Henri Cartier-Bresson al museo dell'Ara Pacis di Roma

Uno sguardo alla grande retrospettiva di Henri Cartier-Bresson ospitata al Museo dell'Ara Pacis di Roma, dal 25 settembre 2014 al 25 gennaio 2015.

Senza alcun bisogno di superlativi sul suo sguardo, Henri Cartier-Bresson (1908-2004) si è 'guadagnato' un posto d'onore nel nostro immaginario come uno dei più grandi fotografi del XX secolo, per ragioni ben note che l'ultima retrospettiva a cura di Clément Chéroux è riuscita ad arricchire di nuove sfumature, a dieci anni esatti dalla sua scomparsa.

Una lettura corposa e illuminante dello sguardo all'avanguardia che ha reso la fotografia uno stile di vita, fondato la prestigiosa agenzia Magnum Photos nel 1947, con Robert Capa, David Seymour, George Rodger, William Vandivert, e le basi del fotogiornalismo, fatto la resistenza, insieme ad arte, politica, sociologia visuale e viaggi in quasi tutto il mondo, studiando pittura con André Lhote, lavorando nel cinema con Jean Renoir, disegnando e avvicinandosi al surrealismo.

Un viaggio cronologico e approfondito, frutto di un lungo lavoro di ricerca e anni di studio nell’archivio del fotografo custodito da Magnum, che dal Centre Pompidou Musée national d’art moderne di Parigi, da oggi arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma, con 350 stampe vintage d’epoca, e il supporto di un centinaio di articoli di quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e disegni.

I disegni realizzati dall'eclettico artista sin dalla tenera età, con influenze che spaziano da Cézanne all'attrazione surrealista per corpi deformati e sognatori diurni, quanto per lo spirito sovversivo e la spiccata predisposizione ad accogliere il caso.

“Ho sempre avuto la passione per la pittura. Da bambino, la facevo il giovedì e la domenica, ma la sognavo tutti gli altri giorni”. - Henri Cartier-Bresson

I disegni che accompagnano il percorso espositivo romano sin dall'inizio, insieme agli sguardi che sbirciano il pubblico, con baffi e bombetta da Bruxelles, nella Plaza de Toros da Valencia, o con tutta la forza dell'umanità che attraversa le strade del mondo, e sfreccia su quelle parigine in bicicletta, le attraversa sotto la pioggia con Giacometti, salta in Gare St. Lazare, o fa Picnic sulle rive della Marna.

Un itinerario cronologicamente rilevante per la complessa ed eclettica evoluzione artistica di Cartier-Bresson, che non vieta a nessuno di perdersi in particolari irresistibili, spingendosi ben oltre la contemplazione delle note fotografie dell'occhio del secolo, e quegli istanti decisivi che ne hanno celebrato il talento, insieme a quello per la composizione e la capacità di guardare il suo tempo con una naturalezza sbalorditiva, da tanti punti di vista diversi.

Otto percorsi che si incontrano, dalle prime fotografie (gli anni di apprendistato, i rapporti con gli americani a Parigi, le influenze fotografiche, il viaggio in Africa) alla ricognizione e iconizzazione degli archivi, passando per i viaggi fotografici (il Surrealismo, il “caso oggettivo”, le peregrinazioni fotografiche in Spagna, Italia, Germania, Polonia e Messico), l’impegno politico (New York con Paul Strand e il Nykino group, Parigi con Jean Renoir e l’Associazione degli artisti e scrittori rivoluzionari (AEAR), la stampa comunista con Robert Capa e Louis Aragon), le guerre (il film sulla Guerra civile spagnola, l’attività durante la Seconda guerra mondiale del fotografo dell’esercito, prigioniero, fuggiasco, combattente della Resistenza, per documentare il ritorno dei prigionieri), gli inizi (a fondazione dell’Agenzia Magnum Photos, i reportage in Cina e in India, i funerali di Gandhi) e la professione del reporter (il primo fotogiornalista a entrare in URSS dopo la morte di Stalin, Cuba, “L’Uomo e la Macchina” e la serie Vive la France), e la fotografia dopo la fotografia (dalla fine dei reportage ad una fotografia più contemplativa e il disegno).

