Fiorile di Cristiana Gasparotto, l'elogio della femminilità

Il progetto Fiorile di Cristiana Gasparotto è composto da una serie di autoritratti per raccontare la femminilità


La figura femminile è uno dei soggetti fotografici più interessanti, tanti autori sono riusciti a creare lavori molto belli e affascinanti, come Gabriele Rigon che, con tecnica, sensibilità e bravura, racconta l’universo femminile con grazia e delicatezza. In generale però credo che quando si parla di donne, sono proprio le fotografe ad avere una marcia in più, a saper raccontare meglio il proprio mondo e la propria fragilità. Oggi vi presento un lavoro molto bello di Cristiana Gasparotto, una serie di autoritratti in cui troviamo pezzi del corpo accostati ai fiori, ogni parte del corpo è associata ad un diverso fiore, quasi come se ci fosse un legame indissolubile tra l’uomo e la natura.

La femminilità è un argomento che in fotografia è tra i più inflazionati ma, a volte, capita ancora di restare sorpresi, di guardare e riguardare gli scatti e di trovarci la poesia e in queste foto di Cristiana Gasparotto c’è e si percepisce senza sforzo.

Fiorile di Cristiana Gasparotto


Il lavoro di Cristiana Gasparotto si intitola Fiorile e sono dei selfportrait molto stretti, in bianconero, un omaggio alla femminilità ed alla fragilità. Fragilità che accomuna tutte le donne, anche quando si cerca di nasconderla. Fiorile è un portfolio che la fotografa fa partendo da stessa ma che vuole essere un racconto più generale che interessa tutte le donne.

L’autrice in merito a questo progetto ha dichiarato:

“Il titolo - nome di uno dei mesi di primavera nel calendario della Rivoluzione Francese - è interpretato in questo progetto come contrazione dei termini "fiore" e "femminile". Il corpo è rappresentato in piani ravvicinati per rafforzare i dettagli di delicatezza e vitalità. Anche se in alcune occasioni si intuisce,il volto non appare mai esplicitamente, con il proposito di rappresentare una dimensione di sensazioni femminili universali”.

Foto | Cristiana Gasparotto (usate con il permesso dell'autrice)

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