La poetica raffinata dell'Italia di Toni Nicolini

Retrospettiva e biografia di uno dei fotografi più intensi e raffinati del nostro paese

La leggerezza può essere decisamente intensa, quando riesce a cogliere l'elegante poetica e sottile ironia del quotidiano, intento ad attraversare la strada asfaltata dall'uomo, con una nuvola piumata di anatroccoli, guidati dall'istinto giudizioso e amorevole di madre natura, con un esercito agguerrito di vespe in mezzo al traffico, o la folla in marcia per un mondo e un Sud nuovo.

Un talento che Toni Nicolini ha messo a frutto raccontando l'epopea dell’immigrazione e le vibrazioni del ballo, il Belice post terremoto, piccole storie di venti e bambine, le trasformazioni e contraddizioni dell'Italia, senza mai dimenticare l'impegno sociale e il valore dell'arte.

"Negli anni ’60 io cominciavo ad essere contagiato dal virus della fotografia, affascinato dalla possibilità di raccontare la vita, di scoprirla e documentarla con la carica emotiva di mostre come “La famiglia dell’Uomo”, di servizi fotografici come quelli pubblicati da “Epoca” in Italia, da “Life” e da “ParisMatch” per i lettori americani e francesi. Se la professione di fotografo era proponibile come mito, allora era credibile anche Luigi Crocenzi, con la sua visione utopica di fotografi-narratori, di fotografi autori e poeti per immagini."

Toni Nicolini

È proprio la Poesia a suggerire il titolo alla prima grande retrospettiva dedicata ad uno dei fotografi più intensi e raffinati del nostro paese. La narrazione poetica di un cinquantennio di storia sociale d'Italia, in mostra con la Poesia del reale delle fotografie di Toni Nicolini.

La mostra organizzata dal CRAF. Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo custode dell'archivio Nicolini, in collaborazione con la Fondazione Forma per la Fotografia, è curata da Giovanna Calvenzi e passata dal Palazzo Tadea di Spilimbergo, in occasione del Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016, al Forma Meravigli di Milano che la ospita fino al prossimo 24 ottobre.

