Dietro il tendone, la recensione del libro fotografico che racconta i sentimenti del circo

Ho intervistato il fotografo Daniele Tedeschi, uno degli autori del libro fotografico Dietro il tendone

Immagini e parole. Due mezzi per raccontare. Due mezzi strettamente legati tra di loro. Quando leggiamo delle parole ci creiamo mentalmente un'immagine di quella che potrebbe essere la realtà raccontata. Quando vediamo delle immagini ci poniamo domande e a volte cerchiamo risposte, scegliendo nuove parole ad ogni sguardo.

Un libro fotografico può essere quindi funzionare altrettanto bene sia con che senza delle parole che accompagnano le immagini. Così come un racconto può funzionare altrettanto bene sia con che senza delle immagini che accompagnano le parole.

Quando due autori, rispettivamente di immagini e parole, decidono quindi di unire le loro forze in un unico progetto, nasce invece qualcosa di particolare, dato che il racconto diventa duplice. Una dualità che ho trovato in modo evidente leggendo Dietro il tendone, il libro fotografico realizzato dal fotografo Daniele Tedeschi e dalla scrittrice Daniela Maschi.

Ma passo subito a raccontarvi cosa ne penso di questo libro fotografico.


Che cosa ne penso

Una premessa doverosa: Dietro il tendone non è un progetto editoriale finanziato da case editrici come Contrasto oppure Taschen. Si tratta invece di un progetto autofinanziato. Quindi si apprezza ancora di più la qualità della stampa e della rilegatura.

Ci si trova in mano con un bel volume con copertina rigida e pagine in carta patinata opaca da 170 grammi. Ma scorrendo le 88 pagine non rimane solo il piacere della carta stampata, quanto il piacere di entrare in un circo ambientato nei primi del '900. Un circo dove incontriamo 14 personaggi ed altrettante storie, ognuna raccontata da due punti di vista.

Ogni personaggio viene infatti presentato e descritto dalla protagonista del racconto, ma poi gli viene subito lasciata la parola per raccontarsi da solo lontano dal tendone del circo. Una dualità che rende la lettura coinvolgente, dato che ci si chiede come saranno le due facce di ogni personaggio. Altrettanto coinvolgente la visione, grazie all'accurata ricostruzione di luoghi, costumi e accessori.

Una ricostruzione preceduta da una ricerca di oggetti che aiutino il lettore e osservatore a farsi proiettare indietro nel tempo. Nella cucina dell'Illusionista troviamo infatti la scatolina di biscotti Mellin anni 50 e un macina caffè del 1930. Alcuni elementi sono invece creati tramite ricostruzioni tridimensionali.

Il racconto però risulta spesso fin troppo ben delineato. Il lettore e osservatore viene preso per mano e guidato verso la visione degli autori, lasciando poco spazio all'interpretazione. Trattandosi di un progetto autonomo, privo dei vincoli di una produzione rigidamente indirizzata verso un successo commerciale, avrei preferito trovare invece più angoli nascosti sia nelle immagini che nelle parole.

Questo ovviamente nulla toglie alla qualità del risultato, che risulta interessante proprio nella stretta collaborazione tra i due autori, che dichiarano con onestà di aver rimesso mano più volte sul proprio lavoro al fine di adattarlo a quello dell'altro. Una collaborazione che poi si estende a circa venti persone differenti.

I personaggi di Dietro il tendone nascono grazie al lavoro degli attori, di chi ha curato il trucco, le acconciature, le scenografia, gli accessori. Gli autori a firmare sono due, ma le energie creative confluite in questo libro fotografico sono quelle di ogni singola persona coinvolta.

Una lettura e una visione consigliata a chi ama le parole, a chi ama le immagini, a chi ama il circo. O più semplicemente a chi ama perdersi nelle visioni nate dalle energie creative di più persone.

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