Il ricordo di James Foley, il giornalista ucciso dall'Isis nella foto del giorno

Ci sono professioni che ti scelgono. Il ricordo di Clickblog del giornalista di guerra americano James Foley ucciso dagli jihadisti


James Foley era un giornalista bravo e appassionato che è stato ucciso dall’Isis qualche giorno fa, la sua morte è stata annunciata tramite un video su Youtube. La crudeltà e la cattiveria con cui la sua vita è stata spezzata lasciano senza parole, è triste che in nome di un Dio, di un popolo o di una visione distorta della giustizia, si debba assistere a queste cose. James Foley era un uomo forte, coraggioso e con degli ideali, gli stessi che lo hanno portato a scegliere un lavoro pericolosissimo ma ricco di emozioni: il giornalista di guerra.

Il ricordo di James Foley

Raccontare storie che nessuno si preoccupa di andare a cercare, offrire la verità, dare volti e voci a persone che si ritrovano a vivere un inferno, questo era James. Le circostanze della sua morte sono crudeli e cattive, il video e tutti i commenti del caso li trovate su tutti i siti di informazione, a noi non interessa mostrare il video, ne raccontarlo, quello che ci preme è dare voce ad un ragazzo che ha rischiato e perso la sua vita per fare giornalismo, informazione, per fare quello per cui probabilmente era nato, per farlo bene, con coraggio e passione.

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James Foley aveva solo 40 anni ma già da 5 anni aveva scelto di raccontare il Medio Oriente, dopo aver lavorato in una prigione alla periferia di Chicago scelse di documentare la guerra, ha seguito l’esercito americano in Afghanistan e si è occupato della guerra civile in Libia nel 2011. Proprio il Libia è stato rapito la prima volta durante le rivolte contro Muhammar Gheddafi. Venne sequestrato insieme a 4 colleghi ed uno di loro fu ucciso, dopo 45 giorni di prigionia il regime decise di rilasciarlo.

Continuò la sua vita sempre in Medio Oriente, raccontando con parole, video e foto quello che accadeva in Siria fino al 22 novembre 2012, il giorno in cui venne rapito durante gli scontri tra i ribelli e regime di Damasco. Nessuna notizia fino alla sera del 19 agosto 2014 quando il suo volto è apparso nel video.

Questo il messaggio di sua mamma Diane:

“Non siamo mai stati così orgogliosi di nostro figlio. Ha dato la sua vita cercando di rivelare al mondo la sofferenza del popolo siriano supplichiamo i rapitori di risparmiare la vita degli altri ostaggi. Sono innocenti, come lo era Jim. Non hanno controllo della politica del governo americano in Iraq, Siria o in altri parti del mondo. Ringraziamo Jim per tutta la gioia che ci ha dato. E’ stato uno straordinario figlio, fratello, giornalista e persona”.

Anche noi vogliamo ricordare James Foley per la sua vita, per il suo lavoro, i suoi servizi e la passione con cui ha creduto in quello che faceva. Lui aveva scelto il giornalismo e il giornalismo aveva scelto e lui.

Foto | Facebook Free James Foley (Syria, 2012. Photo by and © Manu Brabo)

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