Leica M Monochrom per il "momento decisivo" di Gianni Berengo Gardin

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Leica M Monochrom per il


“Questa è una fotografia del ‘momento decisivo’ e non uno scatto costruito”

Questa almeno è l’opinione di Gianni Berengo Gardin riguardo la foto che state guardando, ‘Milano 2012’, che è anche il primissimo scatto del fotografo con la nuova Leica M Monochrom.

L’opinione di Gardin riguardo alla prima e unica fotocamera digitale con il sensore bianconero presentata lo scorso maggio, del resto non si presta a fraintendimenti.

“Sembra che l’abbiano fatta apposta per me per cercare di farmi passare al digitale … ha una risoluzione impressionante. Sono risultati comparabili con quelli di una pellicola grande formato; anche la gamma dinamica e la latitudine di esposizione sono straordinarie, e i risultati a 3200 ISO mi hanno veramente impressionato”.

La vostra opinione sulla foto e la nuova macchina fotografica (anche dopo il salto)?

Leica M Monochrom

Via | Leica

 

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    cuiunass
    Direi che il Berengo non cambia stile se cambia macchina…. dunque forse il digitale non gli serve. Continuare a lavorare con l'argentico sarà per lui solo un discorso di praticità, mai di finanza.
    #1 - Scritto il

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    Luca TheBodhy
    che bella la Leica Mono un sogno
    #2 - Scritto il

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    diochino
    Non è la prima fotocamera digitale con sensore in bianco e nero! E i 18 mpx non possono certo competere come qualità con una lastra in grande formato analogica, come "risoluzione" sono in due ordini di grandezza diversi!
    #3 - Scritto il

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    diochino
    Sarà anche un grande fotografo ma la foto in copertina poteva farla chiunque, non è niente di eccezionale ne per la tecnica, ne per la composizione, ne per i soggetti… e poi quella transenna non si può vedere!!!
    #4 - Scritto il

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    diochino
    Sarà anche un grande fotografo ma la foto in copertina poteva farla chiunque, non è niente di eccezionale ne per la tecnica, ne per la composizione, ne per i soggetti… e poi quella transenna non si può vedere!!!
    #5 - Scritto il

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    diochino
    Sarà anche un grande fotografo ma la foto in copertina poteva farla chiunque, non è niente di eccezionale ne per la tecnica, ne per la composizione, ne per i soggetti… e poi quella transenna non si può vedere!!!
    #6 - Scritto il

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    Tandua
    6000 euro?
    #7 - Scritto il

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    schwarzkrieg
    Diochino, cosa diavolo stai dicendo? Certo, da un punto di vista tecnicno e compositivo la foto non è niente di che, proprio niente di che. Però è il momento che conta, andiamo oltre all'aspetto tecnico, andiamo oltre a certi canoni che sembrano più delle forme di autismo che altro. Ad 82 anni vorrei essere come lui, con la solita passione ed il solito occhio. Una foto del genere non la componi, aspetti, osservi, aspetti ancora, tutto nell'arco di pochi secondi e scatti. Non puoi fermare le persone, e non puoi togliere la transenna. Uno come lui nato con il reportage ha un'altra visione della fotografia, cosa che un maniaco geek non può capire, scatta con gli occhi, la testa ed il cuore e non secondo i canoni imposti da " Il Fotografo "; tanto per intedersi. Poi ripeto ha 82 anni, vogliamo parlare degli 80enni? Ecco. La macchina poi non è valutabile, non ho mai provato una Leica digitale e nemmeno mi fa venire la voglia.
    #8 - Scritto il

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    australian
    Condivido quanto ha scritto diochino (triste il fatto che si sia beccato due -1, corretti, in questo contesto oggettivo ed incontrovertibile), con tutto rispetto per l'apprezzatissimo Berengo.
    #9 - Scritto il

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    giorgiobenni
    quasi tutte le foto più famose di questo genere sono costruite. immaginatevi una coppia di ragazzi buttati per terra e un signore anziano che li fotografa con la macchina in mano aspettando una passante, e tutto questo mentre piove.
    #10 - Scritto il

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    schwarzkrieg
    Quasi? Direi anche no. Chi sostiene questo è credibile tanto quanto una persona che sostiene che l'ingrediente x della coca cola sia la cocaina. Parliamo di Bresson? Del suo "mimetizzarsi" nel senso di diventare anonimo, quasi invisibile. Ci sono modi molto discreti per fotografare, rubare attimi, senza farsi notare. Non importa essere plateali. Se costruissimo delle foto del genere si parlerebbe di fotoromanzo e non di reportage. Qui scatti al volo, non ti metti lì con l'esposimetro, x-rite, cavalletto ecc.ecc. Poi ognuno rimane della propria opinione, però sarebbe il caso di farsi anche qualche annetto di reportage, di quello serio e non da editoriale di Donna Moderna. Poi quello che dice Giorgio può risultare alquanto assurdo, se contestualizzato in un certo modo, ma vuol dire che non ha mai fatto del reportage. Basta pensare alla foto scattata in Santa Croce qualche settimana fa. Quella che ritrae una coppia di americani che stanno facendo sesso per strada. Ha fatto il giro di tutti i giornali ed ha scosso parecchio anche Firenze. Secondo voi era costruita? Secondo voi come la vedete da fuori? Un tizio, di notte, che fotografa due ubriachi che stanno facendo sesso su un marciapiede. Anche questa è costruita? Mmm… Poi certo, esistono persone che mettono in dubbio la veridicità di " Morte di un miliziano " di Robert Capa, ma qui si sconfina quasi nel grottesco.
    #11 - Scritto il