Giovanna Calvenzi su Toni Nicolini

Nel 2012, nei giorni in cui Toni Nicolini ci lasciava, avevo scritto il piccolo ricordo per il blog “Fotocrazia” di Michele Smargiassi, che qui riporto. “Ho cominciato a lavorare nello studio di Cesare Colombo e Toni Nicolini, in via Vigevano, a Milano, all’inizio degli anni Settanta, al secondo anno di università. Lavoravo mezza giornata.
Cesare e Toni condividevano lo studio, le mie mediocri prestazioni e il lavoro in camera oscura di Paolo Rizzotti. Cesare era un fervore di idee, di progetti, di incontri: dettava, discuteva, criticava, insegnava. Toni entrava silenzioso che non ti accorgevi che era arrivato, non aveva mai bisogno di niente, usava la sala posa con discrezione e perfino i suoi flash erano silenziosi. Si appoggiava allo stipite della porta e aspettava: non voleva disturbare, non voleva interrompere non solo le conversazioni ma anche i pensieri degli altri. In silenzio insegnava il rispetto, la gentilezza, la capacità di ascoltare, con elegante intelligenza e con un’ironia che non era da subito percepibile. La sua fotografia è come lui, senza ostentazioni, di grande eleganza e di sottile ironia. Nonostante gli volessi molto bene, ho ‘visto’ le sue foto solo dopo aver lasciato lo studio. Ho scoperto la profondità del suo lavoro frequentandolo come amico e non come ‘datore di lavoro’. Nella mia insipienza giovanile non ero stata in grado di riconoscere l’importanza di molte sue storie, la raffinatezza con la quale si dedicava al paesaggio, lo sguardo acuto e ridente che dedicava ai ballerini di Mortara, ai frequentatori del Centro Fly o alle paperette che attraversavano una strada di campagna. Spero sappia che ci sono arrivata”. Era un ricordo personale ma anche e soprattutto un modo per misurarmi con l’importanza che la fotografia di Toni Nicolini aveva avuto per me in anni recenti. Nella selezione di immagini che Cesare Colombo e soprattutto Walter Liva hanno preparato per questo libro e per la mostra che lo accompagna, l’elegante potenza della fotografia di Toni Nicolini si manifesta con tutta la sua forza. Toni, per sua ammissione, si avvicina alla fotografia grazie all’edizione milanese della mostra “The Family of Man” (1959), scopre anzi che grazie alla fotografia può coniugare la cultura umanistica e quella scientifica, trovando quindi una soluzione pratica per risolvere la sofferta dualità che da tempo lo travagliava. Cita, sempre nella sua “nota autobiografica” pubblicata nelle pagine precedenti, autori come Robert Doisneau, Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Robert Frank, Dorothea Lange, diversi fra di loro ma accomunati dalla profondità di visione e dalla sapienza narrativa. Non lo afferma esplicitamente, ma in qualche modo i grandi autori della mostra curata da Edward Steichen diventeranno i suoi maestri, gli autori sui quali formerà il proprio modo di guardare e di raccontare il mondo. Nel 1960 inizia quindi a lavorare professionalmente
con la fotografia, ma sente la necessità di dichiarare di essere entrato in contatto con il mondo dell’arte attraverso l’amicizia con i pittori Piero Leddi ed Ernesto Treccani, di amare i libri di Testori e di Gadda e il mondo cantato da Georges Brassens ed Enzo Jannacci. Con le sue prime immagini “personali” Toni affronta con pari eleganza un comizio di Pietro Nenni o un mattino d’inverno a Milano. Ed “eleganza” è un sostantivo che accompagnerà per sempre il suo lavoro. Luoghi, eventi quotidiani e persone si incrociano nella sua narrazione, da subito, fin dagli inizi. Nicolini è attento a quanto e a quanti lo circondano, ma usa la fotografia ignorando gli echi delle derive neorealiste, seguendo una propria visione che ricompone le asperità, alla scoperta della poesia della vita. Da Doisneau ha mutuato
l’allegria delle sorprese quotidiane e la capacità di sorridere, da Cartier-Bresson le inquadrature impeccabili, da Robert Frank l’attenzione a cose e persone che l’attenzione non richiamano, da Dorothea Lange l’empatia rigorosa nel ritrarre le persone. Poi l’avvicinarsi all’impegno civile e politico lo portano in Calabria, a Melissa, quindi in Sicilia a documentare un mondo che sta scomparendo, il mondo contadino del Sud Italia, e a essere testimone di quanto accade nel Sessantotto a Milano. Nella sua fotografia lavoro personale e professionale continuano a mescolarsi indissolubilmente: la grammatica visiva che impiega per raccontare la vita sul Naviglio, a Milano, o i paesaggi attorno a Varese trovano eco nelle immagini che realizza per il Touring Club e le sue fotografie in Belgio, in Olanda, in Portogallo, a Venezia, realizzate per incarichi professionali, rimangono fedeli con coerenza alla sua visione. La sua è una fotografia silenziosa, che invita all’osservazione, che non giudica e non critica. Testimonia ma soprattutto interpreta: con partecipazione, quando assiste all’Arena di Milano a una manifestazione operaia; con ironia, quando assiste a un ballo a Mortara o frequenta una serata mondana a Milano; con allegria, quando incontra le scolaresche in visita nei musei; con poesia, quando fotografa il paesaggio o costruisce piccole storie di venti e bambine o di foglie che galleggiano sull’acqua. Una dopo l’altra, nella lunga sequenza di queste pagine, le immagini di Toni Nicolini ricostruiscono il mondo che i suoi occhi hanno visto e riletto, come scrive Cesare Colombo, con “mitezza e ironia, apparente leggerezza dentro una vera profondità della visione.

Ad accompagnare e arricchire la mostra contribuisce anche il catalogo edito da Contrasto, curato da Giovanna Calvenzi con Walter Liva, con 244 pagine che riuniscono un'ampia e accurata selezione di foto e testi, accompagnati da contributi di Gianni Berengo Gardin, Giovanna Calvenzi, Cesare Colombo, Cristina De Vecchi, Walter Liva, Italo Lupi, Martino Nicolini, Pio Tarantini, Ernesto Treccani.