Henri Cartier-Bresson Ara Pacis Roma


    Le storie dietro alcune delle fotografie più emblematiche di Henri Cartier-Bresson, e il suo particolare modo di raccontare il mondo quotidiano, la guerra, gli individui e e la dimensione del viaggio, saranno anche argomento di quattro percorsi storico–iconografici (di circa 40 minuti) intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson a cura di Contrasto, dal 24 ottobre al 12 dicembre 2014 (al costo di 15€ l'uno, 50€ per 4 incontri, con biglietto ridotto a 9€ per la mostra)

    Venerdì 24 Ottobre ore 19
    La fotografia come ”racconto del quotidiano”
    In che modo la fotografia ha saputo raccontare l?uomo e la sua storia, non solo quella dei grandi avvenimenti internazionali, ma soprattutto quella quotidiana vissuta nelle strade.

    Venerdì 7 Novembre ore 19
    La fotografia di guerra
    A partire dall?esperienza di Cartier-Bresson si analizzerà come la fotografia ha raccontato, e ancora racconta, i conflitti del nostro mondo.

    Venerdì 21 Novembre ore 19
    La fotografia e il ritratto
    “Fare un ritratto è per me la cosa più difficile. Devi provare a mettere la macchina fotografica tra la pelle di una persona e la sua camicia”, diceva Cartier-Bresson. Partiremo da alcuni dei ritratti indimenticabili da lui realizzati per esplorare le diverse modalità stilistiche e compositive
    dei vari autori che hanno interpretato questa forma di incontro, e nello stesso tempo di lotta, con il volto, il corpo, la personalità dell?altro.

    Venerdì 12 Dicembre ore 19
    La fotografia di viaggio
    Fin dai primi anni del „900 la fotografia è stata la compagna ideale di ogni viaggiatore, esploratore e avventuriero. Attraverso la fotografia abbiamo potuto vedere luoghi remoti, esplorare territori sconosciuti, affacciarci sull'altrove.

La mostra accompagnata dal catalogo edito da Contrasto si arricchisce anche dei saggi di studiosi, esperti oltre ai testi inediti di Cartier-Bresson, mentre una guida alla mostra suggerisce indicazioni sui percorsi da seguire.

Henri Cartier-Bresson book cover

Le fotografie della ricca gallery che accompagna questa segnalazione (seguite il link delle foto), non rendono certo giustizia al magnifico viaggio che vi aspetta al Museo dell'Ara Pacis di Roma, o al potere di attrazione che sanno esercitare gli spaccati di vita quotidiana più intimi e meno conosciuti, anche in formati di stampa più piccoli (molto piccole da fotografare sfidando gomitate e riflessi), scatenando altrettanti viaggi dell'immaginazione.

Henri Cartier-Bresson Ara Pacis Roma

Sfiorando solo alcune delle 350 stampe vintage che costellano il percorso dispiegato sotto i cieli di Roma e la teca di Meier, spero di aver restituito almeno l'idea di quello che offre allo sguardo in contemplazione di giochi di bambini e fermenti di rivolta, quieto vivere e mondi racchiusi in un abbraccio, vita vera e barlumi di poesia.


    Henri Cartier-Bresson
    Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta, Roma
    dal 26 settembre 2014 al 25 gennaio 2015
    dal martedì alla domenica ore 9.00 – 19.00
    il venerdì e il sabato la mostra è aperta fino alle 22.00

    Biglietto “solo mostra”
    11€ intero; 9€ ridotto; 4€ speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
    Speciale Famiglie 22€ (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni)
    Biglietto integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra
    18€ intero; €14€ ridotto


Foto | © clickblog

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