Letizia Battaglia - Anthologia

Letizia Battaglia festeggia 80 anni e 40 anni di carriera a Palermo con un anno di manifestazioni, una retrospettiva e il Centro internazionale di Fotografia

"Ho cominciato a scattare sbagliando, poi ho continuato tutta la vita a sbagliare, perché non crediate che essere arrivata a pubblicare dei libri, significhi avere tutti i negativi belli e sistemati: i miei erano dieci sbagliati e poi uno finalmente, forse, buono."

Letizia Battaglia

Forse sono stati gli errori e un temperamento tenace, capace di guardare avanti senza mai smettere di guardarsi dentro e intorno, a rendere il linguaggio fotografico di Letizia Battaglia così vitale e resiliente. Sin dagli inizi, alla soglia degli anni settanta e dei suoi primi quaranta anni, con tre figlie, un matrimonio fallito alle spalle, nella Milano lontana mille miglia dalla sua Sicilia.

La Milano della contestazioni, degli scontri ideologici e politici che guardano germogliare gli anni di piombo, dalle piazze ai salotti, dove 'ancora prima di conoscere, regole, contrasti o controluce', la Battaglia fotografa Pier Paolo Pasolini al Circolo Turati. 32 scatti strappati alla pacata e ferma collera di Pasolini, rivolta ai violenti attacchi al suo “I racconti di Canterbury”, in seguito donati al ricco archivio di immagini pasoliniane del Centro Studi Casarsese, in mostra anche ora.

Avvicinandosi ai soggetti con il grandangolo ed empatia, da Milano alla sua amata e sofferta Palermo, dove è nata e ogni tanto è stata costretta a partire, Letizia Battaglia documenta stragi di mafia e lotte contro la droga, l'opulenza dei nobili e la dignità degli ultimi, tra processioni e riti quotidiani, i diritti dei carcerati e delle donne, funerali di stato e innamorati.

Da freelance, collaborando con "L'Ora" e fondando l'agenzia "Informazione fotografica" insieme al collega e compagno Franco Zecchin, il bianco e nero della Battaglia immortala un universo diviso da dolorose contraddizioni, senza risparmiare bellezza, violenza e fiumi di sangue a nessuno, come la sua Sicilia e Palermo. Quella dei palazzi sontuosi dove Luchino Visconti ha girato Il Gattopardo, dei quartieri ancora devastati dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale, della Costa erosa dal degrado.

“Io ho bisogno di essere vista, magari di essere sputata in faccia… Ho bisogno di essere vista mentre scatto la foto, ho bisogno di essere ‘alla pari’ […] Ma il coraggio non è non avere paura, è averne e continuare a fare quello che stai facendo, come lo fanno i Poliziotti o i Giudici che vivono sotto scorta. Sono arrivate minacce e gesti di violenza anche nei miei confronti e lo sapevo che la lotta era impari, io avevo solo una macchina fotografica […] La morte è sempre stata presente, ma non ci penso. Si deve cercare di essere allegri, anche nella disperazione”.

Letizia Battaglia

Un luogo fisico ed emotivo che nutre etica ed estetica, prendendo parte a un 'Ricevimento aristocratico in giardino con volpe morta' (1987), con il volto de 'la bambina con il pallone al quartiere Cala di Palermo' (1980), la ferocia di un criminale mafioso come Leoluca Bagarella scortato dagli agenti, fotografato mentre la travolge gettandola a terra, la dolorosa visione di Sergio Mattarella che sorregge il corpo del fratello Piersanti ferito a morte da un attentato di Mafia, il volto spezzato di Rosaria Schifani, moglie e vedova di Vito, uno degli Agenti della scorta di Giovanni Falcone, anch’egli compianta e giovanissima vittima dell’attentato di Capaci.

Tra Rosa Parks e Freud, Che Guevara e Gesù Cristo, Falcone e Borsellino, ragazzini determinati e donne coraggiose, negli archivi della Battaglia la Direzione Scientifica Antimafia ha trovato anche la foto di Giulio Andreotti con il mafioso Nino Salvo (1978), usata come una dei principali capi d’accusa nel processo contro l’esponente democristiano.

Giudici più esperti di fotografia, hanno trovato abbastanza nel suo sguardo da renderla la prima donna e fotografa europea vincitrice del prestigioso The W. Eugene Smith Award nel 1985; assegnargli il premio per il fotogiornalismo Dr.-Erich-Salomon-Preis nel 2007; l’Infinity Award: Cornell Capa Award all’International Center of Photography nel 2009, tra i numerosi riconoscimenti internazionali.

Un talento eclettico che non ha mai smesso di immergersi in imprese purificatorie come quelle condivise con il suo recente “Diario” edito da Castelvecchi.