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Toni Nicolini. Poesia del reale
16 luglio – 11 settembre 2016
Palazzo Tadea
Spilimbergo
15 settembre – 24 ottobre 2016
Forma Meravigli
Via Meravigli, 5
Milano

"Ho conosciuto Toni Nicolini alla fine degli anni Cinquanta. Come me, aveva scelto di lasciare l’università per fare il fotografo professionista. Milano aveva tempi lunghi, allora. Si andava dai clienti a portare il lavoro fatto, col tram o con la Lambretta. Toni aveva un piccolo studio in via Rossini; la sala posa al piano terra in fondo a un cortile antico, la camera oscura al secondo piano, con accanto un mini alloggio da single. Toni fotografava di continuo delle elaborate composizioni di prodotti farmaceutici; suonava il telefono di sopra e lui correva ansimando a rispondere. Prima di tornare giù guardava l’armadio con le cravatte appese, di pura seta o di lanetta scozzese, e piegava la testa: «Sono belle, ma mi mancano le occasioni per metterle». Nel gruppo di amici si mitizzava la sua amarezza tranquilla, quasi serena. Del servizio militare, a Conegliano Veneto, rievocava le difficili istantanee rubate in cucina, con le reclute che rovesciavano grigi pentoloni di pasta, emergendo nel vapore: «Quand’ero di guardia al freddo mi perseguitava l’immagine delle spider ferme alla curva coi ragazzi che portavano a sciare le morose in maglione rosso; io facevo la sentinella, i dannati seguivano gli “itinerari romantici di Grazia”»"

Cesare Colombo

Toni Nicolini: Biografia di un fotografo raffinato

1935. Nasce a Milano il 3 settembre
Frequenta il liceo Parini e si iscrive al Politecnico, passando da Ingegneria a Fisica, dove avviene il primo incontro con la fotografia, nel laboratorio fotografico animato da studenti come Enrico Cattaneo e tutti quelli che diverranno fotografi professionisti come lui.

1959. con la mostra "The Family of Man" ospitata alla Villa Reale di Milano scopre come la fotografia può consentirgli di coniugare la cultura umanistica e quella scientifica, spingendolo a studiare i “maestri” della fotografia Italiana, come Paolo Monti e Ugo Mulas, insieme a quelli stranieri, soprattutto Henri Cartier-Bresson e William Klein.

1960. conosce il pittore Ernesto Treccani, con il quale inizia una relazione professionale e umana durata una vita, frequentando i pittori Piero Leddi e gli artisti del gruppo dell’Annunciata.

1961. con Treccani comincia a fotografare le periferie, nascono i primi lavori “milanesi” e La costruzione della metropolitana.

1962. parte per il servizio Militare e realizza il primo racconto fotografico antelitteram: "Allineati e coperti", con le sue foto e quelle di Gianfranco Mazzocchi, i testi di Cesare Colombo e Berengo Gardin, Photofilm n. 4, 1967.

1963. Viaggiando in Calabria con Treccani, nella città di Melissa, teatro di un eccidio di braccianti nel 1949, nasce il grande racconto per immagini "Luglio a Melissa".

Nel 1964 nasce anche "Da Melissa a Valenza", un murale di pittura e fotografia sul trasferimento dei contadini meridionali e la loro trasformazione in artigiani nei laboratori di oreficeria della città piemontese.

1964. Incontrando Luigi Crocenzi gli mostra il suo primo racconto fotografico "Storia di un vento e di una bambina", con cui partecipa al progetto della Rai “Telescuola” partendo dalla poesia di Giuseppe Ungaretti Mio fiume anche tu. Nel programma le sequenze di fotografie di Mulas, Giacomelli, Scianna e dello stesso Nicolini erano riprese dalla telecamera, mentre venivano lette poesie di Montale, Leopardi, Sibilla Aleramo.

L’attività editoriale del “Centro per la cultura nella fotografia” lo porterà a collaborare anche con Antonio Arcari e con numerosi altri fotografi, grafici e operatori culturali (Lanfranco Colombo e la Galleria del Diaframma, i grafici Giancarlo Iliprandi e Mimmo Castellano).

1965. Realizzazione del murale Da Melissa a Valenza con i quadri di Treccani e le foto di Nicolini, che viene esposto a Fermo a cura di Crocenzi e poi collocato definitivamente nella Casa del popolo i Valenza Po.

