L'armonia dell'universo e della fotografia di Masao Yamamoto

L'incontro con l'armonia dell'universo, nelle fotografie di piccolo formato e grande respiro di Masao Yamamoto

Per l'essere umano diviso da conflitti insanabili, l'incontro con l'armonia può diventare una delle esperienze più sorprendenti ed entusiasmanti. Un dono prezioso, colto con grazia e condiviso con generosità dalla fotografia di Yamamoto Masao 山本昌男.

Sin dal 1994 e il primo approccio con la fotografia, la tecnica di Yamamoto, nato nel 1957 a Gamagory City, nella prefettura giapponese di Aichi, da una famiglia di carpentieri, è stata profondamente segnata dall'importanza di 'costruire', in armonia con gli elementi della nostra natura e i paesaggi del quotidiano, portando questo autodidatta di tecnica e poetica a sfidare il concetto di insondabile, insieme a quello di limite.

Affidando alle suo opere, le tonalità della poesia che si trova ovunque e il ritmo dell'armonia che nasce improvvisamente, Yamamoto lascia affiorare l'indefinito che scuote le emozioni da elementi semplici e contrasti forti.

Una foto pubblicata da dasMädchen (@dasmadchen) in data: 30 Apr 2016 alle ore 09:24 PDT

Le acque bianche del mare che ingoiano la terra, i fili d'erba che toccano il cielo, il corpo o l'orizzonte, un non luogo dove ritrovare qualsiasi cosa e tutte le storie che iniziano dal nostro sguardo per tessere associazioni estetiche e poetiche di visioni, idee, scoperte, emozioni ...

Opere di piccolo formato da tenere in una mano e nel cuore, come i frammenti di vita che coglie dal quotidiano e restituisce arricchiti di senso e significato, in singole immagini o serie da comporre e scomporre all'infinito, insieme alla prospettiva.

Immagini di luoghi irriconoscibili, spazi indefiniti, animali, corpi femminili o fiori, realizzate a mano, sperimentando tecniche manuali di diverso genere, come le superfici di stampa, sulle quali dipinge, logora i bordi o li tinge in bagni di tè.

Uno stile raffinato e potente per una prospettiva personale e armoniosa che ha nutrito ogni serie realizzata.

A Box of Ku, presente alla prima edizione della Tokyo International Photo Biennale del 1995, raccoglie la bellezza dei piccoli frammenti di paesaggio naturale e umano, che emorgono dalla sinuosità di una collinetta pubica, una nuvola trainata da uno stormo di uccelli o l'orizzonte marino.

Nakazora estende lo spazio di ripresa al vuoto del cielo, l'anima del corpo o l'armonia tra un virgulto floreale e la femminilità.

Kawa=flow, traducibile in fiume, flusso, si concentra sullo scorrere del tempo e il labile confine tra passato, presente e futuro.

Shizuka=Cleanse, traducibile in giapponese anche come profumo, si associa alla purezza raccogliendo i silenziosi e impalpabili "tesori" che la natura irradia con la luce, il profumo della terra, la carezza vitale dell'aria

Un universo iconografico bonsai, zen, sinuoso e prezioso, che il fotografo trova ovunque, anche mentre rac-coglie corteccia che parla di “Shizuka”, arrivata in mostra alla Galleria Minini di Brescia.


    "Nel bosco sento ogni giorno la presenza di vari tesori nascosti che trattengono i loro sospiri. Ho chiamato questa sensazione “Shizuka”. Shizuka significa puro, immacolato, chiaro e limpido.Mi domando se i miei occhi e l’obiettivo della macchina fotografica siano riusciti a catturare qualcosa dalla leggera luce emanata dai tesori, trovati sulla terra, mentre facevo una passeggiata nel bosco...

    C’è una frase nel libro scritto dall’antico filosofo cinese LaoZi?

    Come un grande suono creato dal movimento dell’Universo, così sulla nostra terra ci sono innumerevoli suoni e noi esseri umani ci comportiamo come se esistessero solo quelli che arrivano al nostro orecchio. Il filosofo cinese dice che bisognerebbe accettare con deferenza il limite delle nostre capacità ed essere consapevoli che, di tutto ciò che possiamo sapere non arriva nemmeno una sua piccolissima parte rispetto al tutto.
    Questa frase corrisponde a quello che ho sentito. Cioè, ho percepito l’aria della presenza degli immensi tesori. Ho un presentimento e una speranza di riuscire a trovare qualcosa di molto grande, che potrebbe essere vagamente percepito al di là delle piccole cose che sento. Sono convinto che questo sentimento mi abbia spinto a cercare di raccogliere “Shizuka”.

    Sento di ricevere qualcosa da “Shizuka” attraverso il sottile flusso dell’aria, il profumo della terra oppure una lieve luce che fanno appello ai nostri cinque sensi. Catturare le luci è l’essenza della tecnica della fotografia. Mi rendo conto di nuovo che la fotografia è nata grazie dal desiderio degli uomini di catturare la luce."


    Yamamoto Masao

Nuovo Aggiornamento segnalazione

Le fotografie di Masao Yamamoto fanno parte di prestigiose collezioni internazionali, dal Victoria & Albert Museum di Londra al Philadelphia Museum of Art, dal Museum of Fine Arts di Houston all’International Center of Photography di New York.

Io le terrei tutte volentieri anche nella mia dimora, ma (almeno) per ora conviene approfittare di "Tori" la mostra allestita negli spazi della Yancey Richardson Gallery di New York, tra le gallerie che lo rappresentano in tutto il mondo, per abbracciare con generosità la produzione di Yamamoto dal 1994 ad oggi, tra fotografie stampate dall'artista e i più recenti lavori che includono Kakejiku, un tradizionale rotolo giapponese da appendere, sul quale sono state montate le foto, ricorrendo a tecniche classiche e materiali come kimono di seta, carta Washi e pasta di amido di frumento. 

Tori, traducibile in giapponese come "uccello", catturando l'essenza di un piccione che contempla il suo riflesso in una pozza d'acqua o di un'aquila solitaria in volo sulle vette della Mongolia, fotografa la fragilità e caducità della bellezza, insieme alla connessione viscerale e la somiglianza tra queste creature e l'umanità.

Masao Yamamoto
Tori

fino al 28 gennaio 2017
Yancey Richardson Gallery
525 West 22nd Street
New York

In concomitanza con la mostra, Radius Books, dal 24 gennaio 2017 pubblica il volume omonimo, il 10° libro di Yamamoto, associando le fotografie accuratamente in sequenza dall'artista, con una selezione di poesie di Wallace Stevens, Seamus Heaney, Emily Dickinson, William Carlos Williams e altri, anche in edizione limitata di 30 copie (a $ 1000,00).

Il viaggio delle soavi atmosfere di Tori, raggiungerà anche la Stefan Vogdt / Galerie der Moderne di Monaco di Baviera, dal 27 aprile al 9 giugno 2017.

Yamamoto Masao / Tori
27 aprile – 9 giugno 2017
Stefan Vogdt / Galerie der Moderne
Kurfürstenstr, 5
Monaco di Baviera

Foto | Masao Yamamoto - Tori, Courtesy Yancey Richardson Gallery

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