Ottiche Panasonic, la recensione del catalogo micro quattro terzi giunto alla sua maturità

Ho messo alla prova quattro ottiche micro quattro terzi di Panasonic sul corpo macchina Panasonic GH4

La maggior parte della gente mi chiede consigli su quale fotocamera acquistare. La mia prima risposta solitamente in questi casi è una domanda: quali ottiche hai? Inutile infatti acquistare la migliore fotocamera sul mercato se poi non gli si abbina una o meglio più ottiche di qualità adeguata.

Anzi, quando si sceglie il marchio di fotocamere su cui investire si dovrebbe guardare non tanto la scheda tecnica dell'ammiraglia quanto numero e tipologie di ottiche disponibili a catalogo. Difatti la maturità di un sistema fotografico si giudica soprattutto dalla disponibilità di ottiche adatte a rispondere ad ogni esigenza fotografica.

Certamente le "baionette storiche", come la Nikon F, partono avvantaggiate, visto che hanno avuto oltre sessant'anni per immettere sul mercato ottiche di ogni tipo e fattura. Risulta quindi apprezzabile come alcune "baionette giovani" abbiano già raggiunto la maturità.

Ne è un esempio il sistema micro quattro terzi di Panasonic, nato nel 2008 e che ad oggi vanta ben 25 ottiche a catalogo, adatte a rispondere alle esigenze più diverse, dalla macro al ritratto. Ho avuto la possibilità di provare quattro di queste ottiche, tra cui una firmata Leica, sul corpo macchina Panasonic GH4.

Procediamo quindi con ordine, prendendo in considerazione un'ottica alla volta.

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LUMIX G 14-140 mm - F3.5-5.6 ASPH. / POWER O.I.S.

Si tratta del classico "tuttofare", ovvero da usare quando si vuole uscire leggeri con un'unica ottica. Coprendo le focali equivalenti da 28 a 280mm si riesce infatti ad affrontare sia generi fotografici come il paesaggio che come la fotografia sportiva. L'apertura massima non è entusiasmante, dato che si tratta di un f/3.5-5.6, ma alla massima lunghezza focale si riesce comunque ad ottenere un interessante stacco dei piani con uno sfuocato piacevole. Alla massima focale risulta preziosa la stabilizzazione ottica, sia in fase di inquadratura che di ripresa. Infine per gli appassionati di riprese video, un ambito dove la Panasonic investe molto, c'è da sottolineare che si tratta di un'ottica "HD", ovvero ottimizzata per evitare rumori indesiderati nell'audio e passaggi fluidi nelle variazioni di diaframma.

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LEICA DG Nocticron 42,5 mm – F1.2 ASPH. / POWER O.I.S.

Wow. Basta prendere in mano quest'ottica per capire che si tratta di un gran bel pezzo di vetro. Il peso si sente, così come la sensazione di solidità dato dal barilotto e dal paraluce in metallo. Quest'ultimo poi impreziosito da un sistema di aggancio più pratico del classico a baionetta e da un rivestimento interno in velluto nero, ulteriore garanzia di assenza di riflessi indesiderati. Si apprezza la ghiera dei diaframmi, con selezione a terzi di stop. Si apprezza anche qui la presenza della stabilizzazione ottica. Ma si apprezza soprattutto la resa, in particolare dello sfuocato, morbido e pastoso. Trattandosi poi di un 85mm equivalente, si tratta quindi della più classica ed ideale ottica da ritratto.

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LUMIX G 25 mm - F1.7

In qualsiasi corredo di ottiche non può mancare la focale "normale", ovvero il 50mm. Il sistema micro quattro terzi di Panasonic non fa eccezione. Anzi, ha in catalogo due 25mm, uno firmato Leica con apertura f/1.4 ed uno più economico con apertura f/1.7, ovvero quello che ho messo alla prova. Esteticamente colpisce per la finitura argento, ideale quindi da abbinarsi ad esempio alla Panasonic GX8 nella versione nera ed argento. Ma soprattutto colpisce la resa, contrastata ed incisiva nelle aree a fuoco, morbida e pastosa, anche se giustamente non ai livelli del Leica Nocticron, nelle aree fuori fuoco.

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LUMIX G macro 30 mm – 2.8 / MEGA O.I.S.

Andare vicino al soggetto. Ancora più vicino. Ops! Ci ho sbattuto contro! Con questo macro si può mettere a fuoco fino a 10cm di distanza dal piano focale, che corrisponde ad un paio di cm dalla lente frontale. Ma trattandosi di un 60mm equivalente si può anche lavorare senza stare troppo vicini, caratteristica preziosa quando si fotografano insetti e non si vuole farli scappare via. L'apertura massima è di f/2.8, ma trattandosi di un macro risulta ancora più interessante l'apertura minima di f/22, che diffrazione a parte risulta importante quando vogliamo aumentare la profondità di campo. Altrettanto importante la stabilizzazione ottica, che però non avendo un interruttore fisico sul barilotto deve essere accesa e spenta dal menù della fotocamera.

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Conclusioni

Quattro ottiche per me possono bastare? Parafrasando la famosa canzone di Battisti la mia risposta è ovviamente sì. Anzi, io farei tranquillamente a meno del 25mm. Mi bastano infatti il tuttofare per quando non voglio perdere tempo con i cambi ottica, il Leica Nocticron per i ritratti più ampi ed il macro per i ritratti stretti. Ma io sono un ritrattista incallito. Però anche il paesaggista oppure chi si dedica allo still life può trovare lo strumento fotografico adatto alle sue esigenze nel catalogo micro quattro terzi di Panasonic. La maturità c'è, senza dubbio. L'unico appunto che mi viene da fare è al focus by wire: onestamente non riesco a trovarmici a mio agio. Una classica scala delle distanze sull'ottica e quindi il fatto di poter preselezionare la distanza di messa a fuoco ancora prima di accendere la fotocamera per me è estremamente comodo in alcune situazioni.

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