David Lynch: The Factory Photographs arriva in Italia

La personale di David Lynch arriva al MAST di Bologna con 124 fotografie di archeologia industriale, inediti, corti, installazioni e la rassegna cinematografica della Cineteca di Bologna.

Con lo sguardo sedotto dagli angoli in ombra di archeologia industriale, e l'immaginazione ancora impigliata negli orizzonti di tralicci della vecchia Inghilterra, la mente sintonizzata su visioni conturbanti aspetta l'arrivo in Italia di David Lynch: The Factory Photographs.

Dalla galleria londinese alla Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia (MAST) bolognese, riservata alla fotografia industriale, la personale del visionario ed eclettico sperimentatore a cura di Petra Giloy-Hirtz, porta in anteprima nazionale non più 80 ma 124 opere con qualche inedito, dal 17 settembre al 31 dicembre  2014.

David Lynch, Untitled (Lodz), 2000 © Colection of the artist

Una selezione ancora più ricca, di quelle immagini scattate da David Lynch nell'arco di un trentennio da Berlino alla polacca Łódź, passando per New York, New Jersey e Los Angeles.

"I love industry. Pipes. I love fluid and smoke. I love man-made things. I like to see people hard at work, and I like to see sludge and man-made waste." - David Lynch

David Lynch, Untitled (Lodz), 2000 © Colection of the artist

Fotografie sinistre e conturbanti che risentono della medesima fascinazione viscerale per l'architettura industriale che da corpo alle visioni cinematografiche da incubo di Eraserhead (1977), l'anima più oscura dell'Inghilterra vittoriana di The Elephant Man (1980), o di quella fantascientifica di Dune 1984, mentre Lynch distillava il mix di sadismo, voyeurismo e follia edipica di Blue Velvet (1986), il doppio ambiguo e terrificante dell’animo e del mondo con Twin Peaks (1990-1991), prima di accompagnarci on the road sulla Mulholland Drive (2001) con la stranezza onirica, nera e drammatica della città dei sogni, gli incubi di Inland Empire (2006), esprimenti pittorici e musicali, caffè personalizzati, meditazione trascendentale (con tanto di Fondazione) e night club di Parigi.

Foto che si inerpicano lungo torri fumati e cornicioni pericolanti, esterni decadenti ed interni disturbanti, a ritmo con suoni, immagini e atmosfere dell'installazione sonora "The Air Is On Fire_ I (Station)" e i cortometraggi "Industrial Soundscape", "Bug Crawls" e "Intervalometer: Steps", proiettati a ciclo continuo lungo il percorso espositivo.

Nel giorno di apertura anche quelle del film "Industrial Symphony #1: The Dream of the Broken Hearted" con Nicolas Cage, Laura Dern e musiche di Angelo Badalamenti e Julee Cruise.

Il catalogo della mostra, stampato della Fondazione MAST, conterrà 34 immagini tratte dalla mostra, comprese 14 inedite, con testi di Petra Giloy-Hirtz e Urs Stahel.

Il volume David Lynch: The Factory Photographs di Petra Giloy-Hirtz, edito da Prestel, sarà invece disponibile all’ingresso della Gallery, ma online potete comunque sfogliare qualche pagina.

06_Portrait of David Lynch (c) Mark Berry © Colection of the artist

Un viaggio in una dimensione perturbante che La Cineteca di Bologna affiancherà con una retrospettiva cinematografica, e titoli che spaziano da Eraserhead a Cuore selvaggio, da Strade perduteInland Empire, fino all’ultimo docu-film musicale dedicato ai Duran Duran, al 27 al 30 Settembre 2014.

L'appuntamento con l'inaugurazione di David Lynch: The Factory Photographs alla MAST Photo Gallery di Bologna (Via Speranza, 42) è per il 17 settembre 2014, mentre la mostra resta aperta al pubblico, ad entrata libera e gratuita, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 19.00, sino al 31 dicembre 2014. Avete tutto il tempo per prepararvi.

Foto | David Lynch: The Factory Photographs, Courtesy MAST Bologna

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