Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

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Leggendo in rete ho trovato un interessante articolo che parla delle 11 leggende metropolitane più diffuse nel mondo della fotografia. Vedremo come alcune di esse sono in effetti vere, altre invece sono leggende alle quali crediamo solo perché qualcuno ci ha detto che quella particolare tecnica migliora la qualità dell’immagine.

Iniziamo, quindi, ad analizzare una per una le undici leggende più diffuse e a capire il perché alcune di esse sono totalmente infondate. Informazioni supplementari ai test effettuati sono disponibili sul sito del fotografo Jim Harmer, Improve Photography.

  • Anteporre un filtro Uv peggiora la qualità dell’immagine:

    VERO MA NON COSI’ GRAVE. Questo è uno degli argomenti più dibattuti tra i possessori di reflex, c’è chi monta un filtro per proteggere la lente frontale dell’obiettivo e chi preferisce non usarlo per evitare perdita in definizione. La verità sta nel mezzo, montare un filtro sicuramente protegge l’obiettivo ma rende i colori delle fotografie leggermente meno contrastati. Personalmente preferisco perdere qualcosina in contrasto che rischiare di graffiare un obiettivo di migliaia di euro. Con un filtro di buona qualità comunque le perdite qualitative si riducono di molto.

  • La sensibilità ISO nativa (spesso 200) produce immagini meno rumorose di ISO 100:

    FALSO. Poiché molte reflex moderne hanno come sensibilità nativa i 200ISO molti fotografi credono che questa produca le immagini meno rumorose. Non c’è nulla di più falso, l’equazione meno ISO meno rumore è sempre valida. Un’immagine scattata a 100ISO sarà sempre meno rumorosa di una scattata a 200ISO.

  • I PPI (pixel per pollice) influiscono sulla dimensione dell’immagine sullo schermo:

    FALSO. Non ho idea da dove questa leggenda venga fuori, i PPI sono un parametro per misurare la densità di pixel in un pollice, la risoluzione è un parametro per misurare la dimensione di un immagine. Nulla vieta di vedere un’immagine su un monitor sia a 30 PPI che a 3000 PPI, semplicemente la prima risulterà molto meno definita della seconda, sempre a patto che il monitor supporti una densità così elevata. Ad esempio, lo schermo dell’iPhone ha una densità di 326pixel per pollice, quello dei monitor commerciali circa 90. In definitiva non vi preoccupare della PPI a meno che non stampiate le fotografie. Secondo alcuni studi l’occhio umano non riesce a distinguere più di 350 PPI circa.

  • Non è possibile modificare il bilanciamento del bianco di un immagine in JPEG:

    FALSO. La questione si può scindere in due punti di vista, uno puramente teorico ed uno pratico. Dal punto di vista teorico va detto che modificare il WB di un’immagine RAW è un’operazione loseless, cioè senza perdita di alcuna informazione e soprattutto non definitiva. D’altra parte però, dal punto di vista pratico, è possibile modificare il WB di una foto in jpeg senza alcun problema, addirittura è possibile usare un tool quale Camera Raw anche per la gestione dei Jpeg.

  • È obbligatorio montare un ulteriore elemento sopra il flash esterno:

    FALSO. Spesso quando si usa un flash esterno si tende a sovrapporre un elemento ulteriore per evitare una luce troppo intensa e diretta. Uno dei metodi più banali è di dirigere la luce verso l’alto, ma quando siamo in ambienti con un soffitto molto elevato questo non comporta alcun vantaggio. In commercio esistono moltissimi accessori da montare sopra al flash che costano qualche decina d’euro: se pensate sia troppo per un semplice diffusore di plastica ecco che si può ovviare artigianalmente a questo problema attaccando un piccolo contenitore da cucina trasparente, ottenendo lo stesso effetto.

  • Il blocco dello specchio migliora la nitidezza dell’immagine:

    FALSO. In teoria il blocco dello specchio interno, eliminando le micro vibrazioni, dovrebbe migliorare la nitidezza dell’immagine ma in realtà a prove fatte si è visto che così non è. Ulteriori informazioni sulle test effettuati sono disponibili sempre su Improve Photography.

