Eadweard Muybridge: la fotografia dinamica tra scienza e arte

I cavalli sanno volare, la fotografia dinamica di Eadweard Muybridge ha dimostrato anche come, sin dal 1800

"Solo la fotografia ha saputo dividere la vita umana in una serie di attimi, ognuno dei quali ha il valore di una intera esistenza..."

Eadweard Muybridge

Non si finisce mai di imparare dalla fotografia, prezioso strumento di osservazione e documentazione, capace di spingersi ben oltre i limiti della visione, sin da quando muoveva i suoi primi passi e andava al galoppo con gli studi fotografici sul movimento di Eadweard Muybridge (Edward James Muggeridge, Kingston upon Thames, 9 aprile 1830 – 8 maggio 1904).

Studi sicuramente ignorati da chi ancora dubita che i cavalli siano capaci di volare, non da quanti hanno imparato esattamente come lo fanno, attraverso la sequenza di scatti di "The Horse in motion", realizzata da Muybridge negli anni settanta del secolo scorso, fotografando un cavallo lanciato al galoppo, con 24 fotocamere sistemate parallelamente lungo il tracciato, azionate da un filo colpito dagli zoccoli dell’animale (un dispositivo per il quale ottenne un brevetto).

Già noto per le fotografie scattate nella Yosemite Valley californiana (pubblicate con lo pseudonimo di “Helios”), nel 1972 Muybridge venne assunto da Leland Stanford, magnate delle ferrovie e governatore della California che possedeva un cavallo da corsa, per verificare la sua ipotesi sul movimento del cavallo al galoppo.

Mostrando come gli zoccoli si sollevassero dal terreno contemporaneamente, ma non nella posizione comunemente raffigurata da artisti come Jean Louis Théodore Géricault, con l'esperimento, il fotografo inglese emigrato negli States, finì anche per stravolgere e influenzare l'attività di pittori ed artisti sempre più propensi ad affidarsi al mezzo fotografico per riprodurre quello che l'occhio umano confonde, spingendo Edgar Degas ad un'attenta analisi e Paul Valéry ad asserire

«Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo»

Degas Danse Dessin, Paul Valéry, 1938

Se non fosse stato per il tradimento della moglie e il processo dal quale fu assolto dopo averne ucciso l'amante (l'ultimo americano a ricevere il verdetto di omicidio giustificabile), episodio protagonista di "The Photographer" del compositore Philip Glass e del biopic Eadweard di Kyle Rideout, Muybridge forse non avrebbe aspettato molto per portare avanti le ricerche sul movimento della fotografia.

Dopo cavalli, uccelli in volo, animali dello Zoo di Philadelfia, Muybridge utilizzò la tecnica della cronofotografia per studiare il movimento di uomini e donne, con e senza vestiti (veli in molti casi), atletici e deformi, fotografati su uno sfondo provvisto di griglia, mentre correvano, ballavano, salivano scale, si baciavano (baci saffici).

Grazie alla collaborazione con l’Università di Pensylvania, oltre ad avere a disposizione modelli e studenti, nel giugno 1885 Muybridge arriva a scattare fino a 36 immagini alla volta per documentare il movimento da tre angolazioni diverse. Progetta e mette a punto anche lo Zoopraxiscopio, per proiettare in veloce successione le immagini trasferite su un disco di vetro, visibili ad un piccolo pubblico.

Allo strumento simile allo Zoetropio e pioniere del cinema, che ha incantato la World’s Columbian Exposition di Chicago del 1893 e ispirato il Kinetoscopio di Thomas Edison e William Dickson, è dedicato il documentario “Eadweard Muybridge, Zoopraxographer” di Tom Andersen (1973).

Per un secolo storici ed esperti hanno considerato queste fotografie meri studi scientifici del corpo in movimento, mentre analisi più recenti del suo processo di lavoro, mettendo in risalto l'uso di manipolazione e assemblaggio per migliorare le stampe, ne hanno messo in evidenza il lato più artistico.

Una distinzione che non ha impedito a nessuno di considerarle una risorsa importante per lo studio del corpo in movimento e del successivo sviluppo di immagini in movimento, al punto da continuare ad influenzare artisti, fotografi, registi e ricercatori, anche il video realizzato nel 1993 per "Lemon" degli U2.

Dopo volumi e documentari, ad approfondire il contributo artistico e scientifico di Eadweard Muybridge, finito in tribunale anche per difendersi dalle querele di blasfemia e non veridicità scientifica, in merito alla percezione dell’occhio umano nei confronti della fotografia, sta per arrivare per la prima volta in Italia.

La mostra Muybridge Recall, a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio, in equilibrio tra scienza e arte nella Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano, dal 19 maggio al 1 ottobre 2016, oltre a presentare un focus sulla storica produzione di Muybridge, ripropone in chiave contemporanea anche il set che questo usava per gli scatti in piano sequenza.

Il set durante la serata inaugurale si animerà con 3 performance (alle ore 19, 19.30, 20), prodotte in collaborazione con gli studenti del Dipartimento di Arti Visive di NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano e realizzate grazie alla strumentazione tecnica fornita da Canon, nella quale 5 personaggi (2 ragazze, 2 ragazzi e Noce) attraverseranno il ricostruito piano sequenza, generando degli scatti per un’attuale interpretazione “alla Muybridge”. Del percorso di visita faranno parte anche “L’assassino nudo” e un “film stenopeico”, docu-films originali realizzati da Paolo Gioli.

Muybridge Recall
19 maggio - 1 ottobre 2016
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59
Milano

Aggiornamento alla segnalazione del 2 febbraio 2016

La grande mostra italiana dedicata a Eadweard Muybridge, il fotografo che "inventò" il movimento, influenzando Degas, gli artisti del suo tempo e anticipando la nascita del cinema, dopo il successo della "prima" alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano, giunge alla Galleria Credito Siciliano di Acireale, dal 2 dicembre 2016.

Muybridge Recall
2 dicembre 2016 – 19 febbraio 2017
Galleria Credito Siciliano
Piazza Duomo, 12
Acireale

Foto | Muybridge Recall
Via | Studio Esseci

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