National Geographic Italia. Food il futuro del cibo: foto per nutrire la sfida del 21° Secolo

Il cibo è vita, nel 21° Secolo anche una sfida globale per nutrire tutti in modo sostenibile, che i fotografi del National Geographic documentano con una mostra ospitata al Palaexpo di Roma fino al 1 marzo 2015.

Sembra che i limoni (e la cura per lo scorbuto) aiutarono a sconfiggere l'esercito di Napoleone e anche se l'albero del pane non sforna panini, sappiamo bene tutti quanto il cibo riesca a nutrire ben più del corpo e dello spirito.

Questo senza lesinare contraddizioni in un mondo diviso tra 1,4 miliardi di persone obese e in sovrappeso e 800 milioni che soffrono di malnutrizione, che produce abbastanza cereali per sfamare dai 9 agli 11 miliardi di esseri umani, destinandone solo la metà al consumo alimentare di questi e almeno un terzo sprecato in ogni passaggio della catena di produzione.

JIM RICHARDSON, Siby, Mali Sékou Camara fa essiccare il mais

Il cibo come nutrimento, sostentamento, connessione, celebrazione ed elemento fondamentale della nostra cultura, costretto a fare i conti con i costi dello spreco alimentare, l'impatto dei sistemi di agricoltura e allevamento su acque, clima, territorio e il nuovo volto della fame.

Come nutrire tutti in modo sostenibile per il pianeta? Bella domanda! Più che altro una sfida globale che riguarderà 9 miliardi di persone entro il 2050, una missione per i fotografi del National Geographic in mostra a Roma con National Geographic Italia. Food il futuro del cibo.

Una mostra di oltre 90 fotografie, supportate da grafici e testi che gettano luce sulle diverse problematiche legate al futuro del cibo e quel destino del pianeta che continua a dipende da ognuno di noi e anche il più piccolo contributo capace di fare la differenza.

ROBIN HAMMOND/PANOS Regione di Gambella, Etiopia Ajiem Ogalla, 11 anni, cerca un arbusto commestibile, chiamato awieo

Un viaggio che si spinge dall'Etiopia piantata a mais dall’azienda indiana Karuturi Global, dove i bambini come Ajiem Ogalla fotografata da Robin Hammond vanno in cerca di arbusti awieo commestibili, alle nature morte di frutta e verdura che affrontano viaggi di 15.000 km per raggiunger i mercati di lusso di Manhattan e l'obiettivo di Paulette Tavormina, passando per le mense per i poveri della Caritas di Roma che sfamano sempre più famiglie e italiani inquadrati da Antonio Politano.

PAULETTE TAVORMINA, New York, USA, prodotti freschi acquistati in quattro mercati di lusso di Manhattan

Il viaggio in stili di vita, colture e contraddizioni feroci con Jim Richardson, dagli abitanti del villaggio di Jaghati in Bangladesh che usano una trebbiatrice a pedale per sgranare il riso dalla pianta ancora umida e quelli Etiopi che lanciano le spighe in aria per far sì che il vento soffi via la pula dai chicchi prima che cadano per terra, a quelle che finiscono per confezionare i pasti pronti dei soldati negli scatti di Ashley Fulbertson, mentre vecchie foto della sezione 'come eravamo' tornano nelle cucine con le soldatesse immigrate nella Israele degli anni '70 con Gordon Gahan.

JIM RICHARDSON Jessore, Bangladesh Gli abitanti del villaggio di Jaghati usano una trebbiatrice a pedale

ASHLEY GILBERTSON/ VII PHOTO Brooklyn, New York, pasti pronti americani.

Con Alex Masi e le lavoratrici che sbucciano le fave di cacao tostato nella zona tecnica della piantagione Nova Moca di Claudio Corallo, e con Matthieu Paley nelle campagne di Creta, dove un pasto può includere pesce del Mediterraneo, lumache e ortaggi dei campi e vino prodotto con le uve locali e la famiglia Gligoris consuma e vende i frutti del suo terreno, dell’uliveto e della vigna.

 MATTHIEU PALEY Creta, Grecia Un pasto nelle campagne di Creta

Lo stesso Matthieu Paley che nella Yaeda Valley fotografa Wande e suo marito Mokoa pronti ad andare alla ricerca di tubero e favi di miele, ovvero gli Hadza della Tanzania, ultimo cacciatori-raccoglitori a tempo pieno rimasti al mondo.

MATTHIEU PALEY Yaeda Valley, Tanzania Gli Hadza della Tanzania sono gli ultimi cacciatori-raccoglitori a tempo pieno rimasti al mondo

Un viaggio fotografico in mostra con gli scatti realizzati da Robert Clark, Craig Cutler, David Doubilet, Alessandro Gandolfi, Ashley Gilbertson, Robin Hammond, Kitra Cahana, Gerd Ludwig, Alex Masi, Matthieu Paley, Antonio Politano, Jim Richardson, Stephanie Sinclair, Brian Skerry, George Steinmetz, Paulette Tavormina, Amy Toensing, insieme alla serie di scatti d’epoca "Come eravamo" di William Albert Allard, Jonathan Blair, Jules Gervais Courtellemont, Willard Culver, Bruce Dale, Gordon Gahan, Justin Locke, Luis Marden, B. Anthony Stewart e Edwin L. Wisherd.

In occasione della mostra il laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni, ogni giovedì, sino al 26 febbraio 2015, ancitcipando molte delle tematiche dell'Expo 2015 di Milano propone una visita animata per riflettere su valore, origine e risorse future del cibo, nella speranza di cambiare equilibri, ridurre se non eliminare del tutto gli sprechi e rendere più produttive le risorse.

National Geographic Italia. Food il futuro del cibo
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale 194, Roma
sino al 1 marzo 2015

Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00 Venerdì,
sabato: 10.00 - 22.30
Domenica: 10.00 - 20.00
Lunedì: chiuso
L'ingresso è consentito fino a un'ora prima dell'orario di chiusura

Intero € 12,50 -
ridotto € 10,00 ridotto 7/18 anni € 6,00 –
gratuito fino a 6 anni scuole € 4,00 per studente
con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole

Foto | National Geographic Italia. Food il futuro del cibo, Courtesy Palazzo delle Esposizioni di Roma

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