Helmut Newton al Grand Palais

Newton par Newton

Helmut Newton a Parigi. E Parigi è la più elegante delle donne, immersa nel suo tailleur maschile dal profumo accattivante, nutrita di cipria, di fumo di sigaretta e di croissant al burro. Newton è un "teutonico cultore" della bellezza femminile, un esaltatore di forme e di "superfici carnali", esaltate e quasi violente, al massimo della loro forza espressiva. Non poteva che nascerne una storia d'amore delle più intense, un sentimento potentissimo e fedele, ma solo a tratti, che si consolida nel suo passaggio attraverso l'obiettivo. Una vicenda di partenze e di ritorni, di fascino e di lusso un po' decadente che passa per le pagine patinate di Vogue e si ritrova nella grande mostra organizzata al Grand Palais dal 24 marzo al 17 giugno.

Un'iniziativa che ha il sapore di una riscoperta guidata, letteralmente Newton par Newton che si è avvalsa dell'indispensabile collaborazione della Fondazione Helmut Newton di Berlino e di Madame June Newton, ex-attrice, consorte del grande fotografo tedesco, ed autrice del film "Helmut by June". Moda, ricchezza e potere si inseguono lungo più di duecento immagini provenienti quasi esclusivamente da tirature originali realizzate sotto il controllo dello stesso autore, tra le quali alcune Polaroids come quelle del libro pubblicato da Taschen qualche tempo fa.

La capitale gli rende finalmente onore, ospitando una grande retrospettiva, la prima di una tale ampiezza realizzata in Francia, e lo fa, triste e beffarda ironia della sorte, nella stessa lingua poetica che da il nome al famoso Chateau Marmont, l'hotel hollywoodiano nel quale aveva abitato per anni e i cui muri ne hanno "accolto" la morte.

Newton par Newton
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