Letizia Battaglia: dalle fotografie di cronaca all'etica di un mestiere

Viaggio nello sguardo intimo e professionale di Letizia Battaglia, segnato dai fatti di cronaca, l'odore del sangue sparso dalla lotta alla mafia e lo sforzo di restituire la bellezza negata.

L'estate volge al termine, ma gli sguardi che non conoscono stagione continuano a fornire stimoli e prospettive alle riflessioni sul quotidiano e il nostro modo di percepirlo, come fa da oltre un quarantennio il bianco e nero di Letizia Battaglia (Palermo, 5 marzo 1935), figlio di un percorso intimo e professionale segnato dai fatti di cronaca, l'odore del sangue sparso dalla lotta alla mafia e lo sforzo di restituire la bellezza negata.

Lo sguardo della più grande fotografa contemporanea italiana, atipica per formazione e temperamento, diventata professionista alla soglia degli anni settanta e dei suoi primi quaranta anni, con tre figlie, un matrimonio fallito alle spalle e una gran voglia di migliorare l'orizzonte della realtà.

La fotoreporter siciliana degli anni di piombo e quelli bui delle guerre di mafia, dalla collaborazione con il quotidiano palermitano "L'Ora" e le testate più 'anticlericali' di Milano, all'agenzia "Informazione fotografica", fondata a Palermo nel 1974, insieme al collega e compagno Franco Zecchin (anche nella foto a seguire).

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Un obiettivo per delitti di mafia e l'ormai celebre scatto che ritrae un Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia nel 1982, morto ammazzato tra le braccia del giovane fratello Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica Italiana.

"Era un giorno di festa, noi eravamo soliti andare in una villa con un caffè, ci incontravamo tutti lì, amici, ambientalisti. Stavamo tornando a casa a mangiare era l'una all'incirca e abbiamo visto in via Libertà, la via principale di Palermo, un assembramento di persone, poche, 5 o 6, intorno ad una macchina. Abbiamo iniziato a fotografare senza sapere cosa stavamo riprendendo. Pensavamo ad un incidente e poi ci hanno detto che era il presidente della Regione Sicilia. Eravamo già tremanti, abbiamo provato un grande dolore. Sono stati giorni terribili, poi i funerali con il presidente di allora Pertini”

Letizia Battaglia

L'obiettivo della Leica puntato su 'troppi' funerali solenni, come quelli del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie, della scorta, del consigliere istruttore della Procura di Palermo Rocco Chinnici, di Falcone e Borsellino …

Lo sguardo della prima donna europea a ricevere il premio "W. Eugene Smith" per la fotografia sociale nel 1985, attenta al rapporto emotivo con la realtà che osserva e fotografa, quanto sembra sensibile a riti sociali e religiosi, disordini e miseria, giochi di bambini con la pistola e sofferenza di donne come la vedova Schifani, sguardi intimoriti e volti da “viddanu” strafottente.

"Ho sognato spesso di bruciare i miei negativi della cronaca degli anni 70, 80 e un po’ dei 90. Per disgusto, forse per disperazione. Per annullare dalla mia vista lo schifo che aveva vissuto Palermo.
Un giorno del 2004 mentre stavo guardando con rabbia e tristezza una grande foto di una madre e tre figli poveri, coricati a letto perennemente per il freddo e per la fame, mi venne come un guizzo. Io queste foto, quelle che girano per il mondo, potevo distruggerle. Cioè potevo farle diventare altro: una vita, un corpo nudo, un sorriso mescolato alla foto di cronaca. Così dal 2004 sono nate le Rielaborazioni. Rielaborando le mie foto di cronaca nera in modo diverso. Ancora oggi le uso come fondali di altre foto, non più protagoniste"

Letizia Battaglia

La 'donna contro la mafia' protagonista del documentario di Daniela Zanzotto, che non ha mai smesso di usare gli strumenti forniti dalla fotografia e per un po' anche quelli della politica (tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90), spinta a trasferirsi a Parigi da un profondo senso di isolamento, ma così legata al suo paese e le insanabili contraddizioni che lo caratterizzano, da tornarci, anche nel cameo del "Palermo Shooting" di Wim Wenders del 2008, coltivando con ostinazione il progetto di museo-scuola-laboratorio del Centro Internazionale di fotografia al Centro della Zisa.

Un universo vivido e toccante, come quello protagonista del doppio progetto espositivo “Letizia Battaglia. Qualcosa di mio” a cura di Alberto Stabile, prorogato fino al prossimo 15 settembre nell’Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, per poi raggiungere a dicembre il Museo Civico di Castelbuono che ha collaborato alla realizzazione.

Letizia Battaglia | Qualcosa di mio PROROGATA fino al 15 settembre 2015Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di...

Posted by Ex Stabilimento Florio della tonnara di Favignana on Domenica 6 settembre 2015

"Ho cominciato a scattare sbagliando, poi ho continuato tutta la vita a sbagliare perché non crediate che essere arrivata a pubblicare dei libri, significhi avere tutti i negativi belli e sistemati: i miei erano dieci sbagliati e poi uno finalmente, forse, buono"

Letizia Battaglia

La fotografa che ha appena festeggiato i suoi primi ottanta anni, senza mai smettere di sbagliare, fotografare le persone, le donne più degli uomini, i grandi protagonisti della cultura e dell’impegno civile come degli Invincibili, la sua Sicilia fuori dal tempo e tristemente dentro la cronaca nera.

La protagonista di "Fotografie" selezionate per la mostra omonima, inaugurata il 10 settembre al Centro di documentazione del territorio del Comune di Palau (OT), come parte del programma della XIX Edizione del Festival internazionale Isole che Parlano (dal 7 al 13 settembre 2015), seguita da "Riflessioni sull'etica di un mestiere" al centro dell'incontro/lezione con l'autrice, insieme a tutte quelle che sapranno destare la quarantina di scatti storici di quotidianità e violenza nella Palermo degli anni '70, '80 e '90.

“Io credo di aver superato paura e sconforto perché amo la vita. Ho sentito un dovere e un impegno forte che non potevano essere schiacciati. Quando impari il coraggio e la giustizia puoi solo scegliere questi valori e rimanergli fedele. Glorificare la morte, il dolore e la vita. Non ho mai voluto presentare il degrado in modo degradato. Io ho vissuto e vivo in simbiosi con la storia, accompagnata sempre dall’idea forte che bisogna cambiare il mondo. E provo a trasmettere questa visione ai giovani”

Letizia Battaglia

Uno dei 25 obiettivi femminili pronti a portare un eclettico "Sguardo di donna" negli spazi veneziani della Casa dei Tre Oci, dal prossimo 11 settembre al 10 gennaio 2016.

Foto 1 | Letizia Battaglia e Franco Zecchin, Wikipedia
Foto gallery | Letizia Battaglia. Fotografie, Courtesy Isole che Parlano

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