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IZIS, 100 foto per la libertà della stampa

Pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

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La Parigi di Izis
A scuola lo chiamavano semplicemente il sognatore. Per Jacques Prévert era un venditore ambulante di immagini. Forse la verità sta solo nell’unione di queste due descrizioni, perché sotto l’enigmatico pseudonimo di IZIS, si nascondeva un uomo dalle mille identità. Ebreo lituano arrivato a Parigi per amore della pittura, e per sfuggire all’orrore delle persecuzioni antisemite, si “fuse” con l’atmosfera nebulosa della ville lumière, e ne assimilò a fondo gli scorci.

Catturato dai nazisti e liberato dalla resistenza francese, ebbe modo di assaporare tutte le caratteristiche della generazione di Brassaï, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis, mantenendo uno sguardo particolarissimo. Gestì uno studio di fotografia nel XIII arrondissement, ma il suo destino l’avrebbe portato a “ritrarre dal vivo”, prima con Regards, il settimanale del partito comunista e poi con Paris Match, del quale sposerà l’avventura a partire dal primo numero.

È proprio a lui, all’uomo che “trasformò in carta” i sogni di Aragon e di Chagall, che la redazione di Reporters senza Frontières, ha dedicato il suo ultimo album intitolato: “Izis 100 photos pour la liberté de la presse”. Una collezione di 100 clichés emblematici (tra i quali ben 4o inediti), ma anche il trentasettesimo importante pezzetto di una delle principali attività di autofinanziamento dell’Associazione, che si batte da un quarto di secolo per la libertà della stampa, e che pubblica ad un ritmo di tre preziose raccolte l’anno.

Girò Parigi in lungo e in largo, ne catturò l’anima sorniona e disattenta, ne attraversò le strade e le epoche sottraendole quel po’ di magia che ha contribuito ad accrescerne la leggenda. E’ in un piccolo estratto della biografia di IZIS, a cura di Armelle Canitrot, che emerge la limpidezza e la tenerezza del suo lavoro:

E’ il meno realista e il più poetico di tutti i fotografi detti “umanisti”, definizione che identifica a quegli artisti che si erano raggruppati nel movimento del “realismo poetico”, a consegnarci una visione personale della sua mitica Parigi.

Via | albums.rsf.org

La Parigi di Izis
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