Deserto rosa. Luigi Ghirri

La rappresentazione del paesaggio della fotografia di Luigi Ghirri, riecheggia nel progetto estremo diventato film con Deserto rosa

Le Esplorazioni lungo la via Emilia della XI edizione di Fotografia Europea, ripartite dalla storica mostra curata da Luigi Ghirri nel 1986, esposta di nuovo ai Chiostri di San Pietro fino al 10 luglio, hanno riacceso interesse e riflessioni sulla rappresentazione del paesaggio contemporaneo, debitore delle intuizioni ed esplorazioni intraprese dal maestro modenese e i suoi compagni di viaggio.

"La realtà in larga misura si va trasformando sempre più in una colossale fotografia e il fotomontaggio è già avvenuto: è nel mondo reale"

Luigi Ghirri

Esplorazioni fotografiche di quello che conosciamo, dato spesso per scontato, arricchite da quello che appare completamente nuovo, anche solo perché lo guardiamo in modo diverso, propedeutiche al Viaggio in Italia del 1984 e tutto quello che ha preceduto il progetto più estremo, rimasto irrealizzato dalla prematura scomparsa del fotografo quarantanovenne.

Il sogno di acquistare un casolare nei pressi della sua casa di Roncocesi, in provincia di Reggio Emilia, per farne una "casa delle stagioni" e dimensione espositiva ideale ad accogliere mostre legate allo scorrere delle stagioni, rafforzando il legame tra tempo naturale, tempo dell'uomo e tempo dell’arte.

Un punto di osservazione ideale che Elisabetta Sgarbi ha trasformato in film con “Deserto Rosa/Luigi Ghirri” e l'occhio che si sporge oltre la finestra della sua casa di Roncocesi, per tornare a visitare i paesaggi di 18 scatti, accompagnato dalla musica originale di Franco Battiato, la fotografia Daniele Baldacci, la sceneggiatura di Aleksandr Sokurov e la voce narrante di Toni Servillo.

«GHIRRI trasformava il paesaggio in foto, io trasformo le sue foto in paesaggi»

Elisabetta Sgarbi

Il progetto del film, nato da una collaborazione fra Elisabetta Sgarbi, la Regione Emilia Romagna e Paola Borgonzoni Ghirri, con un titolo che cita "Deserto rosso" di Antonioni, come variante di colore più tenue che domina nelle foto dell'autore reggiano, ingrandisce gli scatti di Ghirri fin quasi a farli diventare paesaggi, messi sullo sfondo e poi ripresi attraverso una finestra usata come inquadratura, chiedendo al importanti artisti italiani di varie discipline di reinventare il mondo visivo e metafisico di Ghirri.

I paesaggi fotografici prendono vita, svuotati dalla presenza umana che riecheggia come quella dell'autore, fatta eccezione per le sequenze girate nel corso di due settimane nell'estate 2008, con i testi di Sokurov recitati da Andrea Renzi e Sabrina Colle, mentre i titoli di testa si arricchiscono di altri testi più didascalici, scritti da Antonio Scurati, Paola Borgonzoni Ghirri, Enrico Ghezzi, Diego Marani, Vittorio Sgarbi e lo stesso Luigi Ghirri.

Questo viaggio nel paesaggio della fotografia Ghirriana, diretto e prodotto da Elisabetta Sgarbi con la sua Betty Wrong e Rai Cinema, è stato presentato nella sezione "Orizzonti Eventi" come evento speciale della 66a Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, della quinta edizione di Fotografia Europea e della terza Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia, ma resta disponibile solo in dvd, quando non viene ripresentato in occasioni speciali e serate d'autore.

La prossima all'orizzonte sarà il Festival di Fotografia Contemporanea Dieci x Dieci, tenuto nel chiostro, le stanze e il cortile dell'ex Convento di S. Maria a Gonzaga, il 24, 25 e 26 giugno 2016, con la sua riflessione CONTRONATURA, puntata sui diversi aspetti della convivenza tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. La proiezione del film “Il Deserto Rosa / Luigi Ghirri”, è prevista sabato 25 giugno 2016, alle alle ore 21,30.

Se conoscete altre occasioni pubbliche di rivedere il film su grande schermo (va bene anche di dimensioni più raccolte ovviamente), siete invitati a condividerle nello spazio dei commenti.

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