Koudelka - Shooting Holy Land

Gilad Baram filma Josef Koudelka al lavoro e il suo solitario processo creativo durante il suo viaggio in Terra Santa

In viaggio con Josef Koudelka, abbiamo esplorato terre e culture dell'europa orientale insieme agli zingari e assistito alla sanguinosa invasione sovietica della sua Cecoslovacchia, attraverso il reportage che gli è costato decenni di anonimato, esilio e parecchia sofferenza.

Seguendo le sue tracce abbiamo guardato da vicino la solitudine di ogni forma di vita, dai paesaggi urbani francesi del progetto DATAR al territorio di "Chaos", spingendoci tra le “Vestiges” della civiltà greco-romana che non ha mai smesso di diffondere fasto e bellezza, dalla Grecia e il Libano, alla Siria e all’Algeria, dalla Turchia all’Italia, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta.

40 anni fa Koudelka ha scattato questa foto in Irlanda, oggi che il suo sguardo acuto e l'obiettivo implacabile del pluripremiato fotografo Magnum, sono puntati sull'architettura del conflitto israelo-palestinese con muri e barricate che hanno letteralmente cambiato il paesaggio della Terra Santa, possiamo assistere anche al processo creativo che lo anima, protagonista di Koudelka Shooting Holy Land di Gilad Baram.

Per cinque anni, nel corso di diverse visite protratte dal 2008 al 2012, il giovane fotografo e regista israeliano ha accompagnato il fotografo nel suo lungo viaggio in Terra Santa, fornendo assistenza, supporto logistico e traduzioni, dalle 7 del mattino fino alla scomparsa della luce.

L'esperienza sembra avergli segnato la vita in molti modi, non solo professionalmente, fornendogli l'occasione di realizzare il documentario che affianca le fotografie in bianco e nero scattate da Koudelka, ai filmati che riprendono il processo creativo e solitario di uno dei più grandi maestri viventi della fotografia, a Gerusalemme est, Hebron, Ramallah, Betlemme e in vari insediamenti israeliani dislocati lungo il percorso della barriera che separa Israele e Palestina.

Quello che i palestinesi chiamano il "muro dell'apartheid", Israele solo "barriera di sicurezza", o è definito "barriera di separazione" da gruppi come Human Rights Watch, per Koudelka diventa la metafora di uno squarcio aperto dall'uomo nel paesaggio naturale e la manifestazione tangibile del rapporto conflittuale che si estende a culture e religioni.

Il fotografo quasi ottantenne, sempre vigile e vitale, rende il muro protagonista delle visioni sublimi di superfici di cemento e trame di filo spinato che oscurano l'orizzonte del paesaggio diviso e oltraggiato dall'uomo, trasformandosi in ferite visibili di una guerra che ha issato una parete per due carceri. Scatti raccolti nelle pagine di Wall: Israeli & Palestinian Landscape, 2008–2012, pubblicato da Aperture nel 2013, mentre il film li mostra insieme al momento che li ha generati.

"​I grew up behind the wall. For me it was the prison; I was in the cage. So, of course I didn’t like the Wall, but in the same time it is pretty spectacular this Wall."

Josef Koudelka

Tutto è iniziato nel 2008, quando il fotografo ebreo francese Frédéric Brenner, noto per la documentazione delle comunità ebraiche in tutto il mondo, ha invitato 12 fotografi di fama internazionale ad esplorare le complessità e contraddizioni di Israele, per realizzarne il ritratto, raccolto nel libro e la mostra itinerante "This Place".

Il documentario prodotto da Nowhere Films & Produkce Radim Prochazka, con la partecipazione di Czech Television, in collaborazione con The Post Republic, continua il suo tour festivaliero, appena passato per il San Francisco Jewish Film Festival, ma possiamo già annoverarlo tra i migliori documentari dedicati ai fotografi, al fianco di The Salt of the Earth (2014) di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado su Sebastião Salgado, War Photographer (2001) di Christian Frei su James Nachtwey o What Remains (2008) di Steven Cantor su Sally Mann.

Exiles / Wall di Josef Koudelka, sarà in mostra al Nederlands Fotomuseum di Rotterdam, dal 17 settembre al 15 gennaio 2017.


Aspettando il nuovo tour di date per le proiezioni del film nel 2017, previste dalla Repubblica Ceca alla Francia, dall'Estonia all'Italia, eccovi anche il nuovo trailer.

Il film nelle sale italiane

La terra Santa fotografata da Josef Koudelka, lungo il muro che separa Israele e Palestina tra il 2008 e il 2012, arriva finalmente anche nella sale italiane con il film che lo riprende a lavoro, diretto da Gilad Baram.

Sarà Lab 80 film a distribuire il film con il titolo "Josef Koudelka fotografa la Terra Santa", in collaborazione con Trieste Film Festival, a partire da lunedì 2 ottobre 2017.

Il film sarà proiettato anche durante i festival Artecinema di Napoli (ottobre); il Photo Lux di Lucca (novembre-dicembre); Lo Schermo dell'Arte di Firenze (novembre); Palazzo Grassi invita Lo Schermo dell'Arte a Venezia (marzo 2018), ma possiamo ingannare l'attesa con il trailer italiano, qualche scatto e la locandina italiana.

Via | WideHouse
Via | Lab 80 film

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