Olympus PEN-F, la recensione della mirrorless micro quattro terzi sia bellezza che bestia

Ho messo alla prova la mirrorless micro quattro terzi Olympus PEN-F, disegnata riproponendo le linee della storica Olympus PEN F del 1963

Presentare una nuova fotocamera con la frase "This beauty is a beast", ovvero letteralmente "Questa bellezza è una bestia", lascia ben intendere che i progettisti hanno tenuto in considerazione principalmente due aspetti: estetica e prestazioni. Questo slogan è poi riportato sulla confezione, come potete ben vedere dalla foto che ho pubblicato su Instagram appena è arrivata sulla mia scrivania.

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Una foto pubblicata da Gianluca Bocci (@gianluca.bocci) in data:


Parlo ovviamente della confezione della Olympus PEN-F, la nuova mirrorless micro quattro terzi con sensore da 20 Megapixel, costruita per richiamare le forme della storica Olympus PEN F del 1963. Se si tiene poi chiuso il touch screen da 3" completamente orientabile, allora si ha davvero l'illusione di tenere in mano una fotocamera a pellicola.

Ma ovviamente la tecnologia è quella del 2016, e troviamo funzioni come la stabilizzazione a livello di sensore su cinque assi e la possibilità del multiscatto per portare la risoluzione fino a 50 Megapixel. Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

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Prime impressioni

Bella è bella. Impossibile negarlo. Infatti questa volta nella mia videorecensione troverete anche il cosiddetto "unboxing": ho voluto mostrarvi l'effetto che fa tirare la Olympus PEN-F fuori dalla sua scenografica confezione. Presa in mano l'impressione resta sempre molto positiva. Si impugna molto bene, anche grazie al rivestimento in stile "vulcanite" che ricorda le fotocamere di 50/60 anni fa. Infatti ho voluto fotografarla accanto alla Closter Princess del 1951 ed i richiami stilistici sono evidenti.


Al di là dell'estetica l'ergonomia è davvero ben progettata. Ho molto apprezzato dettagli come lo sportello per batteria e scheda di memoria che resta accessibile anche con la piastra per cavalletto agganciata, oppure la regolazione diottrica del mirino messo in una posizione dove è difficile arrivare quando si inserisce e si estrae la fotocamera dallo zaino.

A proposito del mirino c'è da dire che è piacevole da usare anche per me che indosso gli occhiali ed ho un naso abbastanza importante. Altrettanto piacevoli da usare le tante ghiere, in particolare quella della modalità esposimetrica, dotata di blocco di sicurezza, e quella della compensazione dell'esposizione, dura al punto giusto.

Finalmente poi troviamo un'ottica con una messa a fuoco manuale meccanica, con tanto di scala delle distanze che consente di fotografare facilmente in iperfocale. Parlo del M.ZUIKO DIGITAL 17 mm 1:1.8 fornito in kit insieme alla fotocamera, che ho anche apprezzato per la buona resa e per lo stacco dei piani. Peccato solo per la nitidezza non molto elevata, in particolare ai bordi: potete vederla sul peluche che utilizzo negli scatti di prova.

Questo è stato l'unico aspetto che non mi ha convinto del tutto, insieme al touch screen che rimane limitato solo alle funzioni di messa a fuoco e scatto oltre ovviamente a quelle di riproduzione: se invece vogliamo impostare la fotocamera allora il dobbiamo usare obbligatoriamente ghiere e pulsanti. Ultimo dettaglio, invece positivo: il piccolo flash fornito di serie ha la testa completamente snodabile, una caratteristica davvero unica.

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Qualità immagine

La Olympus PEN-F restituisce dei file JPG già perfetti per la stampa e quindi ancor di più per la pubblicazione online. Purtroppo non è ancora compatibile con Adobe Camera Raw, quindi non posso ancora esprimere un giudizio sulle differenze tra JPG e RAW.

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Sul fronte delle sensibilità i file sono fondamentalmente ottimi dagli 80 ISO, indicati come "LOW", fino agli 800 ISO. Già dai 1600 ISO si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine. I files restano comunque perfettamente utilizzabili fino ai 6400 ISO. Infatti solo le sensibilità più estreme, ovvero 12800 e 25600 ISO, sono da utilizzarsi solo in caso di emergenza, dato che oltre alla perdita del dettaglio si perde anche la coerenza cromatica.

Infine una menzione speciale per la funzione di multiscatto. Se si ha la possibilità di lavorare su cavalletto e con soggetti statici l'aumento di risoluzione così come di dettaglio è più che evidente.

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Conclusioni

Per voi la fotocamera è uno strumento oppure un oggetto da esibire? In entrambi i casi la nuova Olympus PEN-F si propone come molto efficace, dato che ad un'estetica fascinosa abbina prestazioni di tutto rispetto. Infatti fotografare con questa mirrorless è un piacere. Messa a fuoco, esposizione, bilanciamento del bianco: tutto funziona come deve. Unica piccola delusione la nitidezza dell'ottica in prova, ma forse è un difetto isolato. Inoltre il sistema micro quattro terzi è uno dei più ricchi di ottiche tra cui scegliere, quindi trovare di meglio è davvero una passeggiata.

Piace:
- qualità immagine
- ottima ergonomia
- design che ricorda le fotocamere analogiche di 50/60 anni fa
- flash di serie con la testa completamente orientabile

Non piace:
- touch screen dall'utilizzo limitato
- scarsa nitidezza dell'ottica in kit

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