  • Salvare un JPEG numerose volte peggiora la qualità dell’immagine:

    FALSO. Ogni volta che si salva nuovamente un Jpeg l’algoritmo comprime l’immagine com la perdita di qualche dato. Dai test effettuati però, si è notato che pur salvando la stessa immagine 30 volte non c’è stata alcuna perdita apprezzabile della qualità dell’immagine. È consigliabile processare sempre i Jpeg a qualità massima, soprattutto se si ha intenzione di salvarli più volte.

  • Per scattare foto in notturna alle stelle con un apprezzabile profondità di campo è necessaria un’apertura ampia:

    FALSO. Secondo il principio della profondità di campo per mettere a fuoco l’intera immagine si dovrebbe scattare con aperture grandi, f/22 per intenderci. Questo principio non vale per l’astrofotografia perché la messa a fuoco all’infinito sugli obiettivi è settata su una distanza molto minore di quella delle stelle dalle terra. Basterà, quindi, mettere a fuoco una stella per avere tutte le altre a fuoco, potendo così usare un’apertura più piccola.

  • Lo stabilizzatore andrebbe disattivato quando la macchina è su un treppiede:

    VERO & FALSO. Questo è stato un argomento molto dibattuto in passato. Nei vecchi obiettivi era necessario disattivare la stabilizzazione quando si usava la macchina sul treppiede per evitare che fossero rilevati movimenti non esistenti falsando così il tutto. Gli obiettivi più moderni hanno risolto questo problema ed è possibile tranquillamente lasciare l’IS (o VR) attivato. Ad esempio dal 1999 gli obiettivi Canon montano uno stabilizzatore migliorato che include la rilevazione del treppiede. In ogni caso vi consiglio di consultare il manuale dell’obiettivo.

  • Nella fotografia notturna va coperto il mirino per evitare il problema delle infiltrazioni luminose:

    FALSO. Questo è un altro problema che ha una base teorica ineccepibile ma all’atto pratico non si verifica. Quando si scattano fotografie notturne il tempo di esposizione, di solito, è molto lungo, dai 30secondi in su. Spesso, quindi, si tende a coprire il mirino per evitare che la luce ambientale entri da qui e rovini la fotografia. In realtà nei test effettuati il problema non si è presentato.

  • Gli obiettivi sono più nitidi a f/8:

    FALSO, CON QUALCHE FONDO DI VERITA’. Non c’è dubbio che ogni obiettivo ha un apertura specifica in cui produce immagini più definite. La maggior parte dei fotografi scatta a f/8 sostendendo che così si hanno immagini migliori, la verità è che dipende tutto dall’obiettivo. Si può facilmente verificare quale sia “l’apertura magica” del proprio obiettivo con un facile test casalingo. I consigli per effettuare il proprio test sono disponibili sempre su IP.

Via| Improve Photography
Foto|Flickr

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  • nickname Commento numero 1 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    La sensibilità ISO nativa (spesso 200) produce immagini meno rumorose di ISO 100 Non è vero, Nikon ha una nativa di 200ISO e i 100 possono essere raggiunti solo con una estensione "forzata" di conseguenza se si scatta a 200ISO l'immagine sarà meno rumorosa dei 100 forzati. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

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    sulla 5d stessa cosa i multipli di 160 iso hanno meno rumore rispetto agli altri Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: barabba82

    @2 ho visto una prova della 5d dove confermava quello che dici, tra l'altro mi sa proprio qui su clickblog però se non ricordo male la prova era fatta su dei video, anche nelle foto c'è così tanta differenza come ricodo dalla prova? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    No vabbè.. qui si creano leggende metropolitane nel tentativo di smentire delle sacrostante verità, anche con evidenti paradossi.. Innanzitutto il rumore non dipende solo ed esclusivamente dagli ISO, ma anche dalle condizioni di luce in cui è stata scattata la foto, poi.. tra 100 e 200 iso il rumore non è certo apprezzabile, mentre la perdita di qualità di un file JPG salvato e quindi ricompresso 30 volte è piuttosto evidente. Chi ha scritto l'articolo ha preso per buone delle cazzate stellari. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: gio_Rabbia

