Matteo Di Giovanni on the road con Reaching the Cape

On the road con il viaggio di rinascita di Matteo Di Giovanni e nuove prospettive su fotografia e disabilità

Ogni viaggio on the road mette alla prova le prospettive che abbiamo di noi stessi e del mondo. Reaching the Cape, si è spinto un po' oltre, rappresentando una vera sfida e occasione di rinascita per Matteo Di Giovanni, reduce da un incidente in Bosnia Erzegovina che lo quasi privato delle vita e lasciato senza una gamba.

Dopo aver realizzato il reportage fotografico per concludere il Master in Fotogiornalismo presso la University of Westminster di Londra e un lavoro per un'organizzazione non governativa tedesca, un incidente stradale nell'estate 2011 ha lasciato Di Giovanni in coma per mesi, seguito da una lunga degenza in un ospedale di Milano, diverse operazioni e l’amputazione transfemorale di una gamba (per un racconto diretto consiglio i video a seguire).

Ricominciando pian piano a vivere e fotografare, a dispetto della disabilità, dell’impatto traumatico con il quotidiano e la gente scoraggiante, nella Milano dove si è ormai trasferito, il fotogiornalista 35enne ha iniziato anche a ragionare su un modo per raccontare la sua storia e, dopo l'incontro con Giulia Zorzi e Flavio Franzoni della libreria/galleria Micamera, sul progetto on the road Reaching the Cape, finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter e sostenuto dalla storica New Old Camera fondata da Ryuichi Watanabe. 

“La fotografia è un mezzo potente. E proprio dalla fotografia voglio ripartire per raccontare questa fantastica storia. Andare a Capo Nord e tornare. E documentare tutto per dimostrare semplicemente che la vita va avanti e che le passioni ti danno la forza per non demordere."

Matteo Di Giovanni 

Una foto pubblicata da Reaching the Cape (@reachingthecape) in data:


Il lungo viaggio on the road dall’Italia a Capo Nord e ritorno, documentato con l’amico fotografo e videomaker Lucas Pernin, oltre a testare le biotecnologie che gli hanno concesso nuove prospettiva sulla disabilità con una protesi estremamente innovativa, ha consentito a Matteo di cambiare anche ottica sulla sua professione.

Assecondando la scelta estetica della fotografia analogia, quella terapeutica della camera oscura, il gusto dell'attesa offerto dalla lentezza imposta dal suo corpo e forse la stessa determinazione che ha reso Josef Sudek un grande fotografo, nonostante la mancanza di un braccio, Matteo Di Giovanni ha intrapreso un viaggio di rinascita e riappropriazione del suo corpo, insieme a quello della macchina fotografica.

Il prossimo 29 giugno, alle ore 19.00, Matteo Di Giovanni sarà da Micamera, responsabile della direzione artistica di Reaching the Cape, per incontrare i sostenitori del viaggio on the road e consegnare loro le prime stampe e gli altri reward della campagna.

Contemporaneamente si potranno acquistare a prezzo speciale anche le stampe di una prima selezione di fotografie realizzate durante il viaggio, sostenendo così il progetto fino in fondo, con la realizzazione di un libro e una mostra.

La serata è presentata da New Old Camera insieme a Micamera, Conservatorio della Fotografia e Officine Fahrenheit, ma tra gli altri partner del progetto compaiono anche Freedom Innovations, M.T.O., Film Ferrania, ALPA of Switzerland e Punto Foto Group, mentre la direzione tecnica è stata curata dal Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (BO) che ha realizzato l'innovativo dispositivo protesico che ha permesso a Matteo Di Giovanni di intraprendere il viaggio.

Nonostante questa prima prova, superata con coraggio e determinazione, il viaggio che aspetta Matteo Di Giovanni è appena cominciato, ma chi ha intenzione di accompagnarlo, oltre a sostenere il suo progetto, più approfittare dei social network per tenersi informato.

Foto | Reaching the Cape di Matteo Di Giovanni

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