La campagna del #fertilityday con le foto di stock, quando il cattivo gusto passa anche per le immagini

fertilityday

La campagna del #fertilityday è ormai tristemente nota a tutti, la sensibilità inesistente e la superficialità dilagante hanno indignato moltissime persone, al punto che pare che la Lorenzin (colei che ha partorito tutto questo) abbia deciso di rivedere un po’ tutto e di fare un passo indietro. La comunicazione, ormai lo sappiamo, passa anche per le fotografie che ricoprono un ruolo cruciale nel far passare un determinato messaggio, in questo caso sono state la cosiddetta “ciliegina sulla torta”, hanno dato anima e corpo all’orrore del messaggio, spiegandolo e palesandolo in tutta la loro tristezza.

Per fare questa campagna nazionale sono stati investiti 113 mila euro (questo è il dato ufficiale) una cifra decisamente alta ma che non ha impedito ai responsabili del progetto di usare foto dai siti di stock (a partire da 1 euro cadauna) invece di pagare un professionista per scattare fotografie ad hoc scelte, pianificate e create in base al messaggio che si vuole trasmettere. Le foto scelte per la campagna sono le classiche immagini da siti di stock: fredde, generiche e perfette che poco hanno a che vedere con l’imprevedibilità dei nostri ormoni, con le cause inspiegabili, con i fallimenti, i tentativi, le delusioni, con le poche tutele e l’instabilità lavora che accomuna le vite di tutti.

La fotografia richiede sensibilità, sia per chi le fa che per chi le sceglie e le usa.

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