Paesaggi d’aria: viaggio nel territorio con Luigi Ghirri, Yona Friedman/Jean-Baptiste Decavèle

Un viaggio sentimentale nel territorio quasi metafisico fotografato da Luigi Ghirri, in dialogo con quello del museo a cielo aperto realizzato da due architetti altrettanto visionari

«La fotografia non è pura duplicazione o un cronometro dell'occhio che ferma il mondo fisico, ma è un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un'infinità di mondi immaginari».

Luigi Ghirri

Paesaggi reali, da riscoprire attraverso emozioni, intuizioni, analogie e cortocircuiti della mente più creativa e visionaria, al pari di quella che ha spinto un pioniere e raffinato sperimentatore come Luigi Ghirri, a seguire "Il profilo delle nuvole" fotografando la pianura padana lambita dal fiume Po, fino al mare, attraverso Veneto, Emilia e Lombardia.

Visioni inconsuete di un paesaggio quasi metafisico, pronto a cambiare sotto i nostri occhi, trasfigurato da umori, pensieri e desideri, come accade alle forma mutevole delle nuvole, ogni volta che volgiamo lo sguardo al cielo sopra di noi.

Lo stesso progetto fotografico, raccolto nelle pagine di un libro ormai introvabile (quanto meno a prezzi non elevati), pubblicato per la prima volta nel 1989 da Feltrinelli e corredato dal contributo narrativo dell'amico e scrittore Gianni Celati, torna protagonista di analisi, riflessioni e progetti, grazie al neonato Fondo Ghirri, istituito alla Fondazione Querini Stampalia e la donazione, in comodato d'uso, di una serie di scatti conservati dal collezionista Roberto Lombardi: 31 fotografie, gran parte delle quali appartenenti alla serie Il profilo delle nuvole.

Un interessante programma di ricerca, inaugurato dal dialogo tra fotografia, architettura e territorio italiano con Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman / Jean-Baptiste Decavèle, lungo il percorso comune, ricco di stimoli e sperimentazione, seguito all'incontro tra gli scatti di Luigi Ghirri con l'architettura altrettanto libera di dialogare con il paesaggio del Vigne Museum, sorto nel 2014 tra i vigneti friulani del centenario Livio Felluga dal genio visionario di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle.

Il confronto avviene attraverso il documentario Livio Felluga 100 (2014), realizzato dal fotogiornalista e documentarista Luigi Vitale, per raccontare nascita e costruzione dell'opera d'arte architottina, 'regalata' dai figli a Felluga padre per celebrare 100 anni di amore dell'uomo per il paesaggio rurale che ha saputo arricchire, ricambiato dai suoi frutti più inebrianti, al pari dell'intervento degli artisti e del progetto sovversivo che scardina l'idea di paesaggio tradizionale.

Ghirri cerca un punto di equilibrio tra il paesaggio esterno e quello intimo personale. I due architetti lo delineano nella creazione di un museo aperto, senza pareti. Tutti scardinano una percezione strutturata di opere e luoghi attraverso la cornice, la teca, il piedistallo e l’architettura, sovvertendo la distinzione tra l’oggetto e il suo contenitore, l’edificio e l’ambiente.

Il volume Paesaggi d'aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman/Jean-Baptiste Decavèle, a cura di Chiara Bertola (Corraini Edizioni), da sbirciare nella gallery di apertura, accompagna l’omonima mostra (nel video a seguire), tenutasi presso i locali della fondazione Querini Stampalia di Venezia, insieme alla sintesi di questo entusiasmante viaggio nel territorio con il progetto che sovverte la concezione tradizionale del paesaggio.

Via | Paesaggi d'aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman/Jean-Baptiste Decavèle, Courtesy Fondazione Querini Stampalia

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