Gianni Berengo Gardin - Vera fotografia

Viaggio sinuoso in mezzo secolo di fisionomia e trasformazioni d'Italia/Europa con i reportage di Gianni Berengo Gardin

Qualunque cosa sia per voi la Vera fotografia, quella che contrassegna in verde il retro di ogni stampa fotografica di Gianni Berengo Gardin, è garanzia della visione acuta e profonda, analogica e lontana da elaborate manipolazioni, con la quale documenta da oltre un cinquantennio fisionomia e trasformazioni d'Italia e del mondo in generale.

Una scelta precisa e ponderata per il grande fotografo, deciso a non assecondare l'avanzare dei tempi e della tecnologia, continuando a usare le mille sfumature del bianco e nero e le potenzialità analogiche di Leica, Contax, Nikon, Hasselblad, per documentare poetica e contraddizioni del quotidiano, del paesaggio o di un volto.

Una scelta che ha suggerito il titolo alla mostra curata da Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, per attraversare l'ultimo cinquantennio del nostro Paese con lo sguardo di Gianni Berengo Gardin, attento alle sfumature di esistenza e resistenza, rivolta ed emancipazione.

Circa 250 fotografie, quasi tutte stampe vintage, datate tra il 1954 e il 2015, per un viaggio che attraversa gli spazi del Palazzo delle Esposizioni di Roma, trasformati in sezioni temporali dei suoi reportage, dalle prime immagini di Venezia degli anni Cinquanta fino alle più recenti che la attraversano con le Grandi Navi.

Il modo ideale di attraversare il tempo, l'Italia, l'Europa e la sua umanità, con il fotografo che lo ha esplorato e fotografato in lungo e in largo per il Touring Club Italiano e l’Istituto Geografico De Agostini di Novara, ha realizzando reportage e monografie per aziende come Olivetti, Fiat e Italsider, documentato la realizzazione dei progetti architettonici con Renzo Piano e i manicomi italiani con Carla Cerati per Franco Basaglia.

"Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo".

Gianni Berengo Gardin

Gianni Berengo Gardin: dal 1954 ad oggi

Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, Gianni Berengo Gardin inizia a occuparsi di fotografia nel 1954.
Dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi, nel 1965 si stabilisce a Milano cominciando la carriera professionale: fotografia di reportage, d’indagine sociale, documentazione di architettura, descrizione ambientale.
Ha collaborato con le principali testate italiane ed estere, ma si è dedicato soprattutto alla realizzazione di libri, con oltre 250 volumi fotografici all’attivo. Le sue prime foto sono state pubblicate nel 1954 sul settimanale Il Mondo diretto da Mario Pannunzio, con cui ha collaborato fino al 1965.
Dal 1966 al 1983 ha collaborato con il Touring Club Italiano, realizzando un’ampia serie di volumi sull’Italia e sui Paesi europei, e per l’Istituto Geografico De Agostini di Novara. Ha lavorato assiduamente con l’industria (Olivetti, Alfa Romeo, Fiat, IBM, Italsider, ecc.) realizzando reportage e monografie aziendali. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentato le fasi di realizzazione dei progetti architettonici.
Nel 1981 vince il Premio Scanno per il libro India dei villaggi (Veniano, 1980).
Nel 1990 è invitato d’onore al Mois de la Photo di Parigi dove vince il Prix Brassaï.
Nel 1995 è la volta del Leica Oskar Barnack ai Rencontres de la Photographie di Arles con il volume La disperata allegria.
Vivere da zingari a Firenze. Nel 1998 si aggiudica il premio Oscar Goldoni con Zingari a Palermo.
Nel 2005 vince il premio Città di Trieste per il reportage.
Nel 2007 riceve il premio Werner Bischof.
Nel 2008 è la volta del prestigioso Lucie Award, New York, vinto in precedenza da Henri Cartier-Bresson, Gordon Parks, William Klein, Willy Ronis, Elliott Erwitt.
Nel 2009 gli viene conferita la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte presso l’Università di Milano.
Nel 2012 la città di Milano gli assegna l’Ambrogino d’Oro.
Nel 2015, a Roma, gli è stato conferito il titolo di Architetto Onorario dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
Ha tenuto oltre 300 mostre personali in Italia e all’estero, tra cui le antologiche ad Arles nel 1987, a Milano nel 1990, a Losanna nel 1991, a Parigi nel 1990 e nel 1997, alla Leica Gallery di New York nel 1999. Tra le ultime, alla Städtische Galerie di Iserlohn nel 2000, al Museo Civico di Padova e al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2001, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, alla Fondazione Forma per la Fotografia nel 2005, alla Casa dei Tre Oci di Venezia nel 2012 e a Palazzo Reale a Milano nel 2013.
Ha inoltre esposto alla Photokina di Colonia, all’Expo di Montreal, alla Biennale di Venezia; ha partecipato alla mostra “The Italian Metamorphosis, 1943-1968” al Guggenheim Museum di New York nel 1994. Le sue immagini fanno parte delle collezioni di molti musei e fondazioni, tra cui la Calcografia Nazionale di Roma, il Museum of Modern Art di New York, la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, la Maison Européenne de la Photographie, la Collection Photo FNAC di Parigi e il Musée de l’Elysée di Losanna.
Nel 1972 la rivista Modern Photography lo ha inserito tra i “32 World’s Top Photographers”.
Nel 1975 Cecil Beaton lo ha citato nel libro The Magic Image. The Genius of Photography from 1839 to the Present Day.
Nel 1975 Bill Brandt lo ha selezionato per la mostra “Twentieth Century Landscape Photographs” al Victoria and Albert Museum di Londra.
Ernst H. Gombrich lo ha citato come unico fotografo nel libro The Image and the Eye (Oxford, 1982).
È presente tra gli ottanta fotografi scelti da Cartier-Bresson, nel 2003, per la mostra “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”.
Nel 2013 la Leica Wetzlar lo ha invitato a esporre alla mostra “Eyes Wide Open! One Hundred Years of Leica Photography”.
Nel 2014 e nel 2015, con il Fondo Ambiente Italiano, ha esposto a Milano (Villa Necchi) e a Venezia (Negozio Olivetti) le sue immagini sulle grandi navi a Venezia.
L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano e Contrasto.