1966. da queste collaborazioni nasce "Storia di un operaio" e i "Quaderni di Imago". Realizza anche la struggente analisi della vita di provincia di "Ballo di Carnevale a Mortara", seguito dal ballo della borghesia milanese emergente al Centro Fly, entrambi raccolti nel primo numero degli Archivi di Azibul.

1967. Il viaggio nel profondo Sud delle terre di Calabria e Sicilia, lo porta a partecipare alla "Marcia per la Sicilia Occidentale e per un mondo nuovo", organizzata da Danilo Dolci, che vide migliaia di persone e intellettuali venuti da tutto il mondo, accompagnare Danilo Dolci e Lorenzo Barbera da Partanna a Palermo, per chiedere condizioni di vita più dignitose per i siciliani. Di quella esperienza resta testimonianza anche nel piccolo volume 'Nuova Sicilia, nuovo mondo', pubblicato a maggio da Editori Riuniti, con testi di Danilo Dolci, alcuni dipinti di Treccani e circa 50 fotografie di Toni Nicolini.

1968. Riprende il dramma dei terremotati nel Belice. Racconta l’autunno caldo di studenti e operai. Lavora per la Borsa, testimoniando le grida degli ultimi operatori prima delle contrattazioni telematiche. Documenta Milano con i suoi simboli, i grattacieli del Centro Direzionale, i Navigli con gli ultimi barconi che portano la sabbia ai cantieri, le prime sfilate di moda. Affianca al lavoro per aziende ed editori quello in sala posa, nello studio diviso per oltre trent’anni con l’amico Cesare Colombo. Il '68 è anche l'anno della mostra fotografica 'Il nuovo impegno' alla Galleria il Diaframma, con fotografie di Gianni Berengo Gardin, Cesare Colombo e Toni Nicolini.

1969. Electa pubblica il libro "Milano" a cura di Luigi Crocenzi e Diego Birelli, con numerose foto di Nicolini, Marzocchi, Raffaelli, Scianna, Monti, Cresci e C. Colombo.

1970. sposa Lotte Rossi con la quale ha due figli, Martino e Melissa.
Per la Rivista IBM documenta l’ingresso dell’informatica nell’industria e nell’università. Realizza lavori sull’architettura e il territorio per “Archivio dello Spazio” della Provincia di Milano e per l’Istituto per i Navigli.

Dagli anni ’70 collabora in modo sistematico col Touring Club Italiano per le collane “Italia Meravigliosa”, “Attraverso l’Italia” e “Attraverso l’Europa”.

1989. Impegnato nella diffusione della cultura fotografica, ha organizzato, con Aurelio Natali, una grande mostra di 12 fotografi italiani, “FOTOGRAFIA OTTANTA”, circolante tra Milano e altre tre Sedi (Fondazione Corrente e Provincia di Milano, 1989).

1991. dal 1991 al 2001 cura numerose mostre di fotografia presso l’Università Bocconi di Milano e la Fondazione Corrente, della quale è membro del comitato scientifico.

1992. A fianco dell’attività per l’editoria, segue un filone di fotografia per l’industria, specializzandosi nel reportage all’interno del mondo produttivo e realizzando alcune monografie per grandi aziende. Da un lungo rapporto di collaborazione con la Direzione Comunicazioni di IBM Italia nasce l’idea del volume “Sono spenti i plotter?” che documenta un momento delle trasformazioni indotte dall’informatica nei modi di studiare e di produrre.

1993. entra a far parte del Comitato Scientifico della Fondazione Corrente, per il settore fotografia.

1996. realizza alcuni servizi fotografici nei laboratori di ricerca e sul territorio per conto dell’IRES AGIP e per EniPower nel 2003 e 2004.

2003. entra a far parte dei fotografi di Azibul e poi dell’Associazione Culturale Azibul, guidata da Cristina De Vecchi, alla quale collabora fino al 2012. A cavallo del secolo, documenta il nuovo aspetto urbanistico di Milano per riviste come Abitare e Domus.

2012. viene inaugurato il “Museo Verticale” nel palazzo della Regione Lombardia, nel quale sono presenti numerose sue fotografie.

Toni Nicolini muore a Milano il primo ottobre 2012.

