Mitch Dobrowner ha vinto l’Iris d’Or ai Sony WPA 2012, portandosi a casa un titolo prestigioso, “Photographer of the Year”: vediamo un po’ chi è Mitch. Nato nel 1955 a New York, ha studiato al New York Institute of Technology, ma per quel che riguarda la fotografia si dichiara autodidatta. Tra le sue influenze però cita due giganti: Ansel Adams e Minor White.
Carino quel che risponde se gli si chiede di un momento basso della sua carriera da fotografo: “Nessuno. In giro è pieno di gente con la macchina fotografica, sono molto fortunato a poterlo fare di lavoro!”. Di lui si legge un’intervista e una bio sul Guardian.
Per prima cosa Mitch racconta il giorno in cui riuscì a scattare la foto che in seguito vinse agli awards:
Scattai quella foto in North Dakota nel 2011. Quella mattina la temperatura era intorno ai 32°, l’umidità al 70%, e il vento piuttosto forte, intorno ai 50 km/h. Sapevano che stava per succedere qualcosa (…) inseguimmo le nuvole su una Interstate per circa 40 miglia (…) a un certo punto il tornado era giusto a un miglio di distanza da noi, e si muoveva da sinistra verso destra quindi eravamo al sicuro
Poi Mitch, tecnicamente un fine art photographer, spiega la sua passione per i panorami
Mi è sempre piaciuto ritrarre il tempo atmosferico. I tornado non sono i miei preferiti. Preferisco concentrarmi sulla composizione delle nuvole. Ma quando ho deciso di fare una serie di foto di temporali e tempeste, ho pensato a un tornado come punto centrale della serie - ma non per la morte e la distruzione che causano, ma per quanto possano essere meravigliosi da osservare.
Mitch aggiunge un po’ di poesia ai temporali…
io penso ai temporali come a delle forme viventi, che respirano. Sono come teenager: all’inizio sono violenti e un po’ matti; non riesci a capire quel che succederà. Poi a un certo punto prendono una propria individualità, e alla fine combattono. Alcuni muoiono in fretta, altri durano ore.
Della foto vincitrice dice:
scattai venti foto, nel giro di venti minuti. Quella foto ritrae il tornado nella sua fase finale, il “rope out”. Era molto più vasto quando era al massimo della sua forza e nel giro di 15 secondi dalla foto era completamente sparito. È stata una esperienza fantastica, mi sono sentito molto fortunato ad essere nella posizione giusta al momento giusto. Mi ha fatto ripensare che alla fine siamo giusto un sasso che gira nello spazio…
Ma come ha iniziato a fotografare Mitch? Lo spiega su Neutral Density Magazine
Sono cresciuto a Long Island, e da ragazzo a New York mi ero un po’ perso. Mi sono cacciato in un sacco di guai, facendo lo scemo tra droga e motociclette, e i miei genitori erano un po’ preoccupati. Preso dalla disperazione mio padre mi diede una vecchia Argus per farmi fare qualcosa. Dubito che si rese conto dell’importanza di quel gesto. Una volta che cominciai a scattare diventò una droga.
Se volete vedere come si fa - e in quanti si va! - con Mitch a caccia di tornado, questo video ve lo racconta:

1 COMMENTOAGGIUNGI IL TUO
d fr
Molto bravo (forse un pelino tamarro? :P) traspare soprattutto l'importanza della ricerca e del movimento, secondo me imprescindibili se si lavora sul paesaggio e che vengono troppo spesso sottovalutati
#1 - Scritto il