Lipadusa di Calogero Cammalleri: storie migranti da Lampedusa a Fabrica

Ritorno a Lampedusa con storie migranti di vita e di mare, le fotografie di Calogero Cammalleri e tutte le testimonianze raccolte nelle pagine di Lipadusa.

LIPADUSA / Photobook by Fabrica from Fabrica on Vimeo.

Per chi non ne vive quotidianamente il mare, il sole e il vento, o non l'ha mai scelta come meta di vacanze, è difficile pensare a Lampedusa come una delle perle del Mediterraneo ricca di bellezze incontaminate.

Difficile percepire l'isola di pescatori dell'Italia al confine con l'Africa, attraversata da quel flusso migratorio che da sempre congiunge popoli e culture del bacino Mediterraneo, come un porto di approdo e disperazione per le migliaia di profughi in fuga da guerre e persecuzioni che ogni hanno perdono la vita negli abissi del mare.

Lipadusa di Calogero Cammalleri by Fabrica

Un ecatombe inarrestabile che ad un anno dal terribile nubifragio nel canale di Sicilia, costato la vita a quasi 400 migranti nella notte del 3 ottobre 2013, torna a Lampedusa con il singolare progetto editoriale Lipadusa del giovane fotografo Calogero Cammalleri e il documentario che ne racconta i nove mesi trascorsi sull'isola delle Eolie (con il progetto di Fabrica), uscendo in barca con i pescatori, facendo la ricotta con i pastori, giocando con i bambini e imparando i trucchi di quelli a carte dai vecchi.

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Il progetto di un migrante che fa ritorno nella terra natia, lasciata da bambino per la Germania, e in cerca di origini, volti e paesaggi, si imbatte in storie di migrazione e quotidianità che spingono il suo obiettivo a naufragare in latitudini sconosciute, immagini sfocate e percezioni trasfigurate da una realtà senza tempo, la sua come quella di molti altri.

Lipadusa di Calogero Cammalleri by Fabrica

Il toccante ritratto di una Lampedusa lontana dai riflettori, composto da scatti in bianco e nero raccolti nelle pagine del libro, insieme ai testi della giornalista Silvia Giralucci e tutte le storie di vita di lampedusani e migranti, che seguono quelle finite nella rete di Sciabica, la parola di origine araba per designare la rete da pesca (quella a strascico), usata da Fabrica nelle settimane immediatamente successive alla tragedia, come una sorta di maglia virtuale nella quale raccogliere tutto quello che la tragedia aveva lasciato sul fondo dopo il clamore mediatico della tragedia.

Lipadusa di Calogero Cammalleri by Fabrica

Una rete partita da Lampedusa per raccogliere storie di migranti lungo le rotte della disperazione in Africa e in Medio Oriente, e quelle della speranza in Europa, allo scopo di restituire umanità, un nome, un volto e una storia a tutti gli migranti resi invisibili dall'indifferenza generale, protagonisti di una mappa online.

Storie di migranti raccolte dalla giornalista Michela A.G. Iaccarino per il progetto Sciabica, alle quali hanno prestato voce attori, registi e cantanti, durante la serata di letture e immagini di Lampedusa e le sue storie di vita e di mare, ospitata il 22 settembre nella Sala Tempio di Adriano a Roma, grazie a Fabrica (centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton), con il patrocinio dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).


Foto | Lipadusa di Calogero Cammalleri, Courtesy Fabrica

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