Le fotografie di Nicolini sono conservate presso l’Accademia Carrara di Bergamo, negli archivi del Museo di Fotografia Contemporanea, Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo, presso la Fondazione Corrente Milano, nella Collezione di fotografie de La Triennale di Milano, nelle Collezioni Alinari di Firenze, presso il Museo dell’industria e del lavoro di Sesto S.Giovanni.

La famiglia di Nicolini, rappresentata da Lotte Rossi e dai figli Melissa e Martino, ha siglato l’accordo per la cessione dell’archivio Nicolini di oltre 20.000 stampe fotografiche, innumerevoli diacolor, libri ed epistolari raccolti nel corso degli anni, con la sede del CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia a Spilimbergo, il quale ha destinato una grande sala di Villa Ciani a Lestans, alla conservazione, lo studio dell'archivio e la valorizzazione di un altro importante tassello della storia della fotografia italiana del Novecento.

Toni Nicolini: pubblicazioni, personali e collettive

Volumi pubblicati

1966-1967 “ I castelli del Piemonte” (2 volumi), Ed. ACI.
1967 “Treccani” – Quaderni di Imago, Ed. Bassoli Fotoincisioni
1967 “Nuova Sicilia Nuovo Mondo”, Editori Riuniti.

1972-1978 nella Collana “Italia Meravigliosa”, Ed. TCI:
“Ville d’Italia”, “Conventi e Abbazie, “Il Palazzo italiano”, “Teatri e Scenografie”, “Chiese e Cattedrali”.

1974 “Arte in Vaticano”, “Venezia”, Ed. TCI.

1974 – 1981 per la Collana “Attraverso l’Europa”, Ed. TCI:
“Svizzera”, “Olanda”, “Portogallo”, “Belgio”, “Austria”.

1975 “Qui Berlino”, Ed. TCI.
1978 “Cortili di Milano”, Ed. Bestetti.
1982 “Necropoli dell’Italia Antica”, Ed. TCI.
1982 “Ulgiaa/Olgiate”, Ed. AVIS Olgiate.
1983 “I percorsi dei Navigli”, Ed. Comune di Milano.
1983-1984 “Italia ricomparsa” (3 volumi), Ed. TCI.

1984-1990 per la Collana “Attraverso l’Italia”, Ed. TCI:
“Umbria”, “Lombardia” (in due volumi), “Liguria”, “Friuli Venezia Giulia”, “Calabria”.

1985 “Città storiche dell’Italia Centrale”, A. Mondadori Ed.
1986 “L’Italia del Sole”, A. Mondadori Ed.
1988 “Dediche della Trivulziana alla Comunità Europea”, Ed. Comune di Milano, Biblioteca Trivulziana.
1992 “Sono spenti i plotter?”, Ed. IBM Italia.
1994 “Architetture sociali nel Milanese, 1860-1990”, Ed. TCI.
1994 “L’albero della Maleica”, Ed. Alusuisse Italia.
1995 “Il lago”, Ed. Lativa, Varese.
1996 “Il diritto di sentirsi malato nei giorni di lunedì e martedì”, Ed. CESI, Roma.
1993-1996 “Tecniche pittoriche e grafiche”, Ed. Istituto Poligrafico e Zeccadello Stato.
1997 “Memorie nel bronzo e nel marmo”, Federico Motta Editore.
2000 “I lavatoi dei Navigli di Milano”, Skira Editore.
2002 “La nascita di una università nuova: Milano-Bicocca”, SkiraEdit.

