Pubblicato da Gianluca Bocci
Commenti dei lettoriAppena annunciata la commercializzazione dell’innovativa fotocamera capace di spostare il punto di messa a fuoco successivamente allo scatto ed iniziano a girare sulla rete i primi video in cui si vede il funzionamento della Lytro Light Field Camera.
Ne trovate uno in apertura e su Photorumors ne trovate altri con anche interviste ai progettisti della Lytro. Guardando questi video si può apprezzare il design e l’interfaccia della fotocamera, dotata ad esempio di un controllo zoom a sfioramento e di un display touch screen con gestures che ricordano quelle dei classici smartphone.
Lascia invece perplessi il fatto che le dimensioni dei files visti sinora sono di 800×800pixel, ovvero 0,6 Megapixel, una risoluzione adeguata per l’uso sui social networks, ma insufficiente anche per una banale stampa sul classico formato cartolina 10×15cm. Quindi il suo utilizzo rimane al momento più indirizzata verso il settore dei gadget supertecnologici che verso il puro settore fotografico. Ovviamente questo è il primo vagito di una nuova tecnologia: dati i presupposti c’è da aspettarsi davvero molto per il futuro.
K60
22 ott 2011 - 11:23 - #1Sento puzza di fregatura, forse le microfoto sono un limite tecnico di questa tecnologia ma spero di no però perché questo nuovo sistema, in linea teorica, rivoluziona la fotografia per la prima volta dalla sua stessa nascita.
Koll Ness
22 ott 2011 - 12:11 - #2Credo che le donne avranno un certo imbarazzo a maneggiare questo aggeggio..
ukuntu
22 ott 2011 - 12:14 - #3Non so niente di fotografia, ma quello che mi viene da pensare è che le foto siano “piccole” perché in realtà sono tante, quindi per un’esigenza di spazio nella memoria o per il trattamento del processo di post messa a fuoco. Credo che per mettere a fuoco i punti “toccati” in verità si faccia una selezione di quelle foto con lo stesso soggetto che hanno a fuoco quel punto. Praticamente quando scatti, scatti in realtà varie foto con punti focali diversi… La butto lì immaginando come funziona.
IlTrippa
22 ott 2011 - 12:49 - #4Ukuntu ma che stai a dì?
GiovanniSantostefano
22 ott 2011 - 12:56 - #5#1: se è un limite di pura elaborazione, penso che le attuali reflex (che montano alla fin fine dei dual core) dovrebbero poter gestire risoluzioni decenti.
Io penso che questo sistema dovrebbe essere sviluppato nel senso di fornire dei piccoli aggiustamenti per migliorare il fuoco su un oggetto. Attualmente mi sembra abbastanza inutile decidere in post cosa mettere a fuoco… insomma lo vedi anche con le compatte cosa metti a fuoco e come viene la foto con la pdc. :S
Spesso, invece, mi è capitato che la compatta mi sbagliasse la maf di poco (qualche volta pure il plasticone sbaglia alla grande :D ), ritrovando sul monitor di casa una foto non perfettamente nitida. In questo caso aiuterebbe… ma non per decidere se voglio a tutta apertura il fuoco sullo sfondo o sul primo piano xD
infiniteloop
22 ott 2011 - 14:14 - #6si ma un display un pelo più grande e gestibile? ok il desing minimalista, ma “desing” significa anche praticità e funzionalità.
animale
22 ott 2011 - 15:25 - #7in effetti il design non è il massimo
ma in questa tecnologia ci credo molto.
I 39 punti di messa a fuoco nelle prossime fotocamere saranno inutili, come il rilevamento di fase e come la velocità di messa a fuoco a contrasto di tutte le evil, anche le piu’ veloci.
punti, componi e scatti, zero delay o smanettamenti
e poi a casa puoi perfezionare con calma il punto di messa a fuoco come piu’ ti aggrada senza il rischio di fare foto sfocate
per me sta roba è il massimo gente.
Un paio di anni ancora e butteremo nel cesso tutte le nostre reflex : /
che dite, sono pessimista?
avorio
22 ott 2011 - 18:07 - #8Non sono assolutamente un esperto di fotografia, e quindi potrei anche dire delle castronerie enormi, ma mi chiedo una cosa: come si gestisce la profondità di campo?
Ovvero è un parametro fisso di quell’ottica? Perchè altrimenti si dovrebbe poter scegliere si, il punto di messa a fuoco, ma anche gli altri parametri che ci danno la DOF che desideriamo…
diochino85
22 ott 2011 - 19:46 - #9@ Infiniteloop
Si sono ispirati a “fuffas” (Crozza), hanno prodotto la macchina poi hanno chiesto: si capisce che è un macchina fotografica? Ah no? e se la giro così? e così? e così? … non si capisce? …e allora è design, altrimenti sarebbe stata una macchina fotografica!
diochino85
22 ott 2011 - 19:51 - #10@ Animale
Dopo un servizio fotografico professionale (o durante se si tratta di un servizio di più giorno) l’ultima cosa che vuoi fare quando vai a casa è dover decidere dove mettere a fuoco, già solo scegliere le foto da dare al cliente richiede tempo e attenzione, meno post produzione si fa e meglio è, i fotografi di spot spesso e volentieri scattano in solo jpg e impostano tutto dalla macchina e via andare. Il turista della domenica che fa 4 foto all’anno magari può pensare di focheggiare in post, chi fa migliaia di foto all’anno no, perché solo per aprirle ci perde un secolo, se invece sono solo da batchare ci vuole decisamente meno impegno e si aprono quelle poche che non sono venute bene con la post in batch
litote
23 ott 2011 - 12:31 - #11diochino guarda che non tutti hanno le tue stesse esigenze.
litote
23 ott 2011 - 12:36 - #12comunque da quel che credo di capire il sensore funziona in un qualche modo vettoriale, non legge i raggi di luce solo come proiezione puntiforme, ma anche come direzione e non so quant’altro. E poi il software “ricostruisce” l’immagine in non so che modo per variare la messa a fuoco.
giorgio benni
24 ott 2011 - 00:02 - #13sarebe bello, oltre che decidere il piano di messa a fuoco, anche l’intensità di sfocatura degli altri piani. ma credo che in seguito sia possibile mettere a fuoco zone anche non giacenti sullo stesso piano e sfocare le altre a piacimento.