Un secolo di grande fotografia in mostra: da Nadar a Henri Cartier-Bresson

I capolavori della Collezione Fotografis Bank Austria, portano in mostra a Palazzo Magnani "Un secolo di grande fotografia", da Nadar a Henri Cartier-Bresson, da Man Ray a Weegee, da Diane Arbus a Mario Giacomelli.

Ogni occasione di ripercorrere la storia della fotografia, approfittando degli tutti gli sguardi e i punti vista che hanno inquadrato il mondo e la realtà, le soglie del razionale e del visibile, resta di valore inestimabile, per ogni figlio della nostra epoca nutrita dall'immaginario.

Facile prevedere i benefici che possono arrivare, in termini di stimoli, riflessioni e ispirazioni dal viaggio in Un secolo di grande fotografia, come quello custodito dalla prestigiosa collezione “Fotografis” di Bank Austria – Gruppo UniCredit, e la selezione di 150 fotografie presentata in anteprima nazionale a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, dal 2 maggio al 13 luglio 2014.

Man Ray, Untitled (Gun with Alphabet Squares), 1924, print 1966, silver gelatin print of a Rayograph © Man Ray Trust Paris : VBK (Bildrecht Wien)

Una mostra a cura di Margit Zuckriegl e Walter Guadagnini, in grado di esplorare un secolo di visioni ed evoluzioni della fotografia, dalle pionieristiche prospettive dinamiche di Eadweard Muybridge, Nadar (Gaspard-Félix Tournachon), Frances Frith, Frederick Evans o Julia Margaret Cameron a quelle avanguardiste, trasformate in icone del Novecento dalle rayographs di Man Ray o le distorsioni di Kertész, in buona compagnia delle prospettive 'altre' prefigurate da Eugène Atget, Alexander Rodchenko, Edward Weston, Paul Strand, August Sander, Walker Evans, degne dello stupore inquadrato dal self (fotomontaggio) di Herbert Bayer.

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La mostra piena di occhi e prospettive, che si nutre del pittorialismo di Heinrich Kühn, Edward Steichen, Alfred Stieglitz e František Drtikol, quanto dei ritratti vibranti di artisti e intellettuali del Novecento scattati da Madame d'Ora ( Dora Philippine Kallmus).

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A rappresentare i migliori reportage dei nostri tempi, ci sono le fotografie di Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke White, Weegee, Lee Friedlander, Elliot Erwitt, insieme a Otto Steinert, Mario Giacomelli, Diane Arbus e Arnulf Rainer.

Per rendere l'idea della panoramica del viaggio, basti pensare che i lavori in mostra arrivano da: Nadar, Fenton, Muybridge, Carroll, Bertall, Frith, Frederick Evans, Steichen, Kuhn, Nahr, Cameron, D'ora, Coburn, Stieglitz, Rusizcka, Rossler, Taborski, Novak, Mucha, Drtikol, Weston, Atget, Bellocq, Fleischmann, Benda, Sander, Henle, Renger Patzsch, Becher, Rubelt, Mantz, Hoffmann, Lukas, Blossfeldt, Seidenstucker, Stieglitz, Hine, Strand, Walker Evans, Bourke White, Weston, Funke, Outerbridge, Loew, Schawinsky, Weston, Steinert, Struwe, Bruguiere, Bayer, Man Ray, Rodcenko, Hausmann, Kertesz, Tabard, Friedlander, Erwitt, Horst, Cartier-Bresson, Giacomelli, Weegee, Arbus, Krims, Willman, Muller Pohle, Wachter, Export, Rainer, Becher.

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La mostra inserita nell'ambito di Fotografia Europea 014, è prodotta e promossa dal Museo d’arte moderna di Salisburgo e dalla Fondazione Palazzo Magnani, con la partecipazione della Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa e CCPL Reggio Emilia, con Radio LatteMiele e IBS Italcuscinetti come media partner.

Via | Studio Esseci

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