Mostre personali

1963 - Palazzo Sormani, Milano, “Luglio a Melissa”.
1968 - Biblioteca Civica, Villa Zorn, Sesto S.Giovanni, “Lunga marcia verso la pace” .
1979 - Galleria Il Diaframma, Milano, “Venezia”.
1980 - Palazzo Sormani, Milano, “I cortili della nostra infanzia”.
1985 - Fondazione Corrente, Milano, “Nature morte di Venezia”.
1991 - Università Bocconi, Milano, “Calabria, paesaggi e persone”.
1992 - Fondazione Corrente, Milano, “Il computer sta cambiando anche me”.
1993 - Chiesa dell’Annunziata, Ravello, “Sono spenti i plotter?”
1994 - Palazzo Isimbardi, Milano, “Architetture sociali nel Milanese, 1860-1990”.
2000 - Club cinefotografico di Fiorenzuola d’Arda, “Santi e viandanti, Cultura e devozione in Val d’Arda”.
2000 - Sede del TCI, Corso Italia, Milano, “Alla scoperta del Parco Agricolo Sud Milano”
2003 - Palazzo Cicogna, Busto Arsizio, “Ernesto Treccani e il movimento di Corrente”.
2004 - Galleria Azibul, Milano, “Ballo al Centro Fly” e “Ballo di capodanno a Mortara”.
2005 - Fondazione Bandiera, Busto Arsizio, “Ballando ballando”.
2005 - Università Bocconi, Milano, “Ballo al Centro Fly” e “Ballo di capodanno a Mortara”
2005 - Fondazione Corrente, Milano, “Le stagioni dei Navigli”.
2006 - Galleria Chambre avec Vues, Parigi, “ Balli di società. Milano e provincia, 1966”.
2007 - Fondazione Corrente, Milano, “Le voci di Corrente. Un istante lungo trent’anni”.
2011 - Fondazione Corrente, Milano, “Toni Nicolini e il racconto fotografico 1960-1969”.
2011 - Circolo Fotografico Sannita, Benevento, “Toni Nicolini, Immagini di un’Italia diversa” e assegnazione del 17° Trofeo Internazionale Una vita per la fotografia.
2011 - Palazzo Valentino , Valenza, “Storie. Toni Nicolini e il racconto fotografico 1960-1969”.
2011 - Libreria Hoepli e Urban Center, Milano, “Presenze del ‘500 nella Milano di oggi”.
2012 - Fondazione Corrente, Milano. “Sicilia si muove. Ernesto Treccani e Toni Nicolini con Danilo Dolci, 1967 – 1968”.