    invece è verissimo che non si può modificare il wb in jpeg. il punto è che il grado di possibilità di modifica dipende dal grado di compressione dell'immagine. più è alto il livello di compressione e meno noi riusciremo a cambiare i colori dell'immagine (mai provato a riportare ad una condizione normale una immagine scattata sotto luce al tungsteno? vedrete che superato lo spazio che viene dedicato al colore qualsiasi programma non potrà più fare nulla). certo che capire che come esistono le alte-luci esiste anche il colore… (se sono 8 bit non è che memorizzo 8 bit di luminanza e 14 di colore!) siete proprio sicuri che la luce del mirino non rovini la foto? avete mai provato con una fotocamera che abbia più di un anno? mettete una torcia dietro il mirino (senza, ovviamente, illuminare il campo inquadrato) e guardate cosa succede (mai affidarsi troppo alla gommapiuma che circonda l'area di contatto dello specchio Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    i filtri si usano per quello che servono. se vuoi proteggere la lente frontale da graffi ed incidenti, monta SEMPRE il paraluce. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: Damian0

    La storia delle vibrazioni è valida solo sulle DSLR e non credo nemmeno in tutte le condizioni. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Il mirror Up di certo non serve ad aumentare la nitidezza che è legata al tipo di ottica e al diaframma usato non certo allo specchio, serve ad evitare il micromosso in pose su cavalletto, specialmente se si fanno macro con alto livello di ingrandimento 3:1 4:1 etc Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    quoto tutti i commenti…farestel bene a cancellare questo post che crea solo ancora più confusione… …tristezza.. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: Dan434

    "un’immagine su un monitor sia a 30 PPI che a 3000 PPI, semplicemente la prima risulterà molto meno definita della seconda," questa da dove salta fuori? ma avete provato? io con il monitor del macbook, 3 foto, una a 10, una a 240, e una a 5000, ingrandimento 400%… zero differenze. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Ho una D300 e a iso 100 ho lo stesso rumore che ho a iso 400, fate tre foto e verificate, altroché FALSO o_O Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    ma adesso che leggo anche il resto …. ammazza quante cavolate avete scritto!!! jpeg salvate 30 volte che non perdono qualità? jpeg e bilanciamento del bianco? in pratica il jpeg è meglio del RAW secondo voi? Ma ne sapete di fotografia? guardate che un blog come il vostro, seguitissimo com'è, ha degli obblighi morali verso chi lo legge…dai su! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    purtroppo questo articolo ha delle gravi imprecisioni, e non sono neppure poche (affliggono quasi tutti i punti). Consiglio di rileggerlo e correggerlo, facendo un favore a tutti. Segnalo solo le più grosse: - gli ISO nativi (ad esempio ISO160) generano meno rumore rispetto ad eventuali ISO inferiori disponibili, che spesso sono forzati. La spiegazione tecnica è complessa, ma diciamo per sintetizzare che dipende tutto dal voltaggio di esercizio del sensore. In ogni caso non si può generalizzare, ma dipende dal tipo e modello di sensore installato (è risaputo, e l'ho provato di persona, ecco perché lo affermo, che i sensori Canon della 57, della 7d, 550d e 60d a 160ISO sono meno rumorosi rispetto a 100 ISO) - i JPEG comportano una perdita di dati a ogni salvataggio, perché consistono in una compressione delle informazioni, quindi alcune vengono sacrificate. La perdita di qualità è piuttosto evidente già dopo pochi salvataggi. in qualsiasi manuale di informatica o di photoshop lo si trova scritto - non si può modificare il bilanciamento del bianco ( né farlo in maniera reversibile) su un jpeg, quello che è scritto nel post è impreciso. Camera raw salva le impostazioni in un metafile, ma ciò non vuol dire che si sta cambiando la temperatura colore (difatti non ci sono i valori in Kelvin). Quando si modifica il c.d. bilanciamento del bianco sul jpeg in realtà si agisce sulle dominanti, che sono una cosa diversa. in un qualsiasi manuale di photoshop, camera raw o lightroom trovereste conferma di quanto affermo - diffondere la luce mettendo qualcosa sulla testa del flash esterno non è obbligatorio, ma è consigliato certamente. basta fare una prova pratica per vedere la differenza. Ovviamente sarebbe meglio usare il flash di rimbalzo, ma se non si può (pareti lontane, o colorate) al posto di sparare con flash diretto è meglio usare un diffusore.che poi si possa evitare di pagare un pezzo di plastica 10 € è un altro discorso, con un minimo di praticità si risolve con del fai da te - quella dello specchio anche è sbagliata, con tempi di scatto da 1/60s a 1/200s gli la differenza è percepibile. con tempi più veloci no. basta leggere qualsiasi manuale di fotografia di paesaggio o guardare qualsiasi tutorial video di grandi fotografi paesaggisti per trovare conferma. e con un treppiede adatto basta qualche prova pratica per verificarlo - ad ogni salvataggio in jpeg l'immagine viene compressa, perché il jpeg è un formato compresso. con un minimo di conoscenze dell'informatica si eviterebbe di sostenere il contrario. leggendo un manuale serio di photoshop si trova sicuramente un paragrafo che spiega le caratteristiche del formato jpeg. inoltre basta una prova pratica con 5/6 salvataggi successivi dello stesso file per verificarlo. - in quella dell'astrofotografia si confonde l'apertura e il diaframma. apertura piccola vuol dire diaframma alto.apertura ampia vuol dire diaframma basso. mi sembrano le basi, insomma, almeno un minimo di attenzione ai termini - è bene spegnere sempre lo stabilizzatore se si usa il treppiede, visto che non porterebbe nessun beneficio. E' vero che alcuni obiettivi se ne rendono conto, ma meglio spegnerlo e non pensarci più, o sbaglio? se il treppiede è fatto bene lo stabilizzatore è inutile - il mirino non va solo coperto nella fotografia notturna, ma è buona norma coprirlo sempre, perché la luce che passa falsa la lettura esposimetrica. anche qui basterebbe leggere un bel manuale di fotografia per scoprirlo Basterebbe aver letto qualche buon manuale per sapere queste cose, insieme a un pò di esperienza sul campo. Lo dico con molta educazione, sperando di fare cosa gradita. Se volete fare vera informazione, non strafate quando scrivete dei pezzi originali, perché c'è il rischio di fuorviare la gente meno preparata, che magari non ha letto centinaia di libri e non ha dedicato tanto tempo a una passione e un arte, ossia la fotografia, che merita rispetto e serietà, soprattutto su un sito come il vostro. Apprezzo del vostro blog alcune cose, e altre meno, ma vi seguo perché vivo di Fotografia, ma su un post del genere è difficile passare sopra sinceramente. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: Samuele S.