Un viaggio con la fotografia di reportage, d’indagine sociale, documentazione di architettura e descrizione ambientale che ha reso celebre e stimato Gianni Berengo Gardin, arricchito da una selezione degli oltre 250 volumi pubblicati nel corso della sua carriera.

Ad affiancare 24 immagini stampate in grande formato per la mostra e raccolte nel volume edito da contrasto che la accompagna, anche il commento di colleghi, intellettuali e artisti come Salgado che ha scelto la foto della famigliola operaia nella Parigi anni Cinquanta, mentre l'architetto Renzo Piano ha scelto la bellezza di un edificio in costruzione, il regista Marco Bellocchio l’orrore dei manicomi italiani, mentre il sociologo Domenico De Masi vede una versione contemporanea del Quarto stato di Pellizza nella foto con gli operai di spalle diretti in fabbrica.

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Gianni Berengo Gardin Vera fotografia. Reportage, immagini, incontri

Le sezioni della mostra attraversano: Venezia, Milano, Il mondo del lavoro, Manicomi, Zingari, La protesta, Il racconto dell’Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo, Dai paesaggi alle Grandi Navi.

In occasione della mostra, il Laboratorio d’arte propone SPOT! 20 minuti, un’opera. Lettura guidata per approfondire la storia di tre grandi fotografie e imparare a conoscere la ricerca e il lavoro che stanno all'origine di ciò che vediamo. L'evento sarà condotto dalle curatrici della mostra, Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, mercoledì 22 giugno e 13 luglio, alle ore 18.30.

La mostra, promossa da Roma Capitale, è prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia che rappresentano il fotografo.

Orari
domenica, martedì, mercoledì e giovedì, ore 10.00-20.00
venerdì e sabato, ore 10.00-22.30
lunedì chiuso

Biglietto
intero € 12,50; ridotto € 10.00,
valido per tutte le mostre del Palazzo

Informazioni e prenotazioni
singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500;

Catalogo: Contrasto

19 maggio-28 agosto 2016
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale, 194
Roma


Aggiornamento della segnalazione del 18 maggio 2016

Il viaggio del progetto espositivo ed editoriale che attraversa la carriera di Gianni Berengo Gardin continua anche nel 2017, raggiungendo il CAOS - Centro Arti Opificio Siri di Terni con 'Vera fotografia con testi d’autore'.

Il progetto espositivo di Contrasto, prodotto da Civita Mostre e promosso dal Comune di Terni in collaborazione con Indisciplinarte, sarà anche arricchito da diverse proposte didattiche di approfondimento che troverete presto online (non appena il sito torna online).

Gianni Berengo Gardin
Vera fotografia con testi d’autore

19 gennaio – 30 aprile 2017
CAOS (Centro Arti Opificio Siri)
Viale Luigi Campofregoso, 98
Terni

Foto | Gianni Berengo Gardin Vera fotografia. Reportage, immagini, incontri © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia, Contrasto

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