Mostre collettive

1962 - Palazzo delle Esposizioni, Roma, “Prima mostra d’arte degli studenti italiani”
1968 - Galleria Il Diaframma, Milano, “Il nuovo impegno”.
1970 - Palazzo della Regione, Bergamo, “Europa 70/70”.
1972 - Auditorium della RAI, Torino, “L’occhio come mestiere” .
1977 - Rotonda di Via Besana, Milano, “L’occhio di Milano”.
1977 - Kulturinstitut, Vienna, “Objectiv Italien”.
1980 - Palazzo Braschi, Roma, “Melissa 1949-1979”.
1982 - Sasso di Castalda, “Fotografia e realtà meridionale – Melissa 1949-1979”.
1982 - Arengario, Milano, “Formato famiglia –Vicende private”
1983 - Palazzo Dugnani, Milano, “Quindici anni della Galleria il Diaframma/Canon” (poi a Massa Lubrense).
1988 - Fondazione Corrente, Milano, “Tre fotografi e la città”. “La fabbrica di immagini”, con catalogo Alinari , progetto di Cesare Colombo. Teatro Sociale, Bergamo, “Professione fotografo”.
1993 - 5ª Biennale internazionale di Fotografia, Torino, “Lo stileTouring”.
1993 - Palazzo Isimbardi, Milano, “Archivio dello Spazio/2”
1993 - Accademia Carrara, Bergamo, “Fotografi italiani”
1994 - Galleria del Credito Valtellinese, Milano – Amnesty International “C'è ancora spazio per l’ottimismo? “ (poi in altre Sedi).
1994 - Centro Culturale Cascina Grande, Rozzano, Ambiente e lavoro nelle Alpi”
1994 - Palazzo della Provincia, Ravenna, “L’Albero della Maleica”.
1994-5 - Palazzo Reale di Milano, “Il paesaggio italiano nel Novecento”.
1995 - Galleria Sozzani, Milano , “Centofiori” – Amnesty International.
1995 - Centro Alusuisse-Lonza, Zurigo, “Der Malein-Baum”.
1995 - La Biennale di Venezia “L’io e il suo doppio, un secolo di ritratto fotografico in Italia, 1895-1995”.
1995 - Nuovo Spazio Guicciardini, Milano, “Solidarietà-immagini”.
1996 - Palazzo Bagatti-Valsecchi, Milano, “Da contrada a regione”.
1996 - Fondazione Mazzotta, Milano, “Gli anni ’60, le immagini al potere”.
1997 - Triennale di Milano, “1987-1997. Archivio dello Spazio”.
1997 - Galleria 6/A Montenapoleone, “La Tavola e la Civiltà del Lavoro”.
Milano, …..“il popolo del Tram”.
1998 - Triennale di Milano, “Il ’68 e Milano”.
1997 - 2000 - Mostra itinerante “Un paese unico, Italia, fotografie 1900 – 2000”.
2001 - Castello Visconteo di Pavia, “In viaggio sui Navigli”. Cat. SKIRA.
2001 - Arengario di Milano, “M’impiego ma non mi spezzo”.
2002 - Milano, Libreria Tikkun, “Grecanica”.
2002 - Centro Culturale Cascina Grande, Rozzano, “Bambini”.
2003 - Le segrete di Bocca, Milano, “Sulle orme di Van Gogh”.
2003-2004 - Stazioni ferroviarie di Milano, Roma, Venezia,” Mamme d’Italia”, “Italiani a tavola”, “Un bacio, due baci”, “Su la testa”. Cataloghi Mazzotta.
2004 - Villa Zito, Palermo. “Immagine RAI”, catalogo Alinari.
2004-2005 - Firenze, Istituto degli Innocenti. “Cammina cammina”, Catalogo Alinari. (poi in altre Sedi).
2004-2005 - Milano, Centro Culturale di Milano. “Accade a Milano”
2006 - “Italia 1946 – 2006” a cura di Walter Liva , CRAF. Mostra itinerante in molte città di Canada, Germania, Russia. Catalogo CRAF 2006
2007 - Museo di Roma in Trastevere, “1977: momenti” FotoGrafia Festival Internazionale di Roma 2007
2007 - Loggia della Mercanzia, Genova, “Interrotti Transiti . La fotografia italiana negli anni Settanta”. Catalogo DPS Edizioni, 2007
2007 - Firenze, Istituto degli Innocenti.” Ritratti. Cento anni di famiglie italiane”, Catalogo Alinari, 2007
2008 - Milano, Fondazione Corrente. “Periferie milanesi e trasformazioni urbane, uno sguardo sulla città”. Caleidoscopio
2008 - Savona, Fortezza del Priamar, “Priamar d’autore 2008”, Un istante lungo 30 anni. Catalogo Fondazione Centofiori, 2008
2008 - Milano, Fondazione Corrente, “EXPOSSIBLE?”. Caleidoscopio.
2009 - Rozzano, Centro culturale Cascina Grande. “leggermente , modi e luoghi della lettura”.
“Clear Light” , Reggio Emilia – Fotografia Europea – maggio/giugno
e a Milano, Galleria Belvedere, ottobre/novembre. Catalogo Peliti Associati, 2009
2009 - Milano,Galleria Belvedere. “I fotografi e Milano, Prima Visione 2009” .
2010 - “Photography and Neorealism in Italy, 1945 – 1965” . Mostra e catalogo a cura di Walter Liva, CRAF, 2010
2010 - Savona, Priamar. “Il lavoro nelle opere degli artisti. In memoria di Gigi Cuniberti” . Collettiva con Silvia Calcagno e Oreste Rossi, con un piccolo catalogo
2010 - “Cento anni di imprese per l’Italia” , Confindustria e Assolombarda.
2010 - Triennale di Milano e Ara Pacis di Roma. Catalogo, aprile 2010 .
2010 - “Il Paesaggio Italiano in Fotografia 1950 - 2000” a cura di Walter Liva. Pordenone. Catalogo CRAF, 2010
2011 - “Passione civile, arte e politica. Artisti a Valenza tra gli anni Cinquanta e Ottanta”. Alessandria, Palazzo del Monferrato, Catalogo Mazzotta
2011 - “semina verbi”, 8°. Mostra d’Arte Sacra a cura di Amedeo Anelli. Casalpusterlengo, M. Parrocchiale

"la sequenza di Nicolini fu un modo nuovo di intendere la fotografia, autonoma, immagine per immagine, ma coordinata nei rapporti dialettici proposti dalla serie, secondo uno schema narrativo di origine cinematografica"

Italo Zannier

Foto | Toni Nicolini Poesia del reale, © Toni Nicolini/ Archivio CRAF, Courtesy Contrasto/Forma

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