Netaphors: fotografia e identità nell'era di Google Image

Riflettendo sui confini dell'identità nell'era di Google Image, lasciando interagire ritratti fotografici con i miliardi di immagini presenti nel web

La faticosa e incessante ricerca dell'identità, non ha mai smesso di sottoporsi ai complessi meccanismi e paradossi della società, con il sistema di relazioni, identificazioni e appartenenze in continua mutazione, l'unicità restituita dal riflesso degli altri, l'inganno delle maschere, la trappola delle convenzioni.

Un equilibrio difficile e precario che si riflette nel ritratto artistico, quanto nelle potenzialità della memoria che l'era di Google Image ha reso ancora più vasta e complessa, memorizzando e mettendo in relazione testi e immagini pubblicate in tutto il mondo.

È proprio il tentativo di esplorare le enormi implicazioni pratiche e concettuali dei miliardi di immagini presenti nel web, ad aver spinto Fabrizio Intonti a sperimentare l'interazione creativa tra alcuni suoi ritratti fotografici e i frammenti dell'universo visivo monitorati dal ben noto motore di ricerca.

Il fotografo attento all'inconsueto delle consuetudini e le contaminazioni dei linguaggi, insieme ai soliloqui della folla, i capovolgimenti del mondo e quello che riservano gli Incroci Metropolitani, continua ad esplorare i confini della fotografia e dell'identità con Netaphors e il mosaico di immagini 'visivamente simili', selezionate da Google Image attraverso associazioni e similitudini con il suo ritratto fotografico.

“Con “Netaphors” ho provato a creare delle associazioni visive di volti e cose utilizzando il motore di ricerca Google image. Google non è più solo uno strumento di navigazione ma può essere anche considerato una sorta di archivio universale e collettivo che memorizza, ricorda, e mette in relazione testi e immagini pubblicate in tutto il mondo”

Fabrizio Intonti

Fotomontaggi creativi per metafore visive che, dopo aver ricevuto ben 3 Menzioni d’Onore al Prix de la Photographie de Paris - Px3 2015, saranno presentate il prossimo 8 ottobre all’Università Bicocca di Milano, con la mostra fotografica e il seminario "Uno, nessuno, centomila. L’identità visiva ai tempi di Google", per esplorare le frontiere digitali delle nostre rappresentazioni e dell'immaginario.

Netaphors: metafore visive per una mostra e un seminario

"Per ogni essere umano l’immagine del proprio volto è da sempre l’elemento a cui viene legata in modo primario la propria identità. La nostra immagine primaria rimanda però sempre ad una serie di altre immagini e di volti, di assonanze e somiglianze. Ad esempio, incontrando una persona la prima volta, ci capita di associare il suo volto ad altre persone che le somigliano o che ce la ricordano, cogliendo elementi simili che in modo più o meno consapevole riconduciamo entro un orizzonte visivo a noi noto o facente parte del nostro vissuto.

Come si può reinterpretare questo gioco di rimandi nell’era di Internet, considerando che l’identità di ognuno di noi è sempre più caratterizzata dalle nostre “impronte” visive e digitali, e che uno strabiliante numero di immagini e fotografie pervade il web? E’ questa la domanda su cui si fonda il lavoro dell’artista.

La funzione di ricerca di Google Image permette di sapere in pochi secondi se una data immagine scelta dall’utente è già presente sul web, (rinviando direttamente alle pagine dei siti in cui appare) ma, oltre a questo, mostra anche quali sono le immagini visivamente simili a quella caricata."

Netaphors sarà presentato giovedì 8 ottobre 2015, alle ore 10, presso il Dipartimento dei Sistemi giuridici dell’Università Bicocca di Milano (Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1).

La mostra milanese, curata di Auronda Scalera, sarà arricchita da recenti composizioni realizzate con questa tecnica, utilizzando ritratti fatti a studenti universitari che si sono prestati a questo esperimento visivo.

Alla presentazione del progetto seguirà il seminario “Uno, nessuno, centomila. L’identità visiva ai tempi di Google” e la riflessine sulle frontiere digitali delle nostre rappresentazioni, a cura di Alessandra Donati (docente di Diritto dell’arte) e Andrea Rossetti (docente di Filosofia del diritto), con gli interventi di Marianna Aprile (giornalista), Marco Enrico Giacomelli (direttore di Artribune Magazine), Carlo Gallerati (artista e gallerista), Fabrizio Intonti (fotografo e autore), Gianluca Nicoletti (giornalista).


Aggiornamento del 22 settembre 2015

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A distanza di tempo e sicuramente molta strada percorsa da Fabrizio Intonti e Google, torno a parlare di Netaphors e il neologismo che rielabora e adatta il significato della metafora classica (in greco letteralmente “trasferimento”), come il fotografo fa con le immagini di diversa natura, perché una selezione dei suoi paesaggio interiori ed esteriori, sarà esposta nella galleria romana di Palazzo Velli, con la personale curata da Auronda Scalera e presentata da Visiva.

10 giugno – 19 giugno 2016
Vernissage: venerdì 10 giugno, ore 18.30 (tutti i giorni, ore 11-20)
Palazzo Velli Expo
Piazza di S. Egidio, 10
Roma
Ingresso libero

Foto | Netaphors © Fabrizio Intonti, Courtesy 6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI

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