"Ho sognato spesso di bruciare i miei negativi della cronaca degli anni 70, 80 e un po’ dei 90. Per disgusto, forse per disperazione. Per annullare dalla mia vista lo schifo che aveva vissuto Palermo.
Un giorno del 2004 mentre stavo guardando con rabbia e tristezza una grande foto di una madre e tre figli poveri, coricati a letto perennemente per il freddo e per la fame, mi venne come un guizzo. Io queste foto, quelle che girano per il mondo, potevo distruggerle. Cioè potevo farle diventare altro: una vita, un corpo nudo, un sorriso mescolato alla foto di cronaca. Così dal 2004 sono nate le Rielaborazioni. Rielaborando le mie foto di cronaca nera in modo diverso. Ancora oggi le uso come fondali di altre foto, non più protagoniste"

Letizia Battaglia


Con un nome e un cognome che sembravano destinati a infondere gioia e ostinato impegno ad un quarantennio di sguardi, documenti e traguardi, raggiunti dalla fotografa, attiva su più fronti, dalla politica (Consigliere comunale, Assessore e Deputato regionale) alla fondazione la rivista “Mezzocielo” interamente curata da donne e co-fondazione del Centro di documentazione “Giuseppe Impastato”, Letizia Battaglia ha festeggiato i suoi primo 80 anni con un anno di manifestazioni nella sua Palermo amata e sofferta, ma decisa ad esaudire uno dei suoi sogni, realizzando il Centro internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali alla Zisa.

“Con Palermo c’è sempre stato un rapporto di rabbia e di dolcissima disperazione. La sento malata e mi fa arrabbiare. Io vorrei andarmene ma non ci riesco, la amo morbosamente e ho ancora molte cose da fare nella mia città”

Letizia Battaglia, Palermo, febbraio 2016

Il prezioso archivio iconografico della città a cui è legata da un “Amore Amaro” come quello reso protagonista del documentario omonimo di Francesco Raganato. L'archivio che alla sua imminente apertura disporrà subito delle 160 fotografie, chieste e ricevute come regalo di compleanno da colleghi palermitani come Mike Palazzotto, Shobha, Giacomo D’Aguanno, Emanuele Lo Cascio, Mauro D’Agati, Fabio Sgroi, Tano D’Amico, Lia Pasqualino, Melo Minnella, Nino Giaramidaro, José Louis Ledesma, e Margherita Bianca etra i tanti, ma in futuro punta ad arricchirsi di quelle siciliane scattate da illustri colleghi stranieri e italiani, come Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, Leonard Freed o Gabriele Basilico.

Un anno di manifestazioni che il 5 e 6 marzo 2016, contemplano la prima assoluta de «Il Caravaggio rubato», opera prodotta dal Teatro Massimo di Palermo, con musiche di Giovanni Sollima (nella doppia veste di solista al violoncello), testi di Attilio Bolzoni e fotografie della Battaglia, ispirata al celebre furto della Natività di Caravaggio all’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, avvenuto la notte del 17 ottobre del 1969.

A celebrare gli 80 anni della grande fotografa con le molteplici sfumature del suo talento, sarà soprattutto la retrospettiva Letizia Battaglia, Anthologia a cura di Paolo Falcone, con fotografie di grande formato, videointerviste, libri sull’artista e materiale inedito, ospitate nello spazio di archeologia industriale ZAC, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, dall'inaugurazione di sabato 5 marzo 2016, alle ore 18.00, giorno del nuovo compleanno della Battaglia.

“Una mostra antologica che mette in luce i diversi aspetti del lavoro di Letizia Battaglia; concepita come un unicum polifonico dove amore e dolore, sangue e compassione, tragedia e sogno si mescolano in un percorso dal forte impatto emotivo, riflettendo il suo coraggio e la sua grandezza”.

Paolo Falcone

L'intero corpus della mostra, voluta dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, in collaborazione con la Fondazione Sambuca, è raccolto nelle pagine del volume edito da Drago, con un testo introduttivo di Paolo Falcone e interventi di importanti esponenti internazionali del mondo della fotografia, del giornalismo, della cultura, della politica, da Francesca Alfano Miglietti a Franco Zecchin, passando per Dacia Maraini e Wim Wenders.

LETIZIA BATTAGLIA, Anthologia
6 marzo – 8 maggio 2016
ZAC Cantieri Culturali alla Zisa
via Paolo Gili 4
Palermo

martedì-domenica, ore 9.30-18.30
lunedì chiuso
ingresso libero

Foto | Letizia Battaglia - Anthologia
Via | Ludovica Solari


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