Parliamo con Francesco Gasperini della petizione per salvare la pellicola istantanea Fujifilm FP-100C

Ho intervistato Francesco Gasperini, il promotore della petizione per salvare la pellicola istantanea Fujifilm FP-100C

Le cosiddette fotocamere vintage sono una splendida passione. Spendendo relativamente poco è possibile acquistare su eBay un gioiello come la Polaroid Automatic Land 250 del 1967 con cui realizzare delle fotografie istantanee.

Fotografie istantanee tutt'oggi ottime, data la diffusione della Fujifilm FP-100C, una "pellicola a strappo" che restituisce delle splendide stampine a colori delle dimensioni di 73x95mm insieme a dei negativi che possono essere facilmente ricavati con l'aiuto della candeggina.

Purtroppo tutto questo sta per finire, dato che è stata comunicata la fine della produzione della Fujifilm FP-100C, oltretutto proprio l'ultima pellicola di questo formato in produzione. Quindi migliaia di fotocamere da buttare tra qualche anno in soffitta o da relegare a pura esposizione?

Forse prima di arrivare alle conclusioni tragiche è meglio provare a cambiare qualcosa. Fa piacere vedere poi che un'iniziativa in questo senso parte dall'Italia, per la precisione da Francesco Gasperini che ha lanciato una petizione su Change.org che ha già raccolto quasi 20.000 firme.

Il mio ovvio invito è firmate anche voi questa petizione. Nell'attesa di vedere cosa potrà cambiare ho fatto qualche domanda proprio a Francesco Gasperini.


Come ti è venuta in mente di avviare la raccolta firme?
Quella sera rientrai tardi e lessi su Facebook la notizia Fujifilm Japan aveva deciso di chiudere con le FP100C. Fui scosso da quella notizia, la FP100C era L'ULTIMA pellicola a distacco rimasta, chiudere quella significava pensionare migliaia e miglia di macchine fotografiche fantastiche. Volevo provare a far qualcosa. L'idea di Change.org mi venne perché proprio in quei giorni (guarda il caso) avevo firmato alcune iniziative e credevo che quello fosse il modo più veloce per compattare appassionati da tutto il mondo. Quindi ho pensato alla raccolta firme in quanto volevo, attraverso i social media, creare un gruppo di persone (poi diventato vastissimo) che parlassero di questa cosa. Volevo, nell'utopia di riuscirci, risollevare l'interesse per questa pellicola.
Chiaramente non immaginavo che così tante persone si sarebbero interessato a questa cosa. Ad esser sincero mi aspettavo solo qualche migliaio di adesione e credevo che 5mila sarebbero già state un successo. Quello che è successo dopo è assolutamente incredibile.

Che effetto ti fa vedere quasi 20.000 firme?
Beh, 20mila nomi fanno davvero impressione. Me ne sono reso davvero conto solo quando Florian Kaps, colui che salvò l'ultimo stabilimento Polaroid nel 2008 e co-fondatore di Impossible Project, mi ha chiesto l'elenco con tutte le firme. Lui si trovava già a Tokyo per incontrare la Fujifilm ed io scaricai ed inviai a lui la lista delle firme da Change.org. Ti assicuro che vedere 350 pagine piene zeppe di nomi (in quel momento eravamo a 15.500 firme) è davvero incredibile. Mentre preparavo la mail con l'allegato spostai lo sguardo dal pc, lì vicino avevo una risma di fogli da fotocopiatrice e vidi che la confezione ne conteneva 500. Kaps mi aveva detto che avrebbe stampato tutto. Subito mi immaginai il momento in cui lui avrebbe messo sul tavolo quell'enorme pacco da 350 fogli!

Pensi che la Fujifilm cambierà idea vedendo il risultato di questa petizione?
n questo periodo ne abbiamo sentite tante, troppe sul destino di questa situazione. La petizione è sicuramente un successo ma convincere un colosso come Fujifilm a ripensarci è davvero un'impresa impossibile. Un'ottima cosa sarebbe se Fujifilm quantomeno si rendesse disponibile a vendere le linee produttive di questa pellicola a imprenditori interessati. Al momento non ci sono state né risposte positive né risposte negative. Semplicemente non hanno risposto a nulla. Io stesso ho contattato Fujifilm Italia senza nessun successo. 20mila persone che si dimostrano davvero interessate ad un prodotto sono un numero considerevole ma per i volumi produttivi di un'azienda come Fujifilm sono noccioline. L'obiettivo della petizione è diventato: "cercare di generare una proposta alternativa e seria a Fujifilm". Loro non torneranno sui loro passi, credo. L'unica cosa che dobbiamo cercare di fare è impedire lo smantellamento e la distruzione delle linee produttive. Solo così avremo la possibilità di non veder sparire questo formato fotografico.

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