Scattare foto senza permesso diventa illegale in Ungheria

La patria di Robert Capa cambia il codice civile, rendendo illegale scattare foto senza permesso, e sempre più complicato il lavoro dei fotoreporter.

Nell'epoca dello scatto facile, a portata di tutti i telefoni cellulari, la questione di cosa è lecito o illegale fotografare, tra leggi non universali, vaghezze e tutto quello che è lasciato al buonsenso, resta comunque controversa, soprattutto quando interessa modifiche del codice civile, come è accaduto di recente in Ungheria.

Stando a quanto riportato dal The Guardian, dal 15 marzo 2014 la patria di un giornalista come Joseph Pulitzer e un fotoreporter del calibro di Robert Capa (entrambi emigrati altrove), ha cambiato il codice civile in materia di fotografie scattate a sconosciuti in luoghi pubblici senza autorizzazione, rendendo illegale anche l'atto di fotografare, non solo quello di pubblicare.

Una modifica che di fatto potrebbe creare qualche problema ai turisti in vacanza, desiderosi di tornare a casa con ricordi fotografici di mete affollate come il mercatino di Natale di Budapest o quella sorta di Woodstock ungherese del Sziget Festival, con ogni potenziale intruso e passante finito 'in campo'.

La modifica che rende quasi impossibile la street photography, progetti affollati come Tourists In Environment di Kudász Gábor Arion.

Cosa ne sarebbe di questa foto della folla che cammina sulle linee tranviarie di Budapest, strappate e utilizzati come barricate, durante la rivolta ungherese nell'ottobre del 1956? (Photo by Keystone / Hulton Archive / Getty Images).

Unrest In Budapest

Di sicuro rende sempre più difficile il lavoro dei fotoreporter, per i quali all'obbligo di oscurare i volti delle forze dell'ordine (e in alcuni casi degli abusi violenti) si aggiunge quello che ora vieta fotografare tutte le persone in luoghi pubblici senza autorizzazione.

Una legge vaga e ostruttiva che non ha eguali in Europa (si applica per le forze speciali in paesi come Francia, Spagna e Belgio), ma si aggiunge alle complicazioni che si presentano ad ogni fotoreporter in Ungheria, a detta del New York Times e Bloomberg, o di un fotoreporter di Budapest come Ákos Stiller.

Una vaghezza che a quanto pare non risparmia i giudici chiamati ad applicare il nuovo codice civile, secondo quanto riportato in 'via ufficiosa'

Un provvedimento un po' irrealistico per molti obiettivi di reportage secondo Márton Magócsi, senior editor fotografico del sito web di news Origo. Una sciocchezza irrealizzabile per l'avvocato Eszter Bognár, che non crede che questo cambierà le abitudini dei fotografi, ma renderà più difficile scattare foto ai poliziotti.

"I don't think this is going to change the practice of photographing 'normal' people, because they don't have the possibility to ID the person taking the photo, but it's going to be more difficult to take pictures of policemen."

Un ostacolo che solleva anche troppe riflessioni, sul dovere che, ben oltre il buon senso e la legge, impone ad ognuno di rispettare i diritti altrui (anche quello a non essere fotografati), e su cosa sarebbe il mondo, il reale e l'immaginario, e non solo la fotografia, se avessero dovuto chiedere il permesso a tutti i loro soggetti, fotoreporter del calibro di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson o Elliott Erwitt, solo per citare i vertici di una lista lunghissima che contempla Eugene Smith, Sebastiao Salgado, Joseph Koudelka, Ferdinando Scianna o Steve McCurry.

Via | The Guardian

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail