Da Jennifer Lawreance a Kate Upton e Rihanna: usi e abusi di selfie hot e privati

Selfie hot di celebrità condivisi e rubati da pirati informatici nel mare digitale del web, fanno riflettere su usi e abusi della pratica social devota alla condivisione.

Ieri è stato un lunedì di fuoco per i selfie intimi e privati di numerose celebrità, diffusi in rete da hacker che non hanno mancato di scatenate dubbi, perplessità, paure e la solita confusione, anche grazie alla presenza di una nutrita gallery di autoscatti hot della giovane attrice da Oscar Jennifer Lawrence, resa celebre dal ruolo della battagliera 'ragazza di fuoco' della saga Hunger Games.

Una ragazza impetuosa che ha spiccato in una nutrita lista di più di 100 nomi, selfie e curve femminili senza veli, che contano Avril Livigne, Kirsten Dunst, Mary Kate Olsen, Kim Kardashian, Hillary Duff o Rihanna, anche per la sua denuncia e decisa reazione al furto delle foto, a quanto pare, ottenute violando l'account iCloud di Apple e pubblicate su 4chan insieme ad una valanga di commenti ed ironie che non si curano troppo di limiti (anche al buon gusto) e confini, su una bacheca di condivisione di immagini che sembra assicurare anonimato ai suoi utenti.

«Questa è una palese violazione della privacy. Le autorità sono state contattate e chiunque posterà le foto rubate verrà perseguito legalmente».

Una reazione chiara e decisa diffusa dai portavoce della giovane attrice, e condivisa anche da quelli di molti altri, tra ammissioni risentite, smentite di fake, reazioni disgustate, accuse ad Apple e la solita folla di curiosi, che hanno fatto correre ai ripari anche Twitter, pronto a disattivare gli account degli utenti disposti a condividere le immagini trafugate.

Un reato che non lesina colpevoli sfuggenti ma ha precedenti, compresi quelli che tre anni fa sono costati una condanna a 10 anni di prigione a Christopher Chaney per aver hackerando le caselle di posta elettronica di oltre 50 persone nel mondo dello spettacolo, rubando e diffondendo foto hot di giovani e desiderabili signore come Scarlett Johansson e Mila Kunis che la ramificazione capillare della rete non ha mai eliminato del tutto.

Ammesso che esista ancora qualcosa di 'privato', nell'era digitale che costruisce le immagini e l'immaginario della realtà (e tutto il suo contrario) con codici numerici facilmente ri-programmabili, sembra inevitabile riflettere sul concetto di 'selfie privato' affidato a piattaforme di condivisione, social per vocazione, espugnabili come qualsiasi altra cosa.

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Inevitabile come riflettere sul concetto di violazione della privacy che mette in crisi lo stile e l'etica di tanti fotografi, in questo caso spudoratamente violato a causa di leggerezze degli utenti e limiti della rete, mentre i selfie sensuali e senza veli, privatissimi per qualcuno, continuano a nutrire la popolarità di tanti attraverso i social network.

Un elenco lunghissimo che accarezza le forme generose di una modella come Kate Upton, nella lista dei personaggi hakerati condivisi su 4chan insieme a Rihanna, difficile da immaginare più hot di quanto già mostra pubblicamente, anche quando è 'ironicamente' vestita (si fa per dire), spiccando tra i troppo audaci censurati anche da Instagram (nel video), o di showgirl come Belén Rodriguez che hanno finito per rendere la pratica un'arte che frutta, estendendo la condivisione social anche all'intimità familiare.

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