La Kodak non è nuova a notizie bomba, con i vari annunci di problemi finanziari che fanno preoccupare da parecchio tempo specialmente gli appassionati della fotografia analogica. Però letteralmente di bombe si parla questi giorni, visto che la Kodak ha ammesso di aver utilizzato per anni un piccolo reattore nucleare e di conservare tutt’ora una piccola quantità di materiale radioattivo.
Si tratta di una modesta quantità, circa 1500gr, decisamente insufficienti per costruire qualsiasi tipo di ordigno esplosivo. Ha però sollevato la preoccupazione di alcuni scienziati americani, che temono rischi per la popolazione, dato che il materiale radioattivo è conservato in un’edificio a Rochester, New York. I ricercatori di Kodak tranquillizzano comunicando che il tutto è autorizzato dalle autorità competenti e sono state prese tutte le precauzioni del caso.
Incuriosisce tuttavia quale possa essere la reale utilità di un piccolo reattore nucleare. La Kodak dichiara che era stato utilizzato per testare alcuni materiali. Ma quali materiali fotografici dovevano resistere a radiazioni nucleari? Forse erano le pellicole vendute all’esercito statunitense per documentare i test nucleari, oppure alla NASA per attrezzature da inviare nello spazio profondo?
Via | CNN

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Clementina Milingo
oppure per i test sulle pellicole radiografiche? è inutile scrivere questi articoletti "da brividi" alla dagospia .com quando poi sui principali media la notizia compare integra
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