Jacques Henri Lartigue - Alle origini della fotografia contemporanea

Alle origini della fotografia contemporanea con un testimone meticoloso e raffinato del passaggio di tempi, di mode, inquadrature e formati

Tornare “Alle origini della fotografia contemporanea” con sguardi meticolosi nella registrazione dei fatti, raffinati nella scelta di dettagli e particolari, precursori dei tempi nella sperimentazione di inquadrature e formati, e più di un viaggio nel tempo se lo sguardo in questione è di Jacques Henri Lartigue.

Un reporter accurato del passare del tempo e delle stagioni, delle mode a passeggio con dame al Bois de Boulogne e degli entusiasmi della società bohemienne che salta nelle acque di una piscina e nel vuoto, corre in auto e si libra nei cieli con i primi aerei, vive la dimensione intima della famiglia e quella di un'intera nazione, assunta a paradigma e simbolo dell’Europa del tempo.

Una registrazione del presente paragonabile solo a quella di Proust, con 100.000 scatti, 7.000 pagine di giornale, 1.500 dipinti, che insieme a diari, disegni e annotazioni avrebbero potuto ispirare l'avanguardia contemporanea, dall’opera di Duchamp (Nudo che scende le scale, 1912) alle fotografie simultanee di Bragaglia, se la sua opera non fosse stata scoperta solo nel 1962, da John Szarkowski del Dipartimento di Fotografia del MoMA di New York e contemporaneamente da Richard Avedon.

Solo dopo la prima personale del MoMA, le sue immagini arrivano alla collettività come testimonianza storica, sociale e culturale del Novecento, da quelle scattate sin dal 1902 all’età di otto anni, alle sperimentazioni tridimensionali delle fotografie stereoscopiche, dalle sovrimpressioni in camera oscura per visualizzare "pseudo-fantasmi", a quelle intime della sua tumultuosa relazione con Madeleine "Bibi" Messager, pronta a spingere il suo obiettivo nel bagno o tra le curve di sguardi e sorrisi maliziosi, prima di tornare a vagare su altre donne e temi, compresa la forza del mare e del vento.

Un viaggio che attraversa la Belle Époque, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, i volti 'artistici' di Picasso (1955) o di Valery Giscard d’Estaing (1974), come quello condensato nelle 136 fotografie esposte al MEF di Torino, insieme ai 50 fogli d’album dell’artista che tornano Alle origini della fotografia contemporanea, con la curatela di Andrea Busto (21 febbraio - 21 giugno 2015).

J.H.Lartigue: The Blink of an Eye

Il viaggio con un precursore di tempi, mode, inquadrature e formati come Jacques Henri Lartigue, continua, ma dopo le rare e preziose fotografie a colori, ad esaltare la sua visione entusiasta e vitale dei momenti fugaci è di nuovo il bianco e nero più etereo e seducente.

L'appuntamento è al secondo piano della Michael Hoppen Gallery di Londra (8 giugno - 9 agosto 2016), con J.H.Lartigue: The Blink of an Eye e 46 stampe realizzate tra il 1905 e il 1971, compresa la coppia di stampe irriproducibili scattate da Lartigue all'età di soli sette anni.


Jacques Henri Lartigue Fotografo. Il tempo ritrovato

Con una piccola e accurata selezione di trentasei vintage e modern print, in bianco e nero e a colori, concesse dalla CLAIR Gallery di Saint-Paul-de-Vence (FR), la fotografia profondamente contemporana di Jacques Henri Lartigue torna protagonista di una mostra italiana di respiro internazionale.

Barlumi di pura felicità e allure della società francese a partire dalla Belle Époque, saranno in mostra con "Jacques Henri Lartigue Fotografo. Il tempo ritrovato", a cura di Angela Madesani, nei sontuosi spazi milanesi del Museo Bagatti Valsecchi (29 settembre – 26 novembre 2017), accompagnati dal catalogo edito da Scalpendi.

Foto 1 | Jacques Henri Lartigue - Alle origini della fotografia contemporanea, Courtesy MEF - Museo Ettore Fico

Foto 2 | J.H.Lartigue: The Blink of an Eye, Courtesy Michael Hoppen Gallery

Foto 3 | Jacques Henri Lartigue Fotografo. Il tempo ritrovato, Courtesy Museo Bagatti Valsecchi

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