Panasonic Lumix DMC-GX80, la recensione della mirrorless che ti aiuta a mettere a fuoco

Ho messo alla prova la Panasonic Lumix DMC-GX80, una mirrorless micro quattro terzi che sfrutta la ripresa 4K per fotografare su più piani di messa a fuoco

Sorella maggiore e sorella minore. Nel mercato della fotografia è un classico: non appena esce il nuovo modello di punta, subito dopo si presenta un modello ridotto. Qualche centimetro in meno, qualche funzione in meno e quindi anche un prezzo meno impegnativo.

Ma qualche volta la sorella minore si difende comunque molto bene. Prendiamo ad esempio la Panasonic Lumix DMC-GX80, per l'appunto la sorella minore della Panasonic Lumix DMC-GX8. Grazie al fatto di essere più giovane di circa nove mesi, si presenta infatti con un otturatore ed una stabilizzazione migliore della sorella maggiore.

La stabilizzazione in particolare sfrutta un funzionamento combinato di quella a livello di ottica e quella a livello di sensore, ovvero il sistema Dual IS, per poter fotografare con tempi di 4.5 stop inferiori a quelli di sicurezza.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

La Panasonic Lumix DMC-GX80 è piccola e compatta, anche grazie allo zoom collassabile. Peccato che il meccanismo manuale di estensione dello zoom non funzioni anche come accensione delle fotocamera. Anzi, la fotocamera non si accende del tutto finché non estendiamo lo zoom. Mentre la fotocamera non si spegne se dimentichiamo aperto il flash integrato. Un ottimo flash tra l'altro, visto che grazie al meccanismo dello snodo può essere anche utilizzato per illuminazioni di rimbalzo. Sorvolando le particolari scelte di accensione e spegnimento, la fotocamera risulta comunque anche abbastanza pesante, trasmettendo una bella sensazione di solidità. Ci sono tante ghiere e pulsanti a disposizione. Io apprezzo in particolare le ghiere a portata di indice e pollice, preziose quando si utilizza l'esposizione manuale. Ci sono poi tanti tasti personalizzabili, a cui si aggiungono quelli virtuali sul comodo touch screen. Lo schermo è inoltre orientabile, ma purtroppo solo verticalmente ed in modo limitato. Se vogliamo farci dei selfie dobbiamo quindi sfruttare il controllo remoto da smartphone tramite il Wi-Fi integrato. Ottimo infine il mirino, non orientabile verso l'alto come per la sorella maggiore, ma onestamente è una funzionalità di cui non si avverte minimamente la mancanza. In fase di scatto ho trovato autofocus, esposimetro e bilanciamento del bianco sempre veloci e precisi. Ho anche apprezzato la funzione Post Focus: in pratica sfrutta la ripresa 4K per realizzare delle veloci raffiche su più piani di messa a fuoco. Utile per essere sicuri di non sbagliare la messa a fuoco, meno utile in quanto per soggetti animati si rischia di avere a fuoco sul posto sbagliato nell'istante che ci interessa. Guardate il video in apertura per capire meglio il suo funzionamento.

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Qualità immagine

I files JPG prodotti dalla Panasonic GX80 sono ottimi sia per il web che per la stampa. Le differenze rispetto al formato RAW sono innanzitutto relativi a saturazione e contrasto. Si nota però in modo evidente come la riduzione rumore sia presente anche alla minima sensibilità di 200 ISO: se si cerca il massimo dettaglio è quindi d'obbligo usare il formato RAW. Il dettaglio risulta comunque sufficiente dai 200 ai 1600 ISO. Salendo a 3200 e 6400 ISO il dettaglio si riduce visibilmente ma abbiamo ancora scatti utilizzabili. Alle massime sensibilità di 12800 e 25600 ISO compare invece anche una grana molto evidente e si perde la coerenza cromatica, relegando il loro utilizzo a delle vere e proprie emergenze.

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Conclusioni

Minore non vuol dire necessariamente peggiore. Ovviamente le cosiddette ammiraglie forniscono le migliori prestazioni, nonché hanno caratteristiche preziose per il professionista come la tropicalizzazione. Ma anche le sorelle minori come la Panasonic Lumix DMC-GX80 hanno i numeri per difendersi bene. Anzi, come ho già detto in apertura, il fatto di avere mesi di sviluppo in più gli permette di avere in alcuni ambiti prestazioni anche migliori.

Piace:
- corpo macchina compatto ed al tempo stesso solido
- ergonomia di tasti e ghiere
- ottimo mirino
- qualità immagine nel formato RAW
- post focus non efficace come una fotografia plenottica ma utile per avere la certezza della messa a fuoco

Non piace:
- meccanismo di estensione dello zoom che non funziona come accensione e spegnimento
- touch screen non completamente orientabile
- riduzione rumore presente fin da 200 ISO

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