New York, 1939), diventata una famosa copertina della rivista Vogue, che accoglie i visitatori della mostra romana, all'inizio e alla fine del percorso espositivo, o l'abbraccio (più che simbolico) di "Frida con rebozo rosso".

Nickolas Muray, Frida, Messico 1940

Un percorso costellato da fotografie in bianco e nero e a colori, realizzate durante tutto l'arco della vita della Kahlo, da parenti (un stirpe di fotografi), amici e grandi fotografi, del calibro di Man Ray, Edward Weston, Tina Modotti, Imogen Cunningham o Manuel Álvarez Bravo.

Leo Matiz, Frida nel giardino, 1941

Ritratti tra fotografia e pittura, che costituiscono una parte importante dell'opera dell'artista, e l'argomento della conferenza tenuta dalla fotografa Patrizia Genovesi, alle ore 17 di domenica 30 marzo 2014 all'Open Studio (via villa Belardi, 18) con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti da prenotare attraverso la pagina facebook.

Gli stessi obiettivi che mettono a fuoco la Biografia per immagini di questa protagonista incontrastata del novecento, riedita per l'occasione da Abscondita per la collana Mnemosynes.

Frida Kahlo - Biografia per immagini - ed Abscondita

La biografia dell'audace esploratrice della libertà espressiva, immortalata dal padre fotografo anche vestita da uomo, e dell'eroina di un popolo, nell'obiettivo di Imogen Cunningham, con le spalle coperte dal tipico scialle delle contadine combattenti nella rivoluzione messicana.

Bernard Silberstein, Frida dipinge il proprio autoritratto mentre Diego la osserva, Coyoaca?n, 1940 circa

L'artista nello studio immortalato da Bernard Silberstein e Martin Munkácsi nel 1934, e la donna che si aggira negli ambienti domestici, dal giardino della Casa Azul al letto, colti da Leo Matiz e Gisèle Freund, sino agli ultimi istanti di vita nella sua Casa Azul a Coyoacán, dopo l’amputazione della gamba, fotografati da Manuel Álvarez Bravo fin sul letto di morte (1954), la notte del 13 luglio, con i “due cani fuori dalla camera di Frida dopo la sua morte”, sette giorni dopo il suo quarantasettesimo compleanno.

Leo Matiz, Frida Kahlo in the Sun, 1941

Una biografia ricostruita grazie al diario di una vita, per l'edizione arricchita dall’introduzione di Margaret Hooks sui sentimenti nascosti dietro le fotografie ed i fotografi di Frida. Ritratti che svelano quello che nascondono, con vestiti Tehuana, gioielli pre-colombiani e vesti progettate per celare le sue imperfezioni fisiche.

Leo Matiz, Frida Kahlo tomando el sol, 1941



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Foto | cut-tv's

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