    Su alcune di queste leggende metropolitane anche io ho tantissimi dubbi. Però come scritto nell'articolo sono tutte copiate dal sito del fotografo Jim Harmer quindi non credo ci si debba lamentare con Andrea Aleni che ha semplicemente copiato un post. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    "non credo ci si debba lamentare con Andrea Aleni che ha semplicemente copiato un post." Se al posto di copiare, avesse corretto le indicazioni di Harmer l'avrei apprezzato maggiormente questo articolo, invece ci si limita a copiare….. Bah…… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    aperture grandi? f/22? uhm..io sono un pischello ma se la teoria l'ho imparata bene un'apertura grande è f/1, non f/22 :) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Aiutoooooooooooo che confusioneeeeeeeeee La smentita delle smentite delle urban legends Che Casino…. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: bernardo123

    Magari, vista la foto allegata al post, pensavo avessero anche incluso "un obiettivo con la lente anteriore spaccata dà gli stessi risultati di uno con lente integra: VERO", visto che un po' di tempo fa mi sembra proprio su questo blog si volesse dimostrare ciò… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Tristezza assoluta………………. leggere tante caxxate tutte insieme in un blog dedicato alla fotografia…………… incredibile che ormai chiunque possa scrivere di fotografia senza averne titolo……… quoto Giuse4, non aggiungo altro………… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Samuele, te vojo bene ma non difendere l'indifendibile. La verità sta nei fatti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by:

    Quoto Giuse4, o fai il fotografo e certe cose le sai per esperienza o sono p..pe mentali. se avete tempo per certe cose sicuramente non lo fate per lavoro o non lo fate da un bel po' di tempo; più che seguire le "leggende", studiate. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Le 11 leggende metropolitane più diffuse sulla fotografia

    Posted by: drob70

    aaaaaarg…. quante terribili imprecisioni, sarà anche copiato dal sito di chivuoi, ma se qualcuno l'ha tradotto pare non saperne un granché di digitale. Scritto il Date —