La fine della fotografia stock?

pubblicato: giovedì 15 maggio 2008 da Andrea Francesco in: Varie Società

istockphoto logoIn un interessante e lungo intervento, Unsharpedmasked.com spiega come il mercato della fotografia stock sia destinato a cambiare repentinamente nel 2008, con lo scoppio di una vera e propria bolla speculativa.

Nel 2003 erano tre le grandi compagnie a spartirsi il mercato: Getty, Corbis e Jupiter. La diffusione degli accessi a internet, l’avvento della fotografia digitale (anche ad alta qualità) e l’abbattimento dei costi aiutò molto a creare un vero e proprio boom di vendite di immagini stock: un art director poteva trovare con grande facilità le immagini che gli servono per i layout (magari scaricandole solo in thumbnail finché il layout non è approvato), senza bisogno di commissionare il lavoro a un fotografo.

Per diversi fotografi professionisti la fotografia stock si è rivelata, all’inizio, una vera miniera d’oro. La maggior parte teneva il copyright delle immagini, percependo una royalty per ogni vendita: anche se la percentuale era bassa, il volume di affari assicurava comunque una buona rendita.

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Ma nel giro di pochi anni questa percentuale è passata da bassa a irrisoria, perché gli stessi prezzi delle immagini (anche Royalty Free) sono crollati. Il motivo è stata la nascita della fotografia microstock, che ha portato sul mercato anche le immagini di fotografi amatoriali o semi-professionisti con prezzi più che competitivi. Uno dei primi risultati è stato l’acquisto di IStockPhoto.com da parte di Getty, cosa che peraltro ha legittimato la fotografia microstock agli occhi del mercato.

Per stabilizzare la situazione, la soluzione adottata attualmente da Getty e dalle altre compagnie è quella di ridurre il numero di immagini nel loro database, alzando gli standard qualitativi di selezione delle immagini. La scelta per competere con il microstock è quindi la qualità, differenziando un mercato che nel 2008 è ormai praticamente saturo.

Il risultato nel breve termine sarà l’abbandono della fotografia stock da parte di molti fotografi professionisti, i quali non potranno mantenere alti i loro introiti semplicemente aumentando la produzione. Ma ciò non significa la fine della fotografia stock, ma la sua fine per come la conosciamo ora.

Vi invitiamo a dire la vostra riguardo all’argomento: siete dei fotografi stock? Avete trovato dei cambiamenti negli ultimi anni? Che ne pensate della fotografia microstock?

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Commenti dei lettori

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  • Danx

    25 mag 2008 - 16:19 - #1
    0 punti
    Up Down

    Le foto RF le ho sempre odiate, ma penso che cosi come ci siano fotografi amatori e professionisti e aspiranti tali, ci sono aziende grandi, aziende piccole, aziende ricche, aziende povere, aziende oneste, aziende disoneste, aziende con un occhio di riguardo verso la qualità e creatività e altre meno, quindi penso che il problema non si deve porre in modo esagerato.
    Penso cmq che le agenzie debbano badare oramai più sulla qualità che la quantità. Troppe volte leggo di milioni di foto presenti, poi se cerco foto belle di un luogo ne trovo veramente poche…
    Quindi si può dire che spazi ce ne sono ancora per vendere…e speriamo che siano sempre meno i RF photographers:)
    Ciao

  • Profilo di MediaContents

    MediaContents

    03 mar 2009 - 18:40 - #2
    0 punti
    Up Down

    Sig Andrea Francesco
    Ho letto con interesse questo articolo, mi sembra catturare in poche righe la situazione attuale. Con l’obiettivo forse troppo alto, di portare una quota di mercato dallo stock e microstock alla foto su commissione, abbiamo creato una formula ondemand trasformandola in un sito web:
    www.mediacontentbank.com
    gradirei il suo parere…

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