L'anniversario dei 50 anni dalla prima passeggiata spaziale di Alexey Leonov

50 anni fa il cosmonauta sovietico Alexey Leonov faceva la sua prima passeggiata nello spazio, un'avventura emozionante ma ricca di imprevisti e colpi di scena!

Ripercorrere la storia attraverso le fotografie è bellissimo e molto stimolante, ci da modo di ammirare le fotografie dell’epoca ma anche di ricordare i grandi eventi che hanno cambiato il mondo. Esattamente 50 anni fa, il 18 marzo del 1965, Alexey Leonov faceva la prima passeggiata spaziale, il cosmonauta sovietico è stato il primo uomo a galleggiare sospeso nello spazio, legato alla navicella spaziale solo tramite una corda.

Outer Space

Alexey Leonov fu il primo uomo a fare un’attività extraveicolare del mondo durante la missione Voschod 2 insieme al suo comandante Pavel Ivanovič Beljaev. Alexey Leonov uscì dalla navicella e vi restò ancorato per circa 12 minuti agganciato ad una corda di 4,5 metri. Al momento di rientrare nella chiusa d’aria della capsula si accorse che la tuta si era gonfiata troppo e non ci passava. Grazie al suo sangue freddo riuscì a sgonfiarla manualmente sfiatando un po’ dell’ossigeno ad alta pressione presente nella tuta e a rientrare nella navicella.

Alexei Leonov

Le foto di questo momento sono molto belle, per l’epoca erano degli autentici capolavori e, in fondo, lo sono ancora oggi, se pensiamo all’impresa, ai rischi e alle tecnologie dell’epoca è facile rendersi conto che si tratta di un piccolo miracolo.

Per Pavel Ivanovič Beljaev, Alexey Leonov e la missione Voschod 2 gli imprevisti non mancarono neanche in seguito perché sulla strada del ritorno si accorsero che il sistema automatico di guida per il rientro non funzionava e quindi guidarono l’apparecchio manualmente, tant’è che atterrarono in un posto diverso da quello prestabilito. I due astronauti atterrarono nella foresta negli Urali durante una bufera di neve, furono avvistati da un elicottero civile che lanciò l’allarme, vennero raggiunti da due elicotteri militari che lanciarono dei vestiti e stivali per proteggersi dal freddo. I soccorsi arrivarono solo due giorni dopo, perché prima dovettero abbattere parecchi alberi per consentire l’atterraggio delle squadre di soccorso.

I due astronauti, nonostante tutti gli imprevisti, riuscirono a tornare a casa sani e salvi… dopo la “passeggiata” più tormentata della storia!

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