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    fabrizio88a
    pensare che Berengo odia il digitale, ma i soldi fanno parlare anche i muti!
    #12 - Scritto il

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    giorgiobenni
    Se leggi il libro di Giuliana Scimè, sulle fotografie famose, oppure basta ricordarsi della modella del "bacio al'hotel de la ville" che dopo decenni ha chiesto i diritti… Non è poi così raro incontrare situazioni preparate od addomesticate da mostri sacri della fotografia. Il fatto è che la fotografia viene mitizzata da chi in buona fede ci crede, ed altri raccolgono fama e denaro. In definitiva, la fotografia è un atto narrativo. E' come aspettarsi che un romanzo sia vero. E' come aspettarsi che le notizie che leggiamo i giornali siano tutte vere, come la bufala di Holland di questi giorni. In genere un vecchio che fotografa due ragazzi che si baciano viene scacciato, picchiato, offeso. Provaci tu. Per non parlare della resa tecnica grigia e spappolata del bianco e nero. o forse è il mio eizo che è starato. Io ho un approccio critico sulle immagini, non significa che le critico, ma le guardo con disincanto, sperando di trovare l'incanto. Non esiste per me un terreno inviolabile, rispetto tutti, ma li osservo con neutralità. Non ho miti.
    #13 - Scritto il

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    milingo
    la foto è una tipica foto di Berengo Gardin, ma non certo una delle migliori, effettivamente questa poteva farla chiunque e a qualunque età. Invece la Leica M è la fotocamera digitale per chi non ha capito niente del digitale e cerca solo un alibi per abbandonare l'ormai moribondo mondo dell'analogico. Una Nikon D800 usata solo per fare foto in BN (come usa fare Gardin) ha il triplo della gamma dinamica, il doppio della risoluzione costa meno della metà. Per giunta oggi come oggi, anche le ottiche Nikon/ Canon non sono peggio delle Leitz
    #14 - Scritto il

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    alexdrastico80
    beh… si è svegliato tardi, una D700 lo avrebbe impressionato 5 anni fa quando uscì. E' una marchetta bella e buona. La foto è perfettamente nel suo stile, costruita, ma bella.
    #15 - Scritto il

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    allucination
    Street a prima vista carina, ma effettivamente sembra mooolto costruita! I due ragazzi che si baciano beatamente, signora e cane sotto la pioggia girati, ma soprattutto… signore di una certa età a non molta distanza (mi pare la fotocamera monti un 50mm) che riprende il tutto…
    #16 - Scritto il

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    disodbediente
    "Sono risultati comparabili con quelli di una pellicola grande formato" Ma per piacere… classe 1930 il ragazzo. Da mo che sono stati sorpassate le pellicole, di qualsiasi formato. Il problema è che la Leica è "sorpassata" da tutte le altre. Una 550D con una buona lente gli da due giri.
    #17 - Scritto il

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    bergam
    Meglio una Sony nex 7 per fare questo tipo di fotografia..
    #18 - Scritto il

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    bergam
    Qualcuno mi dica a cosa può servire avere la messa a fuoco manuale in una composizione del genere… A nulla! Chiunque fa street sa che avere un bel autofocus veloce fa si che ci si possa concentrare sulla composizione. Ergo la Leica M non serve per le foto di strada. Serve a vecchi baroni e contesse a pavoneggiarsi nei loro loft esclusivi.
    #19 - Scritto il

  • nickname

    bergam
    Qualcuno mi dica a cosa può servire avere la messa a fuoco manuale in una composizione del genere… A nulla! Chiunque fa street sa che avere un bel autofocus veloce fa si che ci si possa concentrare sulla composizione. Ergo la Leica M non serve per le foto di strada. Serve a vecchi baroni e contesse a pavoneggiarsi nei loro loft esclusivi.
    #20 - Scritto il

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    paoloricciuti
    Io non so se è costruita ma vi inviterei a riflettere su una cosa: i due si stavano baciando e non credo che pensassero ad un vecchietto che passava di li con una piccola macchina fotografica in mano (già perchè la Leica a differenza della D800 è piccola e si nasconde) specialmente se questo vecchietto ha passato anni a fare questo. La signora se anche si fosse accorta avrà pensato che il signore stesse fotografando i giovanotti che lei riteneva sicuramente più interessanti di lei e quindi se ne è sbattuta. Dunque vediamo che la scena può essere plausibile!!! Passiamo oltre: la 550 D da due giri alla Leica??? Ma ne avete mai avuta in mano una??? O vi fidate delle "recensioni su internet"??? Inoltre se credete che la pellicola sia sorpassata siete proprio fuori strada: la pellicola ha una latitudine di posa che qualunque sensore si sogna per non parlare della risoluzione (se vogliamo contare i MP considerate che nella pellicola un pixel è grande quanto una molecola d'argento!!!) quindi per favore evitiamo di dire castronerie!!!
    #21